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Il Giornale Rassegna Stampa
08.09.2026 Germania, la tenaglia del rischio antisemita
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 08 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Germania, la tenaglia del rischio antisemita»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 08/09/2026, il commento di Fiamma Nirenstein: "Germania, la tenaglia del rischio antisemita"

 
Fiamma Nirenstein

Il partito di destra che ieri ha stravinto le elezioni in Sassonia invece di suscitare pensiero sembra suscita nell’opinione europea solo scandalo. Ma Alternative für Deutschland (AfD): non è una strana creatura della storia, dopo tutti gli errori della Merkel sull’immigrazione, la fragilità della coalizione, la disoccupazione, la paura della guerra. 

È invece tutta la Germania che dà da pensare: ottanta anni fa ha compiuto il maggiore crimine della storia con l’assassinio perverso e sistematico di sei milioni di ebrei innocenti, ma sia l’AfD che i partiti verde e di sinistra mentre rifiutano l’aggettivo “antisemita”, di nascosto frugano nel bacino più pescoso dei precordi tedeschi, quelli dell’odio per gli ebrei. Cade la muraglia. Un così grande Paese, che ce l’ha messa tutta per affrontare il passato, perde l’equilibrio di fronte alla possibilità di catturare anche il consenso antisemita, il suo bacino di voti.

 La sinistra è esplicita, si serve dell’odio per Israele rendendolo con le bugie colonizzatore e genocida, sostenuta dagli islamisti locali.  A destra, l’inconfessata possibilità ha un carattere vecchia maniera, la memoria della Shoah si sfrangia, si afferma che non è poi un problema fondamentale nella gloriosa tradizione germanica. Questa è una ferita morale. Il rischio di antisemitismo dovrebbe creare una crisi di coscienza nazionale, e invece gli episodi antisemiti sono passati da 4886 nel 2023 a 8627 nel 2024 e a 8725 un anno dopo, il 68 per cento degli ebrei si sente meno sicura di prima del 7 ottobre. 

La leadership della destra non attacca Israele, afferma che combatte per difendersi, ma quando definisce minore la storia del secolo scorso, sa che tocca la corda che può trasformarsi in odio. Dall’altra parte, l’antisionismo radicale è esplicito, criminalizza gli ebrei, il propalestinismo lo rende cieco di fronte al terrorismo. La Germania sembra aver alzato le spalle e detto: alla fine, se tutti sono antisemiti nel mondo, posso allentare la presa. Ma se dimenticherà la sua responsabilità, se scorderà la Seconda guerra mondiale, questo sarà un terribile segnale e non solo per gli ebrei.    

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