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Setteottobre Rassegna Stampa
25.08.2026 Coloni, arabi e due pesi due misure
Commento di Giuliano Cazzola

Testata: Setteottobre
Data: 25 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Giuliano Cazzola
Titolo: «Coloni, arabi e due pesi due misure»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Rosa Davanzo dal titolo: "Coloni, arabi e due pesi due misure"

Coloni, arabi e due pesi due misure

Israele viene accusato di separazione etnica, mentre nei territori sotto controllo palestinese la presenza ebraica è di fatto esclusa. Un’asimmetria che nel dibattito pubblico quasi scompare

 

Le fatwe contro lo Stato di Israele hanno trovato un altro obiettivo. Non bastavano la Striscia e il Libano, neppure le azioni di pirateria internazionale contro l’innocente naviglio delle ‘’flotille’’. Ora gli israeliani si sono messi a perseguitare gli arabi in Cisgiordania, suscitando lo sdegno anche delle opinioni pubbliche dei Paesi una volta amici. Ovviamente ribadiamo che è dovere di un paese democratico far rispettare le leggi e tutelare i diritti di tutti a prescindere dalla loro etnia. 

Israele è vincolato al suo profilo istituzionale anche quando deve esercitare un potere repressivo nei confronti dei suoi cittadini che si prestano a comportamenti discutibili se non illegittimi. Sarebbe il caso che le azioni dell’esercito nei territori fossero più incisive, e sarebbe anche un servizio alla verità che i media facessero notare che il governo non esita a mandare truppe armate laddove sono in corso violenze contro la popolazione araba locale.

Magari potrebbe servire che qualche inchiesta venisse portata a termine con sanzioni per i responsabili rese note urbi et orbi. Si chiama maggiore attenzione ai problemi di comunicazione che rappresentano il vero terreno su cui Israele ha perso la guerra dal 7 ottobre in poi. Non solo per sua colpa, viste le orrende campagne di menzogne a cui è stato sottoposto.

Prendiamo l’ultimo caso. Per una qualche ragione, comunque discutibile, un abitante della Cisgiordania è stato fotografato (l’immagine ha compiuto il giro del mondo) con un numero – il 44 – scritto sulla fronte con un pennarello. E subito è scattato il paragone con i tatuaggi che venivano praticati sui deportati nei campi di sterminio. Si può essere più in malafede di così?

Poi facciamo attenzione: gli ebrei della Cisgiordania sono tutti definiti coloni, un sostantivo che ha la medesima radice di colonialismo. Magari si tratta di persone appartenenti a famiglie che vivono lì da generazioni e che vengono ancora considerate degli ‘’invasori’’. Poi, per quanto riguarda i nuovi insediamenti israeliani in quei territori, è il caso di fare una domanda. Ma è proibito che sul medesimo territorio vivano comunità di differenti etnie? 

Prima di stabilire che in questo spazio è doverosa la separazione etnica tra ebrei e arabi, guardiamo come sono effettivamente distribuite le due popolazioni e notiamo l’asimmetria. In tutte le aree sotto l’autorità israeliana ci sono arabi in percentuali molto rilevanti. Quando si parla di pulizia etnica o di genocidio perpetrato contro gli arabi allora bisogna guardare questa cartina. 

Come si può notare nessun territorio israeliano è precluso agli arabi. La compresenza delle due popolazioni appartiene profondamente alla storia del territorio, anche se distribuita in modo molto diseguale da luogo a luogo e modificata più volte da guerre e migrazioni. Non vuol dire che guerre e tensioni non abbiano provocato spostamenti di popolazione da entrambe le parti, ma non si può sostenere che gli arabi non vivano accanto agli ebrei, nonostante decenni di conflitto. Così in fondo è stato a proporzioni diverse lungo tutta la storia. Il tessuto etnico della Palestina comprendeva quasi ovunque le due componenti. I territori sotto l’autorità israeliana mantengono questo tessuto.

Il secondo elemento che possiamo invece rilevare è che nei territori sotto controllo arabo non ci sono ebrei. Per gli ebrei è proibito non solo risiedere ma anche solo passare da questi territori in particolare l’Area A. Va anche precisato che non ci sono ebrei in Libano, in Siria, in Giordania, in Egitto, in Iraq: tutti luoghi nei quali gli ebrei ci sono stati da secoli, se non da millenni. Questa è una situazione storicamente inedita.

Se dunque uno Stato ebraico può nascere mantenendo la popolazione araba perché non ci può essere un’entità araba che comprenda anche gli ebrei? Il fatto è che sono ancora attuali le considerazioni che svolse in un’intervista Golda Meir: ‘’Questo conflitto con gli arabi non è una disputa per un pezzo di terra. Non è per il territorio. Non è per qualcosa di concreto. Semplicemente rifiutano di credere che abbiamo il diritto di esistere. Persone decenti, persone liberali, persone che sostengono l’autodeterminazione, simpatizzano con i palestinesi. Tutti hanno il diritto all’autodeterminazione tranne noi. Siamo l’unico popolo al mondo a cui non è dato il diritto all’autodeterminazione’’.

E aggiunse in risposta a una delle domande che rivolgono ancora i sepolcri imbiancati al governo israeliano: ‘’Esiste un paese al mondo che, essendo stato in guerra, può davvero dire di non aver mai, mai, mai colpito qualcuno o qualcosa, contro la propria volontà e intenzione, che abbia provocato una tragedia?’’. Perché questa domanda non la rivolgono mai a Putin?


info@setteottobre.com

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