Assad condannato a morte. La partita in mano a Putin che intanto fa accordi con Damasco Commento di Francesca Musacchio
Testata: Il Tempo Data: 12 agosto 2026 Pagina: 7 Autore: Francesca Musacchio Titolo: «Assad condannato a morte. La partita in mano a Putin che intanto fa accordi con Damasco»
Riprendiamo da IL TEMPO il commento di Francesca Musacchio dal titolo: "Assad condannato a morte. La partita in mano a Putin che intanto fa accordi con Damasco"
Bashar al Assad è stato condannato a morte dalla quarta Corte penale di Damasco. L'ex presidente siriano è stato processato insieme al fratello Maher, il cugino Atef Najib e altri imputati. Assad e Maher sono stati giudicati in contumacia. Mentre Najib, che guidava la Sicurezza politica a Daraa all'inizio della rivolta del 2011, era in aula perché detenuto da gennaio 2025. La procura aveva chiesto la pena capitale per omicidio, tortura, arresto arbitrario e appropriazione indebita di fondi pubblici. La sentenza del processo, iniziato il 26 aprile, è arrivata ieri dando ragione all'accusa che aveva definito le prove «coerenti e interconnesse». Assad, però, si trova in Russia, sotto la protezione di Vladimir Putin dopo la fuga da Damasco dell'8 dicembre 2024. L'indirizzo è coperto dal Cremlino. Ma le ricostruzioni disponibili collocano la famiglia tra appartamenti di Mosca e una proprietà sorvegliata a Rublyovka. La vita dell'ex presidente sarebbe agiata, ma regolata: nessuna attività politica, intervista o apparizione pubblica. La linea del Cremlino conferma che Assad è al sicuro ma non può intervenire sulla Siria. Non è chiaro se Putin lo abbia mai incontrato, ma secondo alcune fonti l'ex presidente siriano sarebbe usato da Mosca come leva su Damasco. Nel frattempo, Assad pare sia dedicato allo studio del russo e all'aggiornamento della propria preparazione in oftalmologia. Anche se non esistono riscontri che eserciti la professione. Quello che appare più evidente, invece, è il silenzio al quale sarebbe costretto. Mosca, infatti, non avrebbe autorizzato interviste con media internazionali. Ma consente una vita tranquilla anche alla sua famiglia. La moglie Asma al Assad, colpita da leucemia mieloide acuta, si sarebbe ristabilita grazie a una terapia sperimentale ricevuta a Mosca. E la figlia Zein si è laureata all'Istituto statale di relazioni internazionali di Mosca. Damasco ha chiesto formalmente l'estradizione di Assad nel maggio scorso, attivando anche l'Interpol. Ma Mosca non l'ha consegnato. Il trattato bilaterale in vigore dal 2023 consente di respingere la richiesta quando l'imputato rischia la pena di morte, salvo garanzie sulla sua mancata applicazione. La sentenza offre, quindi, alla Russia un argomento giuridico per trattenere l'ex alleato garantendo asilo umanitario e nessun ruolo negli affari siriani. Ma il "rifugiato" resta una pratica aperta con il nuovo potere a Damasco. Dopo 18 mesi di negoziati, Siria e Russia hanno infatti raggiunto un'intesa su Hmeimim e Tartus. Entro tre mesi le basi militari russe diventeranno centri congiunti di addestramento e riabilitazione. La gestione delle infrastrutture civili passerà ai siriani, mentre la presenza militare russa sopravviverà in forma ridotta e condivisa. Per Damasco è «un passo significativo» verso una nuova fase dei rapporti e Mosca conserva l'accesso al Mediterraneo dopo aver perduto il governo che glielo aveva garantito. Intanto, in Siria arriverà Rama Duwaji, moglie del sindaco di New York, Zohran Mamdani. L'artista siriano americana partirà il 20 settembre e visiterà anche il Libano per incontrare la famiglia. Entrambi i Paesi figurano nella lista «Do Not Travel» del Dipartimento di Stato Usa e questo potrebbe complicare il viaggio. Su raccomandazione della polizia, infatti, sarà accompagnata da agenti del Nypd pagati con fondi pubblici. Un aspetto che ha innescato la polemica visto che l'ufficio del sindaco ha confermato il viaggio senza indicare altri scopi. Ma fonti del New York Post riferiscono che «non si tratta di impegni ufficiali. Non è un viaggio per la città». E Dov Hikind, fondatore di Americans Against Antisemitism, ha accusato l'amministrazione di mettere in pericolo gli agenti in due aree ad alto rischio sostenendo che saranno loro, non Duwaji, a diventare bersagli.