Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 31/08/2026, il commento di Fiamma Nirenstein: "Carrai in pasto ai propal"

Fiamma Nirenstein
La strada della politica cerca il potere attraverso il consenso propal e il voto che inneggia a Hamas, cercando di ridurre al silenzio l’antagonista. Qui è la storia fin troppo semplice di un presidente di regione che diventa appassionato di Palestina in breve, disegna su questo la sua politica, sceglie la vittima predestinata in base a un legame con Israele coraggiosamente rivendicato. Eugenio Giani, presidente della Toscana, ha escluso il rinnovo dal suo ruolo di presidente della fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Marco Carrai, Console Onorario di Israele. Con la sua presidenza, l’ospedale è stato molto generoso di iniziative per tutti i bambini, compresi quelli di Gaza. Giani indica un nuovo capo, accogliendo di fatto, in silenzio, la criminalizzazione antisemita di Israele rispetto ai bambini. La storia è un proseguo sostanziale dell’orrenda campagna fatta di minacce omicide a tutta la famiglia di Marco, con manifesti e agguati. Un Pubblico Ufficiale dovrebbe difendere ogni cittadino, non ignorare il pericolo, così raddoppiato, della minaccia e della menzogna. Le ragioni di Giani, per quello che ha nel cuore, le ignoriamo. Ma nella cronaca, ecco un politico non specializzato in questioni internazionali che prima si dichiara solidale a Israele dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, poi proveniente dall’area riformista, nel 2025 si lega al “campo largo”, la nuova giunta comprende PD, M5S, AVS e Casa Riformista. Il nesso politico più facile è certo quello del palestinismo, su cui vanno davvero d’accordo. Dopo che nel 2024 il consiglio approva una mozione di riconoscimento della Palestina, ecco nel 2025 la bandiera palestinese sulla Regione, poi la deliberazione perché il governo riconosca lo Stato di Palestina, uso di parole come “criminale” e “genocida” per Netanyahu. Duole al buon senso che mentre Giani si prepara a non rinnovare l ‘incarico di Carrai, nello scorso giugno esprima “totale solidarietà” all’ ideatore e capo dell’autentica strage di massa della seconda Intifada, più di 1000 morti, in prigione per 5 omicidi terroristi, sospettato di altri 21. Mentre forse pensa che Roma e un governo di centro sinistra non gli starebbero stretti alle prossime elezioni proprio perché la sua politica unisce la sinistra, Giani consegna Carrai alla folla di cui cerca i voti. E’ uno smacco per Firenze e per la Toscana.
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