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israele.net Rassegna Stampa
14.08.2026 Canaglie senza vergogna. Il portavoce di Hamas sostiene in tv che il 7 ottobre il gruppo terroristico non ha mirato a uccidere né rapire civili e bambini. Intanto ribadisce che l’intento di Hamas è distruggere Israele
Articoli di Times of Israel e israele.net

Testata: israele.net
Data: 14 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Times of Israel e israele.net
Titolo: «Canaglie senza vergogna. Il portavoce di Hamas sostiene in tv che il 7 ottobre il gruppo terroristico non ha mirato a uccidere né rapire civili e bambini. Intanto ribadisce che l’intento di Hamas è distruggere Israele»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - gli articoli del Times of Israel e israele.net dal titolo: "Canaglie senza vergogna. Il portavoce di Hamas sostiene in tv che il 7 ottobre il gruppo terroristico non ha mirato a uccidere né rapire civili e bambini. Intanto ribadisce che l’intento di Hamas è distruggere Israele"

Ghazi Hamad, alto esponente e portavoce di Hamas, intervistato da Piers Morgan

Ghazi Hamad, alto esponente e portavoce di Hamas, nega che il gruppo terroristico abbia  preso di mira civili e bambini nell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele.

Ghazi Hamad sostiene questa versione senza curarsi minimamente del fatto che molte delle atrocità sono state riprese e diffuse online dalle telecamere degli stessi terroristi, e che Hamas ha tenuto in ostaggio per anni molti civili che aveva sequestrato e deportato nella Striscia di Gaza.

Ospite del programma “Piers Morgan Uncensored”, Hamad proclama che Hamas “non commette mai crimini, non uccidiamo mai civili”.

Incalzato sulle centinaia di civili uccisi dai terroristi di Hamas al festival musicale Nova e negli assalti perpetrati casa per casa nelle comunità civili di Israele ai confino con Gaza, Hamad risponde: “Forse ci sono stati degli errori”.

Morgan chiede a Ghazi Hamad del rapimento del piccolo Kfir Bibas, di 9 mesi. Il neonato fu preso in ostaggio insieme al fratello Ariel, di 4 anni, e alla madre Shiri, tutti e tre successivamente uccisi a sangue freddo durante la prigionia. Anche il padre venne rapito, separato dai famigliari, tenuto in ostaggio per 484 giorni e rilasciato solo l’1 febbario 2025.

A queste contestazioni, l’esponente di Hamas risponde che, all’inizio della guerra, il gruppo terroristico “propose di rilasciare tutti i civili, ma Israele rifiutò”.

Come è da tutti risaputo, Israele chiedeva incessantemente e quotidianamente il rilascio incondizionato degli ostaggi, mentre Hamas insisteva col ricatto in base al quale, in cambio del rilascio degli ostaggi (vivi e morti), pretendeva la scarcerazione di migliaia di detenuti palestinesi condannati per violenze e terrorismo, e la fine della guerra.

All’epoca, lo stesso Ghazi Hamad giurò che l’attacco del 7 ottobre sarebbe stato “solo il primo, e ce ne saranno un secondo, un terzo, un quarto”.

Morgan chiede poi a Ghazi Hamad come mai, se Hamas non prendeva di mira i civili, i terroristi hanno ucciso a mitragliate centinaia di persone a un festival musicale.

Il portavoce del gruppo terroristico risponde che “non era quello il piano”. E poi cita un controverso articolo pubblicato poche settimane dopo il 7 ottobre dal quotidiano Haaretz, in cui una fonte anonima della polizia alludeva a un unico caso in cui un elicottero militare israeliano impegnato a sparare contro i terroristi “potrebbe aver colpito [per errore] alcuni partecipanti al festival che si trovavano nell’area”.

Parti di quell’articolo di Haaretz, estrapolate dal contesto, sono state ampiamente utilizzate sui social media per cercare di incolpare Israele della morte di centinaia di civili il 7 ottobre, accuse che non trovano nessun fondamento nei fatti e nelle numerose testimonianze.

In realtà, più di 300 israeliani furono assassinati a colpi d’arma da fuoco dai terroristi di Hamas sul luogo del festival, in un contesto pieno di atrocità, comprese numerose e documentate violenze sessuali.

Gli stessi filmati dei terroristi hanno documentato l’accanito lancio di bombe a mano dentro rifugi pieni di giovani inermi, così come le raffiche di mitra esplose contro le toilette mobili del festival, anch’esse usate come improvvisati rifugi dai giovani israeliani braccati.

Interpellato circa l’accordo del Board of Peace sul disarmo di Hamas, Ghazi Hamad afferma che Hamas lo ha accettato a causa delle difficili circostanze a Gaza, ma che la sua “mentalità” e il suo “obiettivo” non sono cambiati giacché costituiscono la sua “santa missione”, anche se in certi momenti con tattiche differenti, e contesta le affermazioni di Morgan quando quest’ultimo dice di sostenere la soluzione a due stati e che Israele ha diritto di esistere.

(Da: Times of Israel, israele.net, 5.8.26)


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