Riprendiamo dal FOGLIO il commento di Giulio Meotti dal titolo: "I cieli di Londra sono protetti dalla tecnologia israeliana. E anche la Ue chiede aiuto ai sionisti spaziali"

E’ facile sanzionare le creme di bellezza Ahava, i datteri del Giordano, i vini del Golan e i pompelmi di Jaffa. Più difficile rinunciare alla tecnologia militare israeliana. Non solo perché, come ha detto al Times Edmund Fitton-Brown, ex ambasciatore in Yemen, “Israele ha contribuito a impedire che un certo numero di attentati avesse luogo sul suolo britannico negli ultimi anni”. Se la Gran Bretagna dovesse farne a meno dovrebbe abbandonare Sky Sabre, il sistema di Difesa aerea che usa il software MIC4AD di Rafael, lo stesso della “cupola di ferro”. Quando i ministri del Labour inglese durante la guerra a Gaza stavano valutando il passaggio a un’alternativa norvegese per accontentare i deputati che chiedevano una linea più dura su Israele, Lord Austin, inviato commerciale del governo inglese in Israele, avvertì che “la Raf non sarebbe in grado di far decollare i propri aerei senza la tecnologia israeliana” e che le truppe britanniche in Iraq e Afghanistan avrebbero subìto perdite più pesanti senza di essa.
Philip Lester, ex capo della Raf, ha chiesto ai laburisti di ripristinare i rapporti con Israele affinché la Gran Bretagna possa beneficiare della sua competenza nello sviluppo di sistemi di difesa, compreso l’Iron Dome. Il Regno Unito dispone di sei batterie Sky Sabre che usano la tecnologia israeliana: quattro sono per la difesa del territorio nazionale, una è dislocata in Polonia per contribuire a proteggere il fianco orientale della Nato, mentre un’altra si trova nelle Falkland.L’esercito britannico ha anche utilizzato un sistema anti drone israeliano per neutralizzare un velivolo senza pilota che ha causato la chiusura dell’aeroporto di Londra Gatwick per oltre 36 ore, lasciando a terra decine di migliaia di passeggeri. Anche i paesi che hanno inasprito i toni contro Israele, imposto sanzioni politiche e limitato i legami con Israele non hanno fretta di abbandonare i sistemi di Difesa israeliani.
La Spagna di Sánchez ne è l’esempio più evidente. Nel settembre 2025, Madrid ha adottato una legge volta a istituire un ampio embargo militare su Israele. Ma la legge consente al governo di approvare eccezioni qualora ritenga che l’interesse nazionale lo richieda. Gli accordi con Israele nel settore della Difesa sono proseguiti anche dopo l’entrata in vigore della legge, ad esempio per consentire ad Airbus di continuare a utilizzare tecnologie israeliane in progetti strategici. Secondo un rapporto del Centro Delas per gli studi sulla pace di Barcellona, le importazioni militari spagnole da Israele sono proseguite anche dopo l’ottobre 2023, raggiungendo un valore di 36,7 milioni di euro. Di fatto, “la Spagna non ha mai importato così tanto come dopo il 7 ottobre 2023”, si legge nel rapporto. Anche la Finlandia ha messo sanzioni agli insediamenti israeliani, mentre è in trattativa con Israele per acquistare la sua fionda di Davide a protezione dei suoi cieli e confini con la Russia. Nelle ultime settimane numerosi paesi membri della Nato hanno stretto grandi accordi militari con Israele, a cominciare dalla Grecia, che si è dotata di una architettura di Difesa aerea completamente made in Israel, lo “scudo di Achille”.
Intanto la direttrice dell’Agenzia spaziale israeliana, Shimrit Maman, questa settimana si è recata a Bruxelles, dove ha incontrato Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per l’Innovazione e la Ricerca. “Una delle cose su cui stiamo lavorando sono i sistemi di allerta precoce”, ha detto Maman. “Lo abbiamo visto molto bene nell’ultimo round di attacchi missilistici che abbiamo avuto con l’Iran. Come riusciamo a far arrivare gli avvisi a tutti i civili in Israele e a non avere così tante vittime”. In una grande espansione delle sue operazioni in Europa, l’azienda israeliana Rafael ha invece confermato che aprirà una fabbrica per produrre il suo sistema di difesa Iron Dome convertendo lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück in Germania, che la casa automobilistica tedesca aveva destinato alla chiusura entro il 2027. Yoav Tourgeman, presidente di Rafael Advanced Defense Systems, ha dichiarato che la partnership con la Germania rientra in un rapporto a lungo termine con il paese, “con l’idea che la tecnologia venga interamente prodotta in Germania per proteggere la Germania e l’Europa”. Buona parte della Difesa della Ue, compresa quella di molti paesi che mettono sanzioni sugli insediamenti, si decide sotto le mura di Gerusalemme.
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