Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la cronaca dal titolo: "Ucei, nessun bavaglio da ddl sull’antisemitismo. Falsità sul provvedimento. Preoccupano Fnsi e Anpi"

“Nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione. Il DDL 1004 contro l’antisemitismo non prevede norme liberticide, né poteri di denuncia, pena o sanzione. Si può dissentire da una proposta di legge, ma manomettere i fatti è inaccettabile, tanto
più se a farlo sono professionisti dell’informazione. Additare il DDL come un attentato alla libertà di stampa, di opinione e di critica legittima a qualsiasi governo – quello di Israele compreso – è un’autentica fake news: gli organizzatori del presidio
odierno contro il DDL intendono piuttosto stravolgerne i contenuti e gli intenti, che, ripeto per l’ennesima volta, hanno come unico obiettivo quello di contrastare il fenomeno dell’antisemitismo, le cui manifestazioni nella vita reale, oltre che sui social, hanno raggiunto picchi mai registrati prima, sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Definire il DDL un attacco alla libertà di stampa e di critica, anche verso il governo israeliano, è una fake news: il testo tutela espressamente “la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione”. Basterebbe leggerlo senza pregiudizi per smontare le accuse che gli vengono mosse. Il DDL lascia piena libertà di criticare legittimamente qualsiasi governo, Israele compreso. Interviene solo dove quella critica sconfina nel pregiudizio verso Israele e il popolo ebraico, o nell’uso improprio della Shoah e del paragone nazista. Sostenere che delegittimi la lotta all’antisemitismo è un’aberrazione logica. Preoccupa quindi – e stupisce -, l’adesione alla protesta di ANPI, ANPPIA e FNSI: organizzazioni che dovrebbero avere nel proprio DNA la lotta all’antisemitismo, e che sembrano averla accantonata pur di allinearsi a un pensiero unico che riduce ogni spazio al pluralismo e al dissenso. L’obiettivo del provvedimento è contrastare gli atti antisemiti, nient’altro: non servono altre falsità”. Così la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi.
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