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Il Giornale Rassegna Stampa
11.09.2026 11 settembre, 7 ottobre, cosi sono fatti i terroristi suicidi
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 11 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «11 settembre, 7 ottobre, cosi sono fatti i terroristi suicidi»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 11/09/2026, il commento di Fiamma Nirenstein: "11 settembre, 7 ottobre, cosi sono fatti i terroristi suicidi"

 

 
Fiamma Nirenstein

 

Il giorno dopo l’11 di settembre il Wall Street Journal pubblicò un mio pezzo per spiegare l’incredibile attacco di massa, il film dell’orrore che apriva una Terza Guerra Mondiale. Era intitolato “How suicide bombers are made”, tratto da Commentary Magazine. Si chiedeva come è possibile che un essere umano massacri in massa uomini, donne e bambini usando il proprio corpo come una bomba, un fuoco, scegliendo la propria stessa morte? Lo stesso stupore disperato  è piombato sul 7 ottobre 2023, da cui marchiamo fra poco tre anni. Da 25 anni rifiutiamo di accettare la nuda verità; vorremmo una soluzione di compromesso, convenienza, comprensione.In più, la lotta globale al terrorismo è frantumata: parte dell’Occidente identifica  terrorismo e lotta per la libertà, sogna che l’integralismo islamico sia richiesta di benessere e accoglienza. L’esperienza con cui scrissi allora era la devastazione terroristica di Monaco, di Maalot, di Roma, dell’Intifada. Alla tv palestinese lo Sheich Ibrahim Madhi benediceva “chi attiva una cintura esplosiva sul suo corpo o su quello dei suoi figli  in mezzo a una folla di ebrei”, della discoteca Dolphinarium di Tel Aviv in agosto erano stati fatti a pezzi 21 ragazzi, con l’applauso dei palestinesi. Un cronista, estatico, descriveva il “missile umano in un’anima desiderosa di martirio, un cuore che abbraccia la Palestina, un corpo che calpesta gli invasori”. Dopo l’11 settembre Bush e poi altri presidenti, hanno tentato trattative fallite: Israele in quello spirito sgomberò Gaza. Oggi le scuole palestinesi insegnano la matematica sui corpi degli ebrei uccisi il 7 ottobre (“Se 150 israeliani vengono uccisi in un giorno, quanti in 9 giorni? Hamas ha 150 fighters dentro ognuno di nove insediamenti, quanti in tutto?”, vedi PMW), le bambine delle elementari recitano “Desideriamo il martirio, il nemico ci teme”, la madre di Mohammed Nasser Taraya di 17 anni, che assassinò una tredicenne ebrea mentre dormiva, è “orgogliosa”, invita altri a seguirlo, il 7 ottobre il giovane Nukbah telefona alla mamma mentre “uccide i suoi ebrei”… Certo non sono così tutti gli islamici, ma da Al Qaeda, Isis, Hamas, Hezbollah la passione per la Ummah islamica si espansa nelle democrazie fra le seconde e le terze generazioni radicalizzate. Con loro le sinistre e i verdi propal. L’Islam si considera spossessato dalla mancanza del califfato, vede l’ordine secolare e liberale, le conquiste femminili, le diversità sessuali, politiche, come una vergogna. E mentre si naviga nell’Occidente peccatore anche col voto, alla fine contano i risultati, gli Shahid hanno il paradiso assicurato. Bin Laden attribuì i 3000 morti all’imperialismo. Ma Mohammed Atta, molto prima della Nord Tower, ci ricorda Ayaan Hirsi Ali, scrisse le sue istruzioni: nessuna donna sulla sua tomba, chi lavava il suo corpo doveva avere i guanti per non toccare i genitali, il sudario era tre pezzi di tessuto, e la parte destra volta alla Mecca. Atta in Germania, era giovane, integrato, non povero, ma terrorista di massa per la ummah islamica. Siamo lontano dal capirlo. Il 7 ottobre lo dimostra. Il rafforzarsi nei movimenti pro Hamas e pro Iran, l’odio per gli ebrei e l’America, vengono letti come segni della nostra debolezza e invito alla conquista. 

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