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Setteottobre Rassegna Stampa
12.08.2026 La Fratellanza avanza, l’Europa guarda altrove
Commento di Maurizio Sacconi

Testata: Setteottobre
Data: 12 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Maurizio Sacconi
Titolo: «La Fratellanza avanza, l’Europa guarda altrove»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Maurizio Sacconi dal titolo: "La Fratellanza avanza, l’Europa guarda altrove"

La Fratellanza avanza, l’Europa guarda altrove
Mentre parte del mondo arabo considera l’islamismo politico una minaccia, l’Occidente fatica a riconoscerne la penetrazione nelle istituzioni e nella società

Mentre nel mondo arabo moderato la ripresa della Fratellanza musulmana viene avvertita come un pericolo e, come tale, considerata un’organizzazione terroristica illegale, in Occidente, in Europa e nella stessa Italia viene nei fatti subita in base alla “nobile” preoccupazione di voler prevenire fenomeni di islamofobia. Vi concorrono gli ambienti progressisti americani e la tradizionale sinistra politica europea che, indotti più dalla competizione elettorale che da un consapevole ridisegno identitario, ne sottovalutano i collegamenti internazionali e i progetti di occupazione ideologica degli ambienti educativi, assistenziali e persino istituzionali. 

Eppure è evidente la frizione con la lunga collocazione dei progressisti americani e dei socialdemocratici europei in favore del diritto ad esistere dello Stato di Israele. Per non dire del repentino abbandono della cultura woke sui diritti individuali per riscoprire una sorta di nuovo internazionalismo antioccidentale.

Quanto ai timori di alimentare pulsioni islamofobe, non è difficile tracciare un confine tra la Fratellanza e la presenza di comunità musulmane immigrate e integrate. Esiste un benchmark elementare che consiste nella memoria di due grandi tragedie come l’11 settembre e il 7 ottobre. È infatti malcelata la giustificazione degli ambienti radicalizzati verso queste due violente aggressioni alla civile convivenza che hanno segnato uno spartiacque, alimentato anche dalla consapevolezza che si è manifestato un nemico pronto al (se non desideroso di) martirio e come tale non soggetto alla cultura della mediazione diplomatica.

Ora negli USA sta fortunatamente emergendo, anche nei democratici, un sincero dibattito interno su queste giovani talpe islamiste che hanno cominciato a scavare nella società americana per una conquista dall’interno e gli stessi ambienti ebraici metropolitani hanno finalmente realizzato la dimensione del pericolo. 

L’Europa sembra invece ancora intrappolata nella risorgenza dell’antisionismo e nelle adesioni a una malintesa lotta di classe sostenuta dalla crisi umanitaria di Gaza. Non si tratta solo di intelligence dedicata a prevenire concreti pericoli di attentati. Vi è concreta materia per commissioni parlamentari di indagine conoscitiva (non di inchiesta!) dei fenomeni politici e sociali che stanno erodendo dall’interno i profili fondamentali della società europea e la sua sicurezza.


info@setteottobre.com

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