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israele.net Rassegna Stampa
25.08.2026 C’è una guerra, ci sono vittime (anche civili). Ma l’accusa di “genocidio” è smentita dai fatti e persino dalle cifre dell’Ufficio di Statistica Palestinese
Articolo di De Telegraaf

Testata: israele.net
Data: 25 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: De Telegraaf
Titolo: «C’è una guerra, ci sono vittime (anche civili). Ma l’accusa di “genocidio” è smentita dai fatti e persino dalle cifre dell’Ufficio di Statistica Palestinese»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di De Telegraaf dal titolo: "C’è una guerra, ci sono vittime (anche civili). Ma l’accusa di “genocidio” è smentita dai fatti e persino dalle cifre dell’Ufficio di Statistica Palestinese. Dunque, chi continua a sostenere che Israele sta commettendo un genocidio, delle due l’una: o è stupido e ignorante oppure è animato da odio pregiudiziale antiebraico"

Scrive Leon de Winter: John Spencer, il massimo esperto americano di guerra urbana, ha scritto su X: “Se continui ancora a sostenere che Israele sta commettendo genocidio a Gaza o sei stupido e ignorante o sei antisemita”.

Leon de Winter

Ha poi aggiunto: “La variante antisemita significa applicare un doppio standard alla definizione di genocidio e diritto di guerra al puro scopo di delegittimare il diritto all’esistenza di Israele e il suo diritto di perseguire obiettivi legittimi in una guerra che non ha iniziato, e/o per disumanizzare ogni soldato delle Forze di Difesa Israeliane trasformandolo in un mostro”.

John Spencer, direttore dell’Urban Warfare Project presso il Modern War Institute dell’Accademia militare di West Point

“Ho cercato di spiegare con le definizioni di base – continua Spencer – Il genocidio richiede l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale. Le prove non mostrano quell’intenzione nei confronti della popolazione di Gaza. Al contrario, mostrano esattamente l’opposto”.

Spencer ha studiato minuziosamente la guerra urbana dopo aver combattuto personalmente in guerre urbane, e dirige l’Urban Warfare Project presso il Modern War Institute dell’Accademia militare di West Point.

Spencer spiega che Israele ha compiuto passi straordinari per prevenire le sofferenze dei civili mentre era cosrtretto a combattere “un nemico che si nasconde tra di loro [i civili di Gaza], utilizza ospedali e scuole come basi e tratta la propria popolazione come attori gregari in una perfida strategia di martirio politico per eliminare tutti gli ebrei del pianeta”.

Spencer elenca i fatti: fornitura di enormi quantità di cibo, rifornimenti d’acqua, forniture di elettricità e carburante, scorte mediche, ospedali da campo, campagne di vaccinazione antipolio.

Conclude: “Non è così che si cerca di sterminare un popolo”. E aggiunge: “Guardate piuttosto alla macchina della disinformazione”.

Quella macchina ha creato un mondo in cui Israele è diventato uno stato che commette genocidio. I fatti escludono quella conclusione orribile, ma i fatti non arrivano ai consumatori di notizie.

28 novembre 2025: il 15esimo ospedale da campo aperto nella striscia di Gaza in coordinamento con Israele dall’inizio della guerra. John Spencer: “Non è così che si cerca di sterminare un popolo” (clicca l’immagine per la notizia data a suo tempo dal Jerusalem Post)

L’ex ufficiale dei commando britannici Andrew Fox ha scritto recentemente: “Lo abbiamo detto per più di due anni: Hamas usa gli ospedali per scopi militari; ‘giornalisti’ morti erano combattenti; Hamas usa bambini soldato; gli aiuti vengono dirottati da Hamas; decine di migliaia di morti e feriti a Gaza sono combattenti; Hamas usa scudi umani. E tante altre cose, che ora sono state tutte dimostrate inconfutabilmente. Eppure non si sente nemmeno un sussurro per correggere il racconto dei media mondiali che dal 7 ottobre diffondono la bugia sul genocidio”.

Se i fatti sono così inconfutabili – e lo sono – allora John Spencer ha ragione: chi nega quei fatti o è stupido e ignorante, o antisemita.

Ma il danno è stato fatto, e non ho idea di come si possa smantellare la paranoia collettiva.

Ogni giorno i telegiornali offrono resoconti stravolti su Israele, quasi tutti i giornali in Europa ci mettono del proprio attraverso i loro corrispondenti, preferendo dare la ribalta ad alcuni ebrei che ripudiano se stessi (un tragico fenomeno nella storia ebraica), pur di dipingere la repubblica di Israele come ancora più crudele di quanto sostengano i loro colleghi dell’audiovisivo.

Così ho pensato: andrò a guardare sul sito del Palestinian Central Bureau of Statistics. Nessuna istituzione governativa in Cisgiordania e Gaza può essere sospettata di rispettare i fatti, perché tutto è politico, in particolare i numeri, e tutto va visto nel contesto palestinese di una lotta tribale interna, corrotta, per il potere e i vantaggi economici.

Le cifre del Palestinian Central Bureau of Statistics non mitigheranno mai la situazione a Gaza; se possibile la faranno esplodere.

Fonte: Palestinian Central Bureau of Statistics (clicca per ingrandire)

In un recente prospetto, il Palestinian Central Bureau of Statistics riporta che a Gaza nel 2005 – quando Israele consegnò la striscia di Gaza ai gazawi – vivevano 1.304.388 persone.

Ci sono utili idioti che sostengono che quei poveri gazawi finirono nella più grande prigione a cielo aperto della terra e che erano vittime inermi degli ebrei.

Nel 2022, un anno prima dell’attacco a sorpresa dell’esercito di Gaza contro Israele, la popolazione di Gaza era cresciuta fino a 2.166.269, ovvero un aumento di più di 800mila persone.

E cosa dice il Palestinian Central Bureau of Statistics sull’entità della popolazione di Gaza nel 2026? Dice che ora vi sono 2.411.790 persone. Quindi 245.521 gazawi in più rispetto al 2022.

E questi sono i dati ufficiali degli stessi palestinesi.

Per quanto riguarda i numeri della popolazione totale inclusa la Giudea e Samaria, il Palestinian Central Bureau of Statistics è altrettanto chiaro: sono passati da 3.508.126 nel 2005 a 5.876.648 nel 2026.

Un aumento di 2.368.522 persone: un’esplosione demografica dal 2005 del 67%.

Sappiamo che gli ebrei sono bravi in matematica, a suonare il violino e ultimamente anche nel commettere genocidi: ma su quest’ultima abilità bisogna nutrire dei dubbi.

Se il numero dei palestinesi ei “territori”, secondo lo stesso Palestinian Central Bureau of Statistics è cresciuto del 67% in venti anni, l’uso della parola genocidio è un’oscena bugia per demonizzare gli ebrei.

(Da: De Telegraaf, Paesi Bassi, 28.6.26, Facebook Roberto Damico 21.8.26)


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