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Un rapporto dell'Ipc quindi dell'Unicef e Oms smentisce la fame a Gaza (Video di Ciro Principe) 11/08/2026


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Il Tempo Rassegna Stampa
29.08.2026 Il massacro del 7 ottobre celebrato nelle scuole dai bambini palestinesi
Commento di Francesca Musacchio

Testata: Il Tempo
Data: 29 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Francesca Musacchio
Titolo: «Il massacro del 7 ottobre celebrato nelle scuole dai bambini palestinesi»

Riprendiamo da IL TEMPO il commento di Francesca Musacchio dal titolo: "Il massacro del 7 ottobre celebrato nelle scuole dai bambini palestinesi"

Undici scuole dell’Autorità Palestinese hanno celebrato il massacro del 7 ottobre con assemblee, letture e manifesti sul sangue, la morte e il martirio. In un altro istituto, la scuola elementare mista Al-Kuwait, bambini di nove anni hanno trasformato israeliani uccisi, razzi e jihadisti in esercizi di matematica. La consegna chiedeva un problema sulla guerra a Gaza usando 9 per 150. Un alunno ha calcolato 1.350 morti partendo da «almeno 150 israeliani uccisi in un giorno». Un altro ha moltiplicato i 150 combattenti di al-Qassam inviati in nove comunità israeliane. L’insegnante ha pubblicato e lodato i compiti: «Eccellente», «Campione», «Vittoria agli abitanti di Gaza».

«Una radicalizzazione istituzionalizzata, mascherata da istruzione, che sta avvelenando il futuro dei bambini palestinesi», ha dichiarato al Washington Free Beacon una fonte diplomatica americana coinvolta nei programmi per il futuro governo di Gaza.

Il Free Beacon ha pubblicato l’inchiesta di Palestinian Media Watch e sentito funzionari americani. Tra questi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha accusato l’Anp di non aver chiuso con l’incitamento, la glorificazione della violenza e il sostegno al terrorismo nei materiali educativi. Il dossier di Palestinian Media Watch, istituto israeliano che monitora le comunicazioni palestinesi, pubblicato nei giorni scorsi, contiene video e post delle scuole che risalgono alle settimane successive al 7 ottobre 2023. Nella scuola femminile di Kharas una bambina definì quel giorno «un bellissimo sogno», mentre in quella mista di Shweikeh un’alunna recitò: «Apri la porta, siamo la morte», promettendo di spegnere il fuoco nel cuore con «le parti dei corpi e le urla dei soldati».

A Sinjil l’attacco diventò «un giorno storico» che aveva restituito gioia e speranza. Altrove comparvero le scritte «La nostra terra sarà liberata dagli ebrei» e «Israele ha assaggiato la morte». Non messaggi clandestini, ma attività organizzate nelle scuole dell’Anp che si sono verificate anche prima del 7 ottobre.

Un rapporto PMW del 2017 documentò cinque scuole intitolate a Dalal Mughrabi, la terrorista che guidò quello che viene ricordato come il massacro sulla strada costiera del 1978: 38 israeliani uccisi, tra i quali 13 bambini. Dopo la protesta del Belgio una scuola cambiò nome, ma l’intitolazione fu trasferita a un altro istituto. A Ramallah è ancora attiva una scuola dedicata ad Amin al-Husseini. Lo ha confermato nel novembre 2025 la Polizia doganale palestinese. L’ex Gran Muftì collaborò con la Germania nazista, incontrò Adolf Hitler nel 1941 e sostenne il reclutamento di musulmani nelle Waffen-SS. Ma le segnalazioni non arrivano soltanto da Israele.

Lo studio commissionato dall’Unione europea al Georg Eckert Institute ha esaminato 156 manuali palestinesi e 16 guide per insegnanti, rilevando antisemitismo, rappresentazioni eroiche della lotta armata, violenze contro civili israeliani e mappe dalle quali Israele scompare. Non ha trovato appelli generalizzati e diretti alla violenza e quindi ha fatto alcune correzioni nel 2020. La Commissione europea ha comunque definito quei contenuti «profondamente problematici».

Nel gennaio 2026 il Government Accountability Office statunitense ha riferito che la revisione dell’Unrwa su 13.149 pagine dei manuali palestinesi ne aveva individuate 507 con criticità. I rilievi erano 435: 349 incompatibili con le posizioni dell’Onu, 74 sull’adeguatezza educativa e 12 sugli standard Unesco. Tra gli esempi figuravano problemi matematici sul «numero dei martiri» e sulle statistiche dei detenuti. L’Anp ha promesso all’Ue una riforma dei programmi e nel 2025-2026. Ma Washington deve ora decidere se affidarle un ruolo nell’amministrazione e nell’istruzione della futura Gaza.

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