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Setteottobre Rassegna Stampa
10.09.2026 Austria, vietato il velo islamico a scuola
Cronaca di Paolo Montesi

Testata: Setteottobre
Data: 10 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Paolo Montesi
Titolo: «Austria, vietato il velo islamico a scuola»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE la cronaca di Paolo Montesi dal titolo: "Austria, vietato il velo islamico a scuola"

Austria, vietato il velo islamico a scuola

Il divieto riguarda le studentesse fino ai 14 anni. La comunità musulmana annuncia battaglia legale e il governo difende la misura come tutela delle minori

 

Con l’inizio dell’anno scolastico è entrato in vigore in Austria il divieto per le studentesse fino al compimento dei 14 anni di indossare a scuola un copricapo che, secondo la formulazione della legge, «copra il capo secondo la tradizione islamica». Il provvedimento riguarda gli istituti pubblici e privati e apre immediatamente una nuova battaglia politica e giudiziaria sulla libertà religiosa, l’integrazione e il ruolo dell’Islam nella società austriaca.

La misura è stata approvata dalla coalizione guidata dal cancelliere Christian Stocker, formata dai popolari dell’ÖVP, dai socialdemocratici della SPÖ e dai liberali di NEOS. In Parlamento ha ricevuto anche il sostegno dell’FPÖ, il Partito della libertà, mentre i Verdi si sono opposti. Il governo sostiene che lo scopo sia proteggere la libertà di sviluppo delle bambine e promuovere la parità tra i sessi, partendo dal principio che l’imposizione precoce del velo possa rappresentare una forma di pressione familiare o sociale.

La ministra dell’Integrazione Claudia Bauer ha definito il copricapo islamico imposto alle minori un simbolo di oppressione e uno strumento attraverso il quale il controllo sulle bambine può cominciare molto presto. La questione si inserisce in un dibattito assai più ampio che in Austria riguarda ormai apertamente l’Islam politico. Stocker ha proposto nelle ultime settimane perfino un divieto di rango costituzionale delle organizzazioni riconducibili a quella corrente, sostenendo che l’ordinamento austriaco debba opporsi con maggiore decisione ai movimenti che utilizzano la religione per perseguire obiettivi incompatibili con i principi democratici.

L’applicazione del nuovo divieto avverrà innanzitutto all’interno delle scuole. Quando una studentessa si presenterà in classe con il velo, l’istituto dovrà avviare un confronto con lei e con i genitori o tutori. In caso di violazioni ripetute potranno essere coinvolti i servizi competenti per la tutela dei minori e sono previste, nei casi contemplati dalla normativa, sanzioni economiche per i responsabili legali. Il divieto riguarda l’attività svolta all’interno degli edifici scolastici e prevede eccezioni per alcune attività organizzate fuori dalla scuola.

La IslamischeGlaubensgemeinschaft in Österreich, l’IGGÖ, organismo ufficialmente riconosciuto che rappresenta i musulmani del Paese, ha già annunciato la propria opposizione. Secondo l’organizzazione, la legge colpisce in modo sproporzionato le ragazze musulmane e limita ingiustificatamente la libertà religiosa, rischiando inoltre di favorire proprio l’esclusione delle minori che dichiara di voler proteggere.

Il confronto con la giustizia costituzionale appare pressoché inevitabile. Un precedente divieto, rivolto alle bambine delle scuole elementari, venne annullato nel 2020 dalla Corte costituzionale austriaca, che giudicò discriminatoria una norma indirizzata di fatto esclusivamente contro una determinata religione. Alcuni ricorsi contro la nuova disciplina sono stati respinti lo scorso luglio soltanto per ragioni procedurali, poiché presentati prima della sua entrata in vigore. I giudici, dunque, non si sono ancora pronunciati sulla sostanza della legge.

Il governo ritiene di avere costruito questa volta un impianto giuridico capace di superare l’esame della Corte, anche se lo stesso ministro dell’Istruzione Christoph Wiederkehr ha riconosciuto che nessuno può avere la certezza assoluta dell’esito. È precisamente su questo terreno che si concentrerà lo scontro dei prossimi mesi.

L’Austria sceglie intanto una strada diversa da quella francese. In Francia il principio di laicità scolastica vieta da oltre vent’anni agli studenti di esibire simboli religiosi vistosi, comprendendo quindi veli islamici, kippah e grandi croci. La norma austriaca identifica invece espressamente il copricapo appartenente alla tradizione islamica, caratteristica che potrebbe diventare uno dei punti più delicati davanti ai giudici.

La questione del velo si intreccia infine con una trasformazione politica più vasta. Vienna ha già vietato da anni la copertura integrale del volto negli spazi pubblici e il governo Stocker sta preparando ulteriori misure contro le organizzazioni considerate espressione dell’Islam politico. L’FPÖ, dall’opposizione, chiede di andare ancora oltre e di estendere le restrizioni.

Il nuovo anno scolastico diventa così il primo banco di prova concreto di una politica che intende fissare limiti più rigidi tra libertà religiosa, integrazione e tutela dei minori. Saranno adesso le scuole a doverla applicare e, con ogni probabilità, la Corte costituzionale a stabilire fino a dove lo Stato possa spingersi.


info@setteottobre.com

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