“Reporters Sans Frontières” rimuove dai suoi elenchi i giornalisti uccisi a Gaza che in realtà erano terroristi. Ma li cancella di nascosto, senza comunicare né spiegare pubblicamente perché quei nomi scompaiono dagli elenchi Redazionale di Israele.net
Testata: israele.net Data: 15 agosto 2026 Pagina: 1 Autore: Redazione Titolo: «“Reporters Sans Frontières” rimuove dai suoi elenchi i giornalisti uccisi a Gaza che in realtà erano terroristi. Ma li cancella di nascosto, senza comunicare né spiegare pubblicamente perché quei nomi scompaiono dagli elenchi»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - il redazionale dal titolo: "“Reporters Sans Frontières” rimuove dai suoi elenchi i giornalisti uccisi a Gaza che in realtà erano terroristi. Ma li cancella di nascosto, senza comunicare né spiegare pubblicamente perché quei nomi scompaiono dagli elenchi e senza ritirare le denunce contro Israele presentate alla Corte Penale Internazionale"
Il “giornalista” Mohammad Jarghoun, nel necrologio postato dalle Brigate Izz ad-Din al-Qassam di Hamas, l’organizzazione terroristica a cui era affiliato
Zitta zitta, l’organizzazione “Giornalisti senza frontiere” (Reporters Sans Frontières) continua a rimuovere nomi dal suo database e dalla lista dei “giornalisti” palestinesi uccisi nella guerra tra Israele e Hamas man mano che risulta confermata – spesso dalle stesse organizzazioni terroristiche – la versione di Israele secondo cui quelli non erano giornalisti dediti alla loro professione, ma membri attivi di gruppi terroristi.
L’informazione è stata data inizialmente, mercoledì, dalla ong HonestReporting, ed è stata confermata dal Jerusalem Post.
Lo scorso 20 luglio, sul Barometer di Reporters Sans Frontières degli abusi contro i media HonestReporting contava 68 nomi di giornalisti uccisi a Gaza. Il 4 agosto, i nomi erano scesi a 67.
Il nome tacitamente “scomparso” era quello del terrorista Mohammad Jarghoun.
L’1 luglio, infatti, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam (braccio armato di Hamas) lo hanno indicato come membro del Battaglione “Martire Muhammad Abu Harb” della Brigata Rafah.
Già l’11 giugno, senza dare spiegazioni Reporters Sans Frontières aveva rimosso il nome di Jarghoun da un articolo online che presenta brevi profili di giornalisti “uccisi in relazione al loro lavoro” durante la guerra tra Israele e Hamas.
Prima che venisse rimosso, il profilo di Jarghoun recitava: “Questo giornalista di 23 anni, che lavorava per la società di produzione Smart Media, è stato ucciso da fuoco israeliano mentre copriva i combattimenti vicino al valico di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, il 7 ottobre [2023]”.
Dal 10 giugno, Reporters Sans Frontières ha tacitamente rimosso anche il nome di Mohamed Nasr Abu Huwaidi, del quale in precedenza aveva detto: “Era chiaramente identificabile dal suo giubbotto da giornalista quando è stato ucciso da un bombardamento israeliano il 23 dicembre nel quartiere di Chajaya, nella parte orientale di Gaza City, dove si era recato per filmare le conseguenze di un attacco israeliano”.
Il “giornalista” Mohamed Nasr Abu Huwaidi, nel necrologio postato dalle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica Palestinese, l’organizzazione terroristica a cui era affiliato
Secondo le Brigate Al-Quds (braccio armato della Jihad Islamica Palestinese), Huwaidi era un comandante della loro Unità Centrale Media Militari.
Anche il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha accertato che Huwaidi aveva preso parte ai combattimenti e lo ha rimosso dal suo database dei giornalisti morti nella guerra tra Israele e Hamas.
L’annuncio dell’affiliazione di Huwaidi alla Jihad Islamica Palestinese è stato diffuso il 19 marzo.
Nonostante fosse un terrorista, Huwaidi è uno dei soggetti di una denuncia presentata nel settembre 2024 alla Corte Penale Internazionale da Reporters Sans Frontières, in cui si affermava che lo Stato di Israele era responsabile del deliberato omicidio di giornalisti.
Oggetto della denuncia era anche un altro terrorista della Jihad Islamica Palestinese, Muhammad Mahmoud Abu Sharia.
Una denuncia del dicembre 2023 includeva Asem Al-Barsh, descritto come un mujahid(combattenete della jihad) dai suoi familiari, tra i quali si annoverano altri combattenti di Hamas.
Un’altra denuncia del maggio 2024 includeva Ahmed Badir, membro dichiarato del gruppo terrorista Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.
Nonostante tutto questo, Reporters Sans Frontières non ha ritirato né modificato le sue denunce alla Corte Penale Internazionale.
Reporters Sans Frontières non annuncia né spiega la rimozione di nomi delle sue liste, ma HonestReporting ha notato che dallo scorso 10 giugno è comparsa una nota in calce in cui Reporters Sans Frontières si limita ad affermare che l’organizzazione “aggiorna costantemente questo registro man mano che emergono nuove informazioni riguardanti i giornalisti uccisi dal 7 ottobre 2023”.
Sulla sua pagina Barometer, Reporters Sans Frontières afferma che i giornalisti vengono inseriti nell’elenco di uccisi o detenuti solo se l’organizzazione ha accertato che la loro morte o incarcerazione è “legata alla loro attività giornalistica” e che non sono stati uccisi né incarcerati per motivi non correlati al loro lavoro di giornalisti.
Secondo una verifica preliminare condotta da HonestReporting, dei 67 giornalisti che rimangono nel database su Gaza, almeno il 26,86% ha legami con il terrorismo.
In particolare, tre sono stati qualificati dalle stesse organizzazioni terroristiche come “martiri” loro affiliati; altri tre sono collegati alla partecipazione ad ostilità da necrologi e altre informazioni di pubblico dominio; quattro erano impiegati da testate direttamente affiliate al terrorismo; otto sono accusati di essere terroristi in base a informazioni in possesso delle Forze di Difesa Israeliane, mentre un diciannovesimo era impiegato da una testata giornalistica fortemente sospettata di affiliazione terroristica.
Nonostante la sicurezza con cui in precedenza sosteneva d’aver accertato le circostanze della morte di Jarghoun e Huwaidi, Reporters Sans Frontières non ha rilasciato nessuna dichiarazione in merito alla revisione del suo database e dei suoi elenchi.
In queste condizioni, non è chiaro quante e quali revisioni Reporters Sans Frontières abbia già tacitamente apportato al suo database, e chi vi figurasse in precedenza.
HonestReporting sottolinea che Reporters Sans Frontières esercita una notevole influenza sul giornalismo internazionale. Da maggio 2025 al 4 agosto 2026, Reporters Sans Frontières è stata citata in almeno 40 articoli pubblicati da 13 importanti testate giornalistiche occidentali in lingua inglese sul tema dell’accusa alle Forze di Difesa israeliane di “prendere di mira” i giornalisti.
Data l’importanza che riveste come fonte di informazione, HonestReporting chiede a Reporters Sans Frontières di spiegare pubblicamente quando e perché modifica i suoi elenchi e di ritirare le denunce inoltrate alla Corte Penale Internazionale riguardo all’uccisione di quelli che – per loro stessa ammissione – erano in realtà terroristi.
(Da: honestreporting.com, Jerusalem Post, israele.net, 12-14.8.26)