Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, la cronaca di Ruben Della Rocca dal titolo: "Nate Leipciger ai giovani ebrei: “Non abbiate paura di essere ciò che siete”"

Come ogni anno a settembre ricominciano le attività scolastiche e quelle accademiche delle università. Gli studenti ebrei di tutto il mondo riceveranno una lettera molto speciale per l’occasione, scritta loro da Nate Leipciger, 98enne ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah. Una missiva e un video struggenti e allo stesso tempo capaci di infondere orgoglio nei giovani. Nella missiva il sopravvissuto chiede ai ragazzi di mostrare fieri la propria ebraicità e li esorta ad affrontare con coraggio la piaga dell’odio antiebraico che, soprattutto negli atenei, è dilagata negli ultimi tre anni. L’esortazione di Nate ai giovani studenti è quella di non nascondersi e difendere le ragioni del proprio essere ebrei e di Israele, a testa alta e senza timori. Israele è il paese che difende il popolo ebraico e ne garantisce la vita e il futuro. Allo stesso tempo Leipciger chiede ai ragazzi di aiutarsi reciprocamente, di non lasciare solo nessuno nei momenti di difficoltà e di spalleggiarsi, facendosi forza l’un l’altro, lottando contro ogni forma di discriminazione, di razzismo e di antisemitismo.
Nate Leipciger a 15 anni era stato internato nel campo di sterminio di Auschwitz assieme al papà ed entrambi sono sopravvissuti alla famigerata Marcia della Morte imposta dai nazisti in ritirata e affrontata dai deportati prima che i russi arrivassero a liberare il campo di sterminio. Trasferitosi in Canada dopo la guerra ha svolto per decenni l’attività di educatore. Per mantenere vivo e perenne ilricordo della catastrofe Nate, non esita a compiere la Marcia per la Vita che si svolge annualmente da Auschwitz a Birkenau, per ricordare la tragedia immane della Shoah e allo stesso tempo celebrare la vita. Quella vita che i nazisti hanno strappato ai 6 milioni di ebrei nei campi della morte e che Leipciger difende a voce alta per i giovani ebrei, perché la vivano senza paura e con l’amore per Israele e per l’ebraismo. La lettera porta la data del 1 settembre non a caso, perché è il giorno in cui nel 1939 scoppio’ la seconda guerra mondiale e diede inizio alla tragedia. Che l’appello arrivi ai ragazzi da Nate Leipciger, che con i suoi occhi ha visto e vissuto l’orrore più immane verificatosi nella storia dell’umanità , è cosa estremamente significativa e commovente. Dalla forza d’animo di Nate abbiamo tutti da imparare e per i giovani lui diviene un esempio ineguagliabile. E nel video la frase finale di Leipciger riassume il senso del tutto: Am Israel Chai! Il popolo di Israele vive! Amen
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