Riprendiamo da IL TEMPO il commento di Andrea Riccardi dal titolo: "Drone abbattuto in Lettonia dagli Eurofighter italiani"

E alta la tensione sul fianco orientale della Nato, dopo l'ingresso di un drone straniero nello spazio aereo della Lettonia, abbattuto da un Eurofighter italiano impegnato nella missione di sorveglianza dell'Alleanza. Riga ha subito ringraziato Roma per l'intervento: l'incursione è avvenuta nella notte, quando un velivolo a pilotaggio remoto non identificato è entrato nello spazio aereo lettone. Le autorità hanno fatto scattare l'allarme in cinque distretti e la Nato ha fatto decollare due Eurofighter italiani dalla base di Siauliai, in Lituania, e due F16 turchi dalla base di Amari, in Estonia. Dopo aver identificato il velivolo, uno degli Eurofighter italiani lo ha "neutralizzato" ad alta quota sopra un'area disabitata nel distretto di Balvi, nel nordest della Lettonia. L'operazione è stata coordinata con i centri di comando Nato di Uedem e Ramstein, in Germania e l'allarme è stato revocato alle 4.50.
Le autorità hanno individuato il luogo di caduta dei frammenti, senza renderlo ancora pubblico, e hanno invitato la popolazione a segnalare eventuali oggetti sospetti. La ministra degli Esteri lettone Baiba Braze ha espresso «gratitudine» agli alleati italiani «per il loro servizio nella missione Nato di difesa aerea del Baltico e per aver garantito l'integrità dello spazio aereo della Nato». Il messaggio, pubblicato su X, è stato poi rilanciato anche dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto.
Le autorità lettoni non hanno però confermato l'origine del drone: secondo media ucraini e lettoni potrebbe tuttavia trattarsi di un velivolo ucraino finito fuori rotta durante gli attacchi contro obiettivi russi. La stessa Lettonia ha attribuito l'ingresso nello spazio aereo alla guerra elettronica russa. Nella notte, infatti, droni ucraini hanno colpito anche l'area del porto russo di UstLuga, importante terminal per le esportazioni di petrolio sul Baltico. Secondo Mosca, 51 droni sono stati abbattuti nella regione di Leningrado e un incendio è divampato nell'area portuale. Nelle stesse ore, un drone a bassa quota, non rilevato dai sistemi radar rumeni, è precipitato a cinque chilometri dal confine con l'Ucraina, anche se Bucarest non ha specificato la provenienza del velivolo, precisando che l'impatto è avvenuto in un'area boschiva nei pressi del villaggio di Luncavita, nel sudest del Paese.
Sul fronte ucraino, intanto, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha escluso un cessate il fuoco immediato. Mosca, ha detto alla tv di Stato, fermerà le operazioni militari soltanto quando sarà raggiunto un accordo «a lungo termine, affidabile e sostenibile».
Lavrov ha inoltre minacciato di intensificare le azioni contro ciò che la Russia considera il sostegno occidentale alla macchina bellica ucraina. «Renderemo i nostri metodi molto più duri», ha affermato, aggiungendo che Mosca lo sta già facendo. Il ministro ha anche riferito che la Russia ha chiesto agli Stati Uniti chiarimenti sulla fornitura di intelligence a Kiev e sul presunto coinvolgimento americano negli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo. La Russia, ha precisato, non intende tuttavia porre ultimatum a Washington prima degli eventuali colloqui con gli inviati del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Per inviare la propria opinione al Tempo, telefonare 06/675881, oppure cliccare sulla e-mail sottostante