Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE la cronaca di Paolo Montesi dal titolo: "Hezbollah perde la roccaforte di Ali Taher"

Israele neutralizza la rete sotterranea nel sud del Libano dopo settimane d’assedio. Teheran aveva minacciato una risposta militare
Le forze israeliane hanno completato la conquista operativa della dorsale di Ali Taher, uno dei punti più importanti del dispositivo militare di Hezbollah nel sud del Libano, chiudendo una lunga operazione condotta sopra e sotto terra. Per settimane i reparti speciali hanno circondato la rete di tunnel, impedendo ai miliziani rimasti all’interno di ricevere rinforzi e rifornimenti. Alcuni sono stati uccisi durante i tentativi di fuga, altri sono riusciti ad abbandonare l’area. Ora l’esercito israeliano sta procedendo alla neutralizzazione delle infrastrutture sotterranee.
L’operazione è stata affidata in particolare agli specialisti di Yahalom, l’unità del Genio da combattimento addestrata alla guerra nei tunnel. I militari hanno individuato gli accessi al complesso, li hanno sorvegliati e progressivamente isolati, mentre Hezbollah cercava di mantenere aperto un collegamento con gli uomini rimasti intrappolati. Secondo informazioni emerse durante le operazioni, il gruppo sciita avrebbe tentato anche di far arrivare acqua e viveri mediante droni.
Ali Taher è assai più di un’altura nel paesaggio del Libano meridionale. La sua posizione domina una parte della regione di Nabatiyeh e per Hezbollah costituiva un nodo militare dal quale controllare il territorio e sostenere le operazioni contro Israele. Nel sottosuolo era stata costruita durante circa vent’anni una struttura complessa con sale operative, depositi di armi, generatori, alloggi, docce e una cucina, concepita per consentire ai combattenti di rimanere al riparo per lunghi periodi.
Israele considera il complesso uno dei principali centri utilizzati da Hezbollah per dirigere attacchi contro le proprie truppe e contro la Galilea. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito la presa della dorsale il completamento di una fase decisiva nel consolidamento della zona di sicurezza nel Libano meridionale, aggiungendo che le forze israeliane resteranno nell’area finché Hezbollah conserverà la capacità di minacciare il nord di Israele.
Proprio l’importanza del sito spiega anche la tensione con l’Iran. Secondo informazioni circolate nelle ultime settimane, Teheran aveva fatto sapere agli Stati Uniti, attraverso canali regionali, che un’offensiva israeliana su vasta scala contro Ali Taher avrebbe potuto provocare una risposta iraniana. Fonti citate dalla stampa internazionale avevano inoltre sostenuto che all’interno del complesso si trovassero membri delle Guardie rivoluzionarie, compresi alcuni ufficiali.
Su questo punto le versioni divergono nettamente. Fonti della sicurezza israeliana affermano che durante le settimane dell’operazione nel complesso non erano presenti consiglieri iraniani né uomini della Forza Quds. Da parte iraniana e da altre fonti regionali è stata invece sostenuta la presenza di almeno una dozzina di membri delle Guardie rivoluzionarie insieme ai combattenti di Hezbollah. Finora non sono emerse conferme indipendenti che consentano di stabilire quale ricostruzione sia corretta.
È proprio la pubblicazione delle informazioni sulla minaccia iraniana ad avere contribuito alla decisione israeliana di rendere nota un’operazione che inizialmente l’esercito intendeva mantenere riservata per proteggere i reparti impegnati sul terreno.
Durante l’assedio i militari israeliani hanno utilizzato imboscate, droni, granate e attacchi contro gli accessi ai tunnel. I combattimenti più duri si sono verificati quando gruppi di miliziani hanno cercato di uscire dal complesso o di rompere l’accerchiamento. L’esercito sostiene di aver raggiunto il controllo operativo dell’area sia in superficie sia nel sottosuolo, anche se la distruzione definitiva delle infrastrutture richiederà altro tempo.
La caduta di Ali Taher ha però un significato che supera il valore della singola posizione. Hezbollah perde uno dei sistemi sotterranei costruiti negli anni in previsione di una guerra prolungata con Israele e un punto dominante a protezione dell’area di Nabatiyeh. Allo stesso tempo aumenta la possibilità che lo scontro sul futuro del Libano meridionale coinvolga direttamente Teheran.
Israele ha già indicato la propria linea. Le infrastrutture verranno distrutte e l’esercito impedirà a Hezbollah di ricostituire una presenza militare sull’altura. È dunque intorno ad Ali Taher che si giocherà una parte importante della prossima fase del confronto, perché la battaglia nei tunnel può essere considerata conclusa, mentre quella per stabilire chi controllerà realmente il sud del Libano rimane aperta.