John Galliano, annullata la mostra al Met dopo le polemiche sull’antisemitismo Cronaca di Daniele Ascarelli
Testata: Shalom Data: 03 settembre 2026 Pagina: 1 Autore: Daniele Ascarelli Titolo: «John Galliano, annullata la mostra al Met dopo le polemiche sull’antisemitismo»
Riprendiamo da SHALOM la cronaca di Daniele Ascarelli dal titolo: "John Galliano, annullata la mostra al Met dopo le polemiche sull’antisemitismo"
Era stata annunciata soltanto poco più di un mese fa la mostra retrospettiva “John Galliano: Horizons” che avrebbe dovuto tenersi alla Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York e avrebbe dovuto includere un omaggio allo stilista al Met gala, uno degli eventi di costume più significativi nello star system americano; ma è stato lo stesso stilista ad annunciare che si farà da parte con una dichiarazione rilasciata sul suo profilo Instagram: “Dopo molta riflessione e discussione con il Met e con tutte le persone coinvolte, ho deciso con grande tristezza che è meglio che la mostra non abbia luogo in questo momento. Rimango pienamente consapevole del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare del male che ho arrecato alla comunità ebraica”.
La scelta del Met di dedicare una retrospettiva a Galliano, stilista inglese ma nato a Gibilterra, si è rivelata da subito estremamente divisiva e problematica.
Ad essere messo in discussione non è il suo contributo nell’ambito del settore moda, con il suo inconfondibile stile teatrale e pittoresco, ma il suo profilo morale, macchiato dagli eventi che nel 2011 portarono al suo allentamento dalla direzione creativa del marchio Dior.
Nel 2011, infatti, lo stilista si rese responsabile di dichiarazioni antisemite, incancellabili e imperdonabili, inneggiando al nazismo, rivolte in stato di ebbrezza e alterazione verso una coppia in un caffè di Parigi. Queste dichiarazioni avevano portato alla sua condanna penale per crimine d’odio in Francia e all’obbligo di un risarcimento pecuniario.
Lo stesso stilista si era più volte scusato addebitando il proprio comportamento all’uso di sostanze stupefacenti e aveva intrapreso un percorso di recupero e di riabilitazione che evidentemente non è bastato a riconciliarlo con il mondo ebraico. Galliano sembra esserne perfettamente consapevole e ha dichiarato che “la profonda espiazione non si ottiene attraverso una mostra” ma è “frutto di una responsabilità continua”.
È impossibile dimostrare se il suo pentimento fosse reale o di facciata, ma la scelta di Galliano si inserisce in un contesto complesso: a New York, infatti, gli attacchi antisemiti negli ultimi anni sono in costante aumento e la sensibilità delle associazioni ebraiche resta ovviamente elevata, tanto che diversi donatori del Met avevano minacciato di ritirare il proprio supporto al museo se la mostra si fosse tenuta.
Non sembrava quindi il momento migliore per dedicare una retrospettiva a Galliano, che oltretutto avrebbe dovuto inaugurare all’inizio di maggio 2027, in coincidenza con la celebrazione di Yom Hashoah in Israele.
La decisione di Galliano è stata apprezzata anche da Jonathan Greenblatt, amministratore delegato dell’Anti-Defamation League: “Con l’antisemitismo a livelli critici, l’omaggio del Met a Galliano, in questo momento, era un errore”.