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israele.net Rassegna Stampa
10.09.2026 La soluzione a due Stati viene distrutta dai palestinesi quando dimostrano che qualsiasi territorio ceduto da Israele è utilizzato per lanciare guerre e pogrom: scatenano guerre, le perdono, rifiutano la pace, ma l’Europa punisce Israele
Articolo del Wall Street Journal

Testata: israele.net
Data: 10 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Wall Street Journal
Titolo: «La soluzione a due Stati viene distrutta dai palestinesi quando dimostrano che qualsiasi territorio ceduto da Israele è utilizzato per lanciare guerre e pogrom: scatenano guerre, le perdono, rifiutano la pace, ma l’Europa punisce Israele»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Wall Street Journal dal titolo: "La soluzione a due Stati viene distrutta dai palestinesi quando dimostrano che qualsiasi territorio ceduto da Israele è utilizzato per lanciare guerre e pogrom: scatenano guerre, le perdono, rifiutano la pace, ma l’Europa punisce Israele per costringerlo a concessioni del tipo “terra in cambio di guerra”

 

8 settembre 2026: il ministro degli esteri britannico Ed Miliband annuncia alla Camera dei Comuni le sanzioni contro attività economiche di ebrei in Cisgiordania, Gerusalemme est e Alture del Golan

Scrive l’editoriale del Wall Street Journal:L’Europa ha il talento di far passare per rettitudine morale, sulla scena internazionale, quelle che in realtà sono manovre dettate da esigenze di politica interna.

L’ultimo esempio in ordine di tempo è il divieto britannico di importare merci israeliane provenienti dalla Cisgiordania, da Gerusalemme est e dalle Alture del Golan, accompagnato da sanzioni contro chiunque agevoli nuove costruzioni.

Anche Francia e Canada stanno pianificando misure analoghe.

“Non accetteremo passivamente la distruzione della soluzione a due Stati”, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband.

Curioso. Se il problema fossero davvero gli insediamenti, il ritiro di Israele da tutti gli insediamenti di Gaza nel 2005 avrebbe dovuto essere d’aiuto. Invece, gli abitanti di Gaza votarono per Hamas.

I palestinesi continuano a distruggere la soluzione a due Stati dimostrando a Israele che qualsiasi territorio ceduto viene utilizzato per scatenare guerre e pogrom.

Israele ha offerto ai palestinesi uno Stato in Cisgiordania e a Gaza nel 2000-2001. I palestinesi rifiutarono l’offerta e scatenarono un’intifada terroristica, per poi respingere nuovamente l’offerta nel 2008.

Ciò che i palestinesi continuano a dire – ma che quelli come Miliband si rifiutano di ascoltare – è che non intendono vivere in pace accanto a uno Stato ebraico nemmeno se questo si riducesse alla sola Tel Aviv, città che i palestinesi considerano un insediamento al pari di qualsiasi avamposto sulle colline.

Eppure, il partito Laburista britannico, i Liberals canadesi e il governo francese dell’anatra zoppa Macron riservano solo incentivi alla parte palestinese.

Mentre vietano le importazioni dai produttori ebrei della Cisgiordania, sovvenzionano l’Autorità Palestinese, una dittatura che continua a erogare vitalizi ai terroristi che uccidono ebrei (il cosiddetto sistema “pagati per uccidere”).

L’ultima spinta per queste sanzioni è, ufficialmente, il piano di Israele di costruire nell’area E1, alla periferia di Gerusalemme. Si tratta di una scusa: l’area E1 sarebbe rimasta sotto sovranità israeliana anche secondo la proposta di pace del 2000 negoziata da Bill Clinton.

Il vero obiettivo è compiacere gli elettori musulmani e quelli della sinistra radicale, che minacciano di abbandonare i laburisti a favore dei Verdi. Ma all’interno della sinistra britannica la mossa viene già criticata perché ritenuta insufficiente.

I laburisti cercano di tenere il piede in due scarpe: rilasciano dichiarazioni altisonanti, mentre spiegano riservatamente ai diplomatici statunitensi che il divieto ha un valore puramente simbolico.

Miliband sottolinea “la nostra amicizia con il popolo israeliano” e “il nostro desiderio di intrattenere rapporti commerciali con Israele entro la Linea Verde” [la linea armistiziale rimasta in vigore dall’aggressione araba del 1949 all’aggressione araba del 1967 ndr].

Giungo 1948: tutta l’antica comunità ebraica di Gerusalemme Vecchia costretta a fuggire attraverso la Porta di Sion a causa della pulizia etnica imposta dalle forze d’occupazione di Transgiordania (foto di John Phillips per la rivista Time)

Non credeteci. Nessuna azienda israeliana può boicottare Gerusalemme; qualsiasi banca che finanzi un mutuo per un ebreo a Gerusalemme est o nei suoi sobborghi potrebbe ora incorrere in sanzioni.

Si tratta di un attacco a Israele nel suo complesso, alla sua economia e alla sua sovranità. (…)

Per ritorsione, Israele escluderà il Regno Unito dal coinvolgimento nella questione di Gaza e dal suo consolato per i palestinesi a Gerusalemme. Verrà inoltre interrotto l’addestramento britannico delle forze di sicurezza palestinesi.

Se vuole sanzionare Israele, la Gran Bretagna deve mettere in conto di perdere influenza sulle vicende del Paese.

Tom Tugendhat, esponente del Partito Conservatore, ha suggerito che la perdita potrebbe essere ancora più grave: “In qualità di ex ministro della Difesa, posso affermare che molti attacchi sono stati sventati grazie alla collaborazione con fonti di intelligence in Israele, che ci hanno aiutato a proteggere i cittadini britannici dagli attentati terroristici”.

Cosa ancor più sorprendente, Miliband ha accusato gli estremisti israeliani di pulizia etnica, per poi dichiarare egli stesso illegale la presenza di ebrei in Giudea, Samaria e persino nel Quartiere Ebraico della Città Vecchia di Gerusalemme.

Il Labour sostiene che ciò sia conforme al diritto perché la Giordania espulse gli ebrei da quelle zone nel 1948, un periodo durato 19 anni su una storia di 4.000 anni.

In nessun altro caso il diritto internazionale viene applicato in questo modo.

Questo è ormai l’approccio europeo: i palestinesi scatenano guerre che poi perdono e rifiutano la pace, ma si punisce Israele per costringerlo comunque a fare concessioni del tipo “terra in cambio di guerra”.

Gli europei sperano che il prossimo presidente degli Stati Uniti si comporti allo stesso modo.

(Da: Wall Street Journal, 8.9.26)


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

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