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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.09.2026 Arabia Saudita e Houthi riaprono il fronte
Analisi di Mattia Preto

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Mattia Preto
Titolo: «Arabia Saudita e Houthi riaprono il fronte»

Arabia Saudita e Houthi riaprono il fronte

Analisi di Mattia Preto


Mattia Preto

 

Nella giornata dell’8 settembre gli Houthi hanno colpito diverse zone nel sud-ovest dell’Arabia Saudita con il chiaro intento di danneggiare il settore petrolifero del regno; infatti, l’attacco avvenuto principalmente tramite droni ha colpito pesantemente le strutture del colosso petrolifero saudita del Aramco. Il nuovo accordo difensivo tra Turchia, Pakistan e Arabia Saudita è stato messo subito alla prova, i sauditi vogliono assicurarsi un passaggio marittimo sicuro a Bab el-Mendeb e per farlo devono prendere il controllo di alcuni punti strategici in Yemen, ma la sfida alquanto ardua.

L’intensificarsi dell’escalation è iniziato un giorno prima con gli Houthi che hanno accusato di aver aumentato gli attacchi contro le aree controllate dal gruppo terroristico, la risposta non si è fatta attendere con un massiccio attacco missilistico verso quattro città saudite a ridosso del confine con lo Yemen, l’obiettivo principale degli Houthi era quello di danneggiare l’industria petrolifera saudita, la realtà dell’attacco riporta circa settanta civili feriti da parte saudita e il danneggiamento del sistema di approvvigionamento del greggio del regno. Questo è un passaggio molto importante perché i sauditi collaborano direttamente con le forze governative yemenite nel tentativo di arginare l’avanzata degli Houthi nella regione e questo nuovo fronte è dettato dalla necessità di controllare le vie di comunicazione, via terra e via mare.

Il principale interesse di Riad è quello di prendere il controllo di Bab el-Mendeb, la “Porta del lamento” così tradotta, è uno stretto canale tra Yemen e Gibuti largo complessivamente 30 km, attualmente il lato yemenita è sotto controllo delle forze governative, ma gli Houthi puntano ad ampliare il loro blocco navale nei confronti di Riad e tentano l’avanzata verso i punti più strategici, per gli Houthi colpire i rifornimenti di greggio significa rallentare la forza di fuoco saudita.

Il secondo punto strategico è la piccola cittadina di Marib, in questo punto si sono concentrati gli scontri più pesanti dell’ultimo periodo, il perché è molto semplice da capire, Marib si trova in un centro nevralgico delle vie di comunicazioni terrestri, è un importante punto per accedere al Mar Rosso, al Golfo di Aden e al confine saudita. Marib si trova ancora sotto il controllo delle forze governative dello Yemen ma gli Houthi puntano a togliergliela, in una fase del conflitto decisamente tattica e strategica.

In questo momento in cui le forze saudite stanno cercando di aumentare la pressione sul gruppo terroristico degli Houthi, la loro forza dopo oltre dieci anni di attriti non si sta rilevando incisiva; infatti, grazie al sostegno iraniano gli Houthi hanno aumentato la loro forza militare sfruttando soprattutto il territorio montuoso come tattica difensiva. 

Sullo sfondo c’è il nuovo Mecca Joint Defence Agreement, accordo militare siglato un mese fa da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. Ora che Riyad ha bisogno di un aiuto militare, scopriremo se i nuovi alleati sono pronti ad aiutarla e, soprattutto, in che modo.

 


takinut3@gmail.com

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