All’ospedale Nasser Hamas tortura Commento di Paolo Montesi
Testata: Setteottobre Data: 22 agosto 2026 Pagina: 1 Autore: Paolo Montesi Titolo: «All’ospedale Nasser Hamas tortura»
Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Paolo Montesi dal titolo: "Gaza. All’ospedale Nasser Hamas tortura"
Tsahal e Shin Bet diffondono nuove informazioni sul complesso di Khan Younis. Un rapporto ONU aveva già documentato violenze di Hamas all’interno dell’ospedale
Hamas utilizza l’ospedale Nasser di Khan Younis come luogo di interrogatorio, tortura e controllo della popolazione palestinese. L’accusa arriva da una dichiarazione congiunta delle Forze di difesa israeliane e dello Shin Bet, che hanno reso pubbliche nuove informazioni di intelligence sul funzionamento del principale complesso sanitario ancora attivo nel sud della Striscia di Gaza. Secondo le autorità israeliane, interrogatori condotti dalla sicurezza interna e dall’intelligence militare di Hamas avverrebbero nell’edificio Yassin, al secondo piano dell’area destinata agli ambulatori. Un’altra struttura del complesso, utilizzata nel tempo come ufficio, caffetteria e successivamente luogo di preghiera, sarebbe stata trasformata anch’essa in centro per gli interrogatori. Hamas, sostengono Tsahal e Shin Bet, utilizzerebbe inoltre l’ospedale per riscuotere denaro e svolgere attività di governo prive di relazione con la funzione sanitaria. La denuncia israeliana acquista particolare rilievo perché una parte sostanziale del quadro trova riscontro in fonti indipendenti. Nel giugno scorso la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi ha concluso, sulla base delle prove esaminate, che uomini dell’unità Sahm di Hamas avevano interrogato e maltrattato civili palestinesi all’interno del complesso Nasser tra il 2024 e il 2025. Il rapporto dell’ONU descrive episodi di estrema violenza. In un caso un uomo, accusato di vendita illegale di tabacco, sarebbe stato legato in una posizione dolorosa e colpito ripetutamente con un tubo metallico mentre veniva costretto a confessare. In un altro, uomini armati avrebbero immobilizzato una persona accusata di traffico di droga e simpatia per Israele e gli Stati Uniti, colpendole le gambe con un blocco di cemento e una sbarra. Un altro palestinese sarebbe stato gambizzato davanti al complesso ospedaliero, in presenza anche di bambini. La Commissione ONU riferiva inoltre della testimonianza di una persona che aveva sentito più volte urla provenire da uno degli edifici e aveva visto uscire uomini mascherati riconducibili all’apparato di sicurezza di Hamas. Segnali analoghi erano arrivati anche da Médecins Sans Frontières. Nel gennaio di quest’anno l’organizzazione aveva sospeso le attività mediche non essenziali al Nasser dopo avere segnalato la presenza di uomini armati e mascherati in alcune parti del complesso, episodi di intimidazione, arresti arbitrari di pazienti e sospetti movimenti di armi. Le attività principali sono state riprese in aprile, dopo che MSF aveva registrato miglioramenti nelle condizioni di sicurezza. La novità delle informazioni diffuse da Israele riguarda soprattutto la dimensione attribuita a queste attività e il loro collegamento con la crisi interna di Hamas. Secondo Tsahal e Shin Bet, l’organizzazione sarebbe sempre più preoccupata dall’erosione del consenso tra gli abitanti della Striscia e dal rischio di perdere il controllo sulla popolazione. Per questo avrebbe rafforzato i propri apparati di sicurezza e intensificato interrogatori e intimidazioni. Il tema è particolarmente sensibile perché gli ospedali sono protetti dal diritto internazionale umanitario. La stessa Commissione d’inchiesta dell’ONU, pur avendo accertato interrogatori e maltrattamenti compiuti da Hamas al Nasser, ha precisato che le condotte da essa documentate contro civili palestinesi non erano sufficienti, in quanto tali, a far perdere all’ospedale la protezione riconosciuta alle strutture sanitarie. È quindi necessario distinguere l’accertamento dell’utilizzo illecito di alcune aree del complesso dalla questione, giuridicamente diversa, della sua eventuale qualificazione come obiettivo militare. Il Nasser Hospital era già stato al centro di accuse israeliane durante la guerra. Israele aveva sostenuto che Hamas ne utilizzasse alcune strutture per attività operative e che vi fossero stati tenuti anche ostaggi israeliani. La vicenda era diventata uno dei casi più discussi del conflitto, proprio per la difficoltà di separare la funzione medica di un grande ospedale da eventuali attività clandestine dell’organizzazione che governa Gaza. Le nuove rivelazioni spostano però l’attenzione anche sul rapporto fra Hamas e la popolazione palestinese. Se le informazioni diffuse oggi saranno ulteriormente confermate, l’ospedale Nasser apparirà anche come uno dei luoghi attraverso i quali un’organizzazione indebolita dalla guerra cerca di conservare il proprio potere coercitivo. È forse questo l’aspetto politicamente più significativo. A quasi tre anni dal 7 ottobre, Hamas deve fare i conti con una Striscia devastata e con una popolazione esausta, mentre il controllo interno diventa per l’organizzazione una questione di sopravvivenza. Il ricorso ad arresti, interrogatori e violenze contro gli stessi palestinesi mostra quanto quella battaglia si combatta ormai anche all’interno di Gaza.