Riprendiamo dal FOGLIO l'analisi di Priscilla Ruggiero dal titolo: "Cosa c'è di vero sulle condizioni della portaerei Lincoln"

La portaerei a propulsione nucleare USS Abraham Lincoln è salpata dal porto di San Diego il 21 novembre del 2025, per posizionarsi a fine gennaio sulle coste iraniane, pochi giorni prima dell'operazione israelo-americana contro l'Iran "Furia Epica": è ormeggiata nel Mar Arabico da oltre 260 giorni, a bordo ha oltre 5.000 marinai e fanti di marina, e già mesi fa erano iniziate a circolare voci sulle pessime condizioni al suo interno – foto di cibo di scarsa qualità e razionato, carenze idriche, docce ammuffite e lavatrici guaste – assieme alla portaerei Gerald Ford. Qualche giorno fa l'agenzia di stampa iraniana Wana aveva scritto che sulla portaerei americana si era verificato "un violento e sanguinoso scontro tra i membri dell'equipaggio", in cui "secondo un rapporto pubblicato da una fonte militare informata" sette membri dell'equipaggio sarebbero morti e diversi altri feriti.
Ieri è intervenuto oltre al segretario alla Guerra Pete Hegseth, che ha dichiarato che le condizioni a bordo della portaerei sarebbero state "completamente travisate", il Comando centrale degli Stati Uniti, pubblicando su X diversi titoli – molti di provenienza iraniana – per smentire la notizia: sono notizie FALSE, ha scritto, "I marinai e i marines del Gruppo d’attacco della portaerei Abraham Lincoln rimangono resilienti e determinati dopo oltre 260 giorni in mare, 10.000 voli aerei e 1,5 milioni di libbre di munizioni consumate. Nessun membro dell’equipaggio a bordo della portaerei è deceduto e l’unico marinaio caduto in mare il 3 agosto è stato recuperato rapidamente e in sicurezza. Le notizie errate che circolano a piene mani sullo storico dispiegamento dell’Abraham Lincoln rendono un disservizio ai nostri uomini e donne in divisa e ai loro cari". Già a marzo alcuni account iraniani sui social media avevano diffuso un video di una nave in fiamme, spacciandola per la USS Abraham Lincoln colpita da un attacco iraniano: "L'intelligenza artificiale può essere molto pericolosa, dobbiamo stare molto attenti", aveva detto il presidente americano Donald Trump alle domande di alcuni giornalisti sulle notizie non verificate e pubblicate da fonti iraniane.
Eppure le critiche riguardo alle pessime condizioni a bordo della nave non si limitano ai media di stato e agli account riconducibili a Teheran: questa settimana anche le testate specializzate in ambito militare Navy Times e Stars and Stripes hanno dedicato ampio spazio alle testimonianze del personale sulla portaerei, citando la preoccupazione dei familiari che giovedì hanno avuto un incontro con i vertici della Marina americana a San Diego. Un militare avrebbe mandato un messaggio alla moglie scrivendole: "Spero di non svegliarmi domani", un altro avrebbe tentato di gettarsi in mare dopo che vari prolungamenti del suo periodo di servizio. La moglie di un altro marinaio ha raccontato che suo marito aveva impedito a un altro membro dell'equipaggio di saltare in acqua, afferrandolo e riportandolo sul ponte.
All'inizio di agosto, MS Now aveva parlato con una decina di familiari "che si dicono estremamente preoccupati per il morale, la sicurezza e le condizioni a bordo della nave. Hanno descritto un equipaggio messo a dura prova dalle esigenze di una missione inaspettatamente lunga, mentre il presidente Donald Trump continua a estendere la sua campagna militare contro l'Iran senza una chiara fine in vista". La permanenza prolungata in mare starebbe compromettendo la salute mentale di alcuni marinai, molti hanno raccontato dei rumori costanti provenienti dal motore della nave e dagli aerei in fase di decollo e atterraggio, lo stesso comandante Joseph Hontz, portavoce della Quinta Flotta della Marina, ha riconosciuto che il ponte di volo della Lincoln ha sopportato oltre 10.000 sortite aeree negli ultimi otto mesi e che "oltre 250 giorni di missione rappresentano una sfida per l'equipaggio e le loro attrezzature".
Persino i democratici al Congresso hanno alzato la voce, Mike Levin ha scritto su X: "Docce ammuffite, bagni rotti, lavanderia fuori uso da settimane, lunghi periodi senza acqua calda, un pasto ridotto a mezza tazza di riso e due tortillas. (...) Questi uomini e queste donne si sono arruolati per servire il loro paese. Il minimo che il loro Paese gli debba è acqua calda, un bagno funzionante e un pasto vero e proprio". Il senatore Richard Blumenthal ha chiesto alla Marina di fornire chiarimenti sulle condizioni a bordo della portaerei, che "è stata impiegata per oltre 250 giorni" senza poter attraccare "per oltre 200 giorni, stabilendo un record per il numero di giorni consecutivi in mare”.
Nonostante le smentite dall'Amministrazione, ieri un'esclusiva del Wall Street Journal ha svelato che l'esercito americano si starebbe preparando a inviare una nuova portaerei in medio oriente per sostituire la Lincoln, che secondo alcuni funzionari che hanno parlato con il quotidiano americano sarebbe la USS George Washington, che ha lasciato il porto di Da Nang, in Vietnam, la scorsa settimana e con il suo gruppo di attacco si trova attualmente nello Stretto di Malacca. Sempre ieri, Trump ha ordinato alla Marina di smantellare il sistema per il lancio di aerei da combattimento dalle portaerei e di tornare all'utilizzo di catapulte a vapore: è da dieci anni che Trump promette la decisione è da allora i vertici della Marina si oppongono, parlando di una decisione dal costo equiparabile a miliardi di dollari e che costringerebbe le navi più avanzate della Marina a tornare a un sistema che richiede un maggior numero di marinai per il funzionamento ed è più difficile da manutenere.
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