Riprendiamo da IL TEMPO il commento di Francesca Musacchio dal titolo: "Prof jihadista a Cambridge: "L'educazione occidentale è una minaccia""

Ancora bufera su Farah Ahmed, docente dell’Università di Cambridge ed ex militante di Hizb ut-Tahrir, organizzazione dichiarata terroristica dal Regno Unito nel 2024. Nei giorni scorsi, The Spectator ha pubblicato il quarto articolo dell’inchiesta di Andrew Gilligan sul suo passato. Il settimanale attribuisce ad Ahmed e a Nazreen Nawaz, dirigente della sezione femminile di Hizb ut-Tahrir, un capitolo del pamphlet «Education & Identity: The Dilemma of Muslims in the West», pubblicato nel 2002 nell’orbita del movimento. Il documento delineava un sistema educativo islamico contrapposto alla scuola occidentale e concepito come parte del progetto politico del Califfato. Nel testo, ingegneria e informatica vengono finalizzate alla produzione di «macchinari» e «armi avanzate peril jihad», affinché l’Islam prevalga sulle altre religioni.
Cambridge, dove oggi Farah Ahmed ricopre l’incarico di Assistant Research Professor nella facoltà di Educazione dell’università britannica, sostiene invece che quelle frasi provengano da un ricercatore storico citato nel testo e non siano state formulate da Ahmed. E l’accademica non ha risposto alla domanda di The Spectator se condivida ancora le posizioni contenute nel capitolo che il settimanale le attribuisce. Tuttavia, il passato islamista di Farah Ahmed scuote Cambridge. Nata in Pakistan, arrivata nel Regno Unito a cinque anni e cresciuta nella zona londinese di Brent, Ahmed ha trasformato la propria esperienza in un modello pedagogico per i musulmani britannici. Dopo la laurea in Filosofia a Bristol partecipò a un progetto di homeschooling promosso da madri musulmane. Nel 2002 cofondò la Islamic Shakhsiyah Foundation e due scuole islamiche indipendenti, a Londra e Slough, delle quali fu preside. La risposta al disagio vissuto nelle scuole statali non fu cercata nell’integrazione, ma in uno spazio educativo culturalmente separato.
Il modello vuole formare una "shakhsiyah islamiyah": una personalità musulmana capace di orientarsi attraverso Corano, Sunna e tradizione islamica. Al centro c’è la "halaqah", il circolo di studio nel quale insegnante e alunni discutono identità, autorità e fede. Le materie vengono inserite in una visione islamocentrica concepita per proteggere i bambini dalla cultura secolare. Oggi Ahmed presenta questa pedagogia come uno strumento per costruire autonomia e un’identità musulmana capace di vivere in una società pluralista. Ma in un altro capitolo di «Education & Identity» definiva l’educazione occidentale una minaccia. Contestava democrazia, curriculum nazionale e integrazione, considerati strumenti di indottrinamento secolare. Criticava, inoltre, le scuole britanniche per la rappresentazione della poligamia e dei matrimoni sotto i sedici anni come pratiche arcaiche e discriminatorie verso le donne.
Il pamphlet, pubblicato nel 2002, fu ristampato nel 2017 senza il coinvolgimento di Ahmed. Ma la sua precedente appartenenza all’organizzazione fu ammessa dalla stessa docente alla Charity Commission nel 2010. Ahmed, però, precisò di non essere più coinvolta nel movimento da anni e di non condividerne tutte le posizioni. Hizb ut-Tahrir, che propugna il ripristino di un califfato islamico, fino al 2024 era legale nel Regno Unito. Da quel laboratorio Ahmed è arrivata al cuore dell’accademia britannica. Dopo master e dottorato a Cambridge e una fellowship Leverhulme, è diventata research fellow di Hughes Hall e nel 2025 assistant research professor. Non un ingresso clandestino, ma la promozione pubblica di una figura dal passato radicale ad autorità pedagogica, senza che l’ateneo abbia reso noto se quelle posizioni siano state esaminate durante il processo di selezione. Cambridge, però, invoca la libertà accademica e il confronto delle idee entro la legge. Non risultano provvedimenti contro Ahmed né prove di una sua attuale appartenenza a Hizb ut-Tahrir. Ma l’ateneo non ha chiarito quali verifiche abbia compiuto sul suo passato prima di affidarle incarichi di ricerca e insegnamento nella facoltà di Educazione.
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