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Il Riformista Rassegna Stampa
09.09.2026 Sa’ar annuncia la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme e contromisure alle sanzioni del Regno Unito
Cronaca del Riformista

Testata: Il Riformista
Data: 09 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Il Riformista
Titolo: «Sa’ar annuncia la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme e contromisure alle sanzioni del Regno Unito»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la cronaca dal titolo: "Sa’ar annuncia la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme e contromisure alle sanzioni del Regno Unito"

Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, con il consenso del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha annunciato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme, nell’ambito di una serie di contromisure israeliane in risposta alle nuove sanzioni annunciate dal ministro degli Esteri britannico del governo laburista e a seguito di una serie di decisioni anti-israeliane adottate dal governo laburista.

Le misure sono:

  1. La chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.
  2. L’allontanamento dei rappresentanti britannici dall’International Gaza Support Center di Kiryat Gat.
  3. La cessazione delle attività britanniche di addestramento delle forze dell’Autorità palestinese in Giudea e Samaria, nell’ambito del «British Support Team in Ramallah».
  4. Il divieto di ingresso in Israele per 12 rappresentanti eletti britannici e altri cittadini britannici coinvolti in attività antisemite e anti-israeliane, nonché per coloro che negano l’esistenza stessa dello Stato di Israele.

Il ministro degli Esteri Sa’ar ha dichiarato:

«Oggi, con il consenso del primo ministro Netanyahu, ho deciso una serie di contromisure israeliane in risposta alla serie di nuove sanzioni annunciate oggi dal ministro degli Esteri britannico del governo laburista e a seguito di una serie di decisioni anti-israeliane adottate dal governo laburista.

Le accuse mosse oggi dal ministro degli Esteri del governo laburista davanti al Parlamento britannico sono state menzogne scandalose.

Voglio essere chiaro fin dall’inizio: non abbiamo nulla contro il popolo britannico. Sappiamo di avere molti amici in Gran Bretagna.

Purtroppo, è in carica un governo laburista ostile, che agisce sistematicamente contro lo Stato di Israele, e non ci ha lasciato altra scelta se non quella di rispondere finalmente alle sue azioni ostili.

La decisione del governo laburista britannico di avviare una serie di severe sanzioni contro le comunità in Giudea e Samaria, così come ulteriori sanzioni riguardanti le armi, è stata annunciata da Miliband immediatamente dopo che aveva parlato del diritto di Israele a difendersi. Una certa contraddizione.

Hanno scelto di farlo alla vigilia dei giorni più sacri del calendario ebraico, per ragioni di politica interna, in vista del congresso del Partito Laburista che si terrà questo mese.

La mossa britannica è moralmente distorta e costituisce una palese ingerenza negli affari di uno Stato sovrano e nel suo processo elettorale.

Il tentativo del governo laburista britannico di imporre misure nello stile del «Libro Bianco» riecheggia le parole antisemite del tenente generale britannico Barker, comandante delle forze britanniche nella Terra d’Israele durante il Mandato, che disse: “Punite gli ebrei colpendo le loro tasche”.

Il popolo ebraico ha il diritto di vivere in tutta la Terra d’Israele. Il legame e il diritto del popolo ebraico su questa terra sono documentati più ampiamente di quelli di qualsiasi altro popolo nella storia dell’umanità.

La mossa del governo laburista britannico è particolarmente assurda, considerando che, più di un secolo fa, fu proprio la Dichiarazione Balfour del governo britannico a riconoscere formalmente il diritto storico del popolo ebraico a ristabilire la propria patria nazionale nella Terra d’Israele, compresa la Giudea e la Samaria.

Questa dichiarazione costituì la base del Mandato britannico, fu riconosciuta dalla Società delle Nazioni e successivamente incorporata nell’articolo 80 della Carta delle Nazioni Unite.

Il boicottaggio dei prodotti provenienti dalla Giudea e dalla Samaria è una pratica spregevole che danneggia cittadini che lavorano duramente e rispettano la legge. Il governo laburista ha deciso di applicare questa pratica di boicottaggio e BDS soltanto contro lo Stato ebraico.

Contrariamente alle false affermazioni del governo laburista, non è stata presa alcuna nuova decisione riguardo allo sviluppo di E1. La decisione è stata presa più di un anno fa e la procedura di gara è in corso da molti mesi.

Anche le affermazioni riguardanti l’interruzione della potenziale continuità territoriale palestinese sono prive di fondamento. La decisione del governo israeliano, adottata più di un anno fa, stabiliva che sarebbero state costruite due strade: la prima, la Route 80, che servirà come importante arteria di collegamento dall’area di Betlemme a quella di Ramallah; la seconda, nota come strada del “Tessuto della Vita”, tra a-Za’im e al-Ezariya.

L’affermazione secondo cui sarebbe stata danneggiata la “continuità territoriale palestinese” appare particolarmente ridicola provenendo da coloro che insistono nel definire la Giudea e la Samaria e la Striscia di Gaza come “un’unica unità territoriale”.

Anche la decisione del governo laburista costituisce una grave ingerenza nel processo elettorale di uno Stato sovrano. Si tratta di un tentativo palese e del tutto inaccettabile da parte di un governo straniero di esercitare un’influenza esterna nel pieno di una campagna elettorale.

Tuttavia, l’opinione pubblica israeliana sostiene in modo schiacciante le comunità della Giudea e della Samaria e si oppone in modo altrettanto schiacciante alla creazione di uno Stato terrorista palestinese nel cuore della nostra terra. È qualcosa che il governo laburista sta tentando di imporre a Israele attraverso misure destinate a fallire. Non funzionerà.

Dopo tutto ciò che abbiamo visto, dopo le concessioni israeliane negli Accordi di Oslo e il ritiro unilaterale da Gaza, la Seconda Intifada e il 7 ottobre, l’opinione pubblica israeliana respinge categoricamente la creazione di uno Stato jihadista e terrorista nel cuore della nostra terra.

Il conflitto israelo-palestinese è un conflitto antico. Purtroppo, i palestinesi hanno sempre respinto le proposte per risolverlo e non hanno mai abbandonato il terrorismo e l’incitamento.

Questo conflitto non sarà risolto attraverso dichiarazioni da Londra o da Parigi e un approccio unilaterale e anti-israeliano non fa che allontanare ulteriormente la possibilità di raggiungere una soluzione, anziché avvicinarla.

È particolarmente sorprendente che governi come quello laburista non prendano nemmeno in considerazione l’imposizione di sanzioni all’Autorità palestinese per il suo sistematico sostegno finanziario al terrorismo attraverso il famigerato meccanismo di pagamento noto come “Pay For Slay”.

Questo approccio unilaterale ignora inoltre il terrorismo palestinese tuttora in corso contro i civili israeliani, che abbiamo visto nuovamente in azione questa settimana.

Dico al governo laburista e a ogni governo del mondo che pensa di poter costringere Israele ad agire contro i nostri interessi nazionali e di sicurezza: non avete alcuna possibilità di riuscirci.

Non siamo tornati nella nostra terra dopo 2.000 anni per poi perderla sotto la pressione di jihadisti, islamisti, antisemiti, esponenti dell’estrema sinistra e “woke”. Non solo non riuscirete a danneggiarci. Danneggerete voi stessi e la vostra stessa influenza.

E prendete nota: anche i palestinesi saranno direttamente danneggiati dalle vostre misure. Sono decine di migliaia i lavoratori palestinesi impiegati nelle nostre comunità e queste sanzioni li danneggeranno.

Nemmeno l’Autorità palestinese, che è alla base di diverse iniziative di questo tipo, sarà immune.

L’ultima decisione del governo laburista si aggiunge a una serie sempre più crescente di misure unilaterali contro Israele adottate dal governo laburista ostile da quando è entrato in carica nel luglio 2024.

Queste misure hanno incluso, tra le altre cose: il riconoscimento di un “Stato palestinese” virtuale nel settembre 2025; la ripresa dei finanziamenti all’UNRWA, nonostante alcuni suoi dipendenti siano stati attivamente coinvolti nel massacro del 7 ottobre; la sospensione delle licenze per le esportazioni di materiale per la difesa verso Israele, e oggi abbiamo appreso dell’intenzione di ampliare queste restrizioni; sanzioni contro ministri israeliani; sanzioni contro individui ed entità israeliane; la sospensione dei negoziati per un accordo di libero scambio; restrizioni alla partecipazione ufficiale di Israele alla fiera internazionale britannica dedicata alla difesa e alla sicurezza; il congelamento del dialogo militare e della cooperazione in materia di sicurezza; il divieto per gli ufficiali dell’IDF di partecipare ai corsi del Royal College of Defence Studies; e la promozione di ripetuti attacchi faziosi e unilaterali contro Israele sulla scena internazionale.

Queste misure del governo laburista britannico, insieme alla retorica anti-israeliana faziosa e unilaterale, hanno già contribuito in modo significativo all’aumento senza precedenti degli attacchi antisemiti, compresi gli attacchi violenti contro gli ebrei britannici.

Alla luce di tutto ciò, ho deciso, come detto, con il consenso del primo ministro Benjamin Netanyahu, le seguenti contromisure israeliane:

  1. La chiusura del consolato britannico a Gerusalemme. Gerusalemme unita è la capitale di Israele ed è sotto la sua piena sovranità. Qualsiasi attività di uno Stato straniero al suo interno deve essere svolta con il consenso dello Stato di Israele. Qualsiasi attività straniera nell’area deve essere condotta attraverso canali riconosciuti e concordati e senza violare la sovranità di Israele.
  2. L’allontanamento dei rappresentanti britannici dall’International Gaza Support Center di Kiryat Gat.
  3. La cessazione delle attività britanniche di addestramento delle forze dell’Autorità palestinese in Giudea e Samaria, nell’ambito del «British Support Team in Ramallah».
  4. Il divieto di ingresso in Israele per 12 rappresentanti eletti britannici e altri cittadini britannici coinvolti in attività antisemite e anti-israeliane, nonché per coloro che negano l’esistenza stessa dello Stato di Israele.

La Gran Bretagna ha avviato e guidato l’attuale iniziativa. Ma adotteremo contromisure, a nostra discrezione, anche contro altri Paesi che agiscono o agiranno contro Israele.

Il messaggio a ogni governo che ci danneggia è chiaro: chi agisce contro Israele, vedrà Israele agire contro di lui e perderà la propria influenza e rilevanza nella regione.

Le misure contro Israele non resteranno senza risposta.

Shana Tova a tutto il popolo ebraico, in Israele e in tutto il mondo».

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