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Un rapporto dell'Ipc quindi dell'Unicef e Oms smentisce la fame a Gaza (Video di Ciro Principe) 11/08/2026


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.08.2026 Ah, quei malvagi israeliani…
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Ah, quei malvagi israeliani…»

Ah, quei malvagi israeliani…

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/08/ah-ces-mechants-israeliens-331201.html

 

Michelle Mazel

 

“Guerra in Medio-Oriente: ad un bambino gazawi è stato impedito di far volare i suoi aquiloni dopo un ammonimento israeliano.”

Che titolo accattivante! E Le Figaro, perché è di esso che stiamo parlando, ribadisce il concetto in modo incisivo. Leggiamo: “ Questa è una decisione ingiusta per i bambini di Gaza.” La madre di Omar è furiosa. Questo ragazzino di Gaza di 13 anni aveva iniziato a costruire e a far volare degli aquiloni nella sua tenda per distrarsi dopo aver subito l'amputazione di una gamba durante la guerra. “ Voglio chiedere al mondo intero: che male potrebbero mai fare loro un semplice foglio di carta e qualche filo?” chiede Oum Omar.

Anche Le Monde non è da meno: “A Gaza, i bambini sono costretti a mettere via i loro aquiloni dopo delle minacce israeliane.”  Ed ha aggiunto: “A Gaza, questi giocattoli rappresentavano principalmente una 'forma di evasione' per una generazione privata di campi da calcio, di campi estivi, di gite scolastiche e, spesso, della scuola stessa. Secondo l'UNICEF, circa 700.000 bambini a Gaza sono stati privati dell'istruzione formale in presenza per quasi tre anni consecutivi, mentre quasi il 98% degli edifici scolastici è stato danneggiato.” È inutile aspettarsi un resoconto sulle atrocità del 7 ottobre 2023 che hanno innescato questo nuovo ciclo di violenza, o sul fatto che Hamas si rifiuta ancora di deporre le armi, condizione imprescindibile per gli sforzi di ricostruzione e dei massicci investimenti che il Consiglio per la Pace è pronto a intraprendere. Le Monde aggiunge, con una certa riluttanza, che “La reazione israeliana, tuttavia, è dovuta a un precedente reale, ma di natura molto diversa. Nel 2018, durante la 'Grande Marcia del Ritorno', un movimento di protesta che chiedeva la fine del blocco israeliano di Gaza e il diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi, alcuni palestinesi lanciarono da Gaza aquiloni e palloni dotati di ordigni incendiari , provocando centinaia di incendi in zone agricole nel sud di Israele.”  Apprezziamo il riferimento di sfuggita alla grande Marcia del Ritorno del 2018, a cui seguirono diverse manifestazioni su larga scala, con decine di migliaia di gazawi che si accalcavano al confine, affermando il loro desiderio di devastare le città e i kibbutz israeliani. Un sinistro preludio a quel famigerato 7 ottobre, quando riuscirono a raggiungere il loro obiettivo in un'esplosione di odio, iniziando ad  assalire migliaia di giovani che ballavano all'aperto. I genitori delle vittime, i sopravvissuti al massacro che ne seguì, quelli degli ostaggi che riuscirono a tornare a casa dopo essere sopravvissuti alle violenze subite nei tunnel sotterranei di Hamas, non possono guardare questi aquiloni così da vicino senza rabbrividire. Ovviamente, per la stampa politicamente corretta, le loro sofferenze non hanno molto peso rispetto a quelle dei poveri piccoli abitanti di Gaza. Ma questa volta Israele non aspetta e stronca sul nascere questi tentativi di sondare la sua reazione. Ha imparato la lezione.


takinut3@gmail.com

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