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Setteottobre Rassegna Stampa
10.08.2026 La Fratellanza musulmana spacca i democratici americani
Commento di Costantino Pistilli

Testata: Setteottobre
Data: 10 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Costantino Pistilli
Titolo: «La Fratellanza musulmana spacca i democratici americani»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Costantino Pistilli dal titolo: "La Fratellanza musulmana spacca i democratici americani"

La Fratellanza musulmana spacca i democratici americani
Il boicottaggio di un’audizione al Senato rivela una frattura più profonda su islamismo, voto musulmano e rapporto con Israele

Il Partito democratico americano si è spaccato sulla Fratellanza musulmana. La frattura è emersa questa settimana al Senato, dove i democratici hanno deciso di boicottare un’audizione dedicata alle reti della Fratellanza musulmana negli Stati Uniti.

L’audizione, promossa dai repubblicani, aveva l’obiettivo di esaminare la presenza dell’organizzazione, la sua capacità di influenza e i rapporti tra gruppi collegati alla Fratellanza e alcune realtà politiche e associative americane. I repubblicani hanno sostenuto la necessità di affrontare il problema come una questione di sicurezza nazionale. I democratici hanno definito l’iniziativa una strumentalizzazione politica e un attacco ai musulmani nel loro complesso.

Il punto politico è proprio questo: per i repubblicani occorre distinguere tra islam e islamismo, analizzando le organizzazioni islamiste senza trasformare l’indagine in un’accusa contro tutti i musulmani. Per i democratici che hanno boicottato l’audizione, esiste invece il rischio che l’indagine sull’organizzazione venga utilizzata per alimentare l’ostilità contro la comunità musulmana.

La contrapposizione arriva in un momento nel quale una parte crescente dell’elettorato democratico sta modificando la propria posizione su Israele. La questione palestinese ha rafforzato l’ala progressista del partito e ha creato spazio politico per candidati apertamente critici nei confronti di Israele.

Il risultato del Michigan ne è un esempio. Abdul El-Sayed ha vinto la primaria democratica per il Senato contro Haley Stevens, segnando un’importante vittoria per l’ala progressista. La sua campagna ha avuto tra i temi centrali la guerra di Gaza e il rapporto degli Stati Uniti con Israele.

Il fenomeno ha un precedente significativo in Missouri. Nel 2024 Wesley Bell sconfisse nella primaria democratica Cori Bush, una delle esponenti più critiche nei confronti di Israele. La campagna di Bell ricevette un forte sostegno finanziario dall’area pro-Israele: il super PAC United Democracy Project, legato ad AIPAC, spese circa 9 milioni di dollari contro Bush.

I due episodi mostrano quanto sia cambiato il Partito democratico. Nell’establishment resta forte la componente favorevole all’alleanza con Israele. Contemporaneamente cresce un’ala progressista che considera Israele una delle principali questioni di politica estera e trova consenso soprattutto tra giovani ed elettori musulmani e arabo-americani.

È in questo contesto che la questione della Fratellanza musulmana assume un peso politico particolare. I repubblicani stanno cercando di portarla al centro del dibattito nazionale. I democratici devono decidere come affrontarla senza perdere il consenso delle comunità musulmane, che hanno assunto un peso crescente nella loro coalizione elettorale.

Il boicottaggio del Senato rappresenta quindi più di uno scontro su una singola audizione. Mostra la difficoltà del Partito democratico nel discutere l’islamismo organizzato senza trasformare immediatamente il confronto in una disputa sull’islamofobia. Per i repubblicani questa esitazione dimostra la riluttanza dei democratici ad affrontare il problema; questi ultimi sostengono invece che l’iniziativa rischi di criminalizzare una comunità sulla base della sua appartenenza religiosa.

La partita riguarda anche Israele. L’avanzata di candidati anti-Israele come El-Sayed dimostra che la vecchia posizione democratica sul rapporto con Gerusalemme è sotto pressione. La sconfitta di Cori Bush nel 2024 aveva mostrato la capacità dell’establishment e dei gruppi pro-Israele di fermare questa avanzata. Il Michigan indica ora che quella strategia non garantisce più gli stessi risultati.

Fratellanza musulmana, Israele e Gaza sono diventati parte della stessa battaglia interna. I democratici devono stabilire dove tracciare il confine tra tutela della comunità musulmana e contrasto all’islamismo, mentre ridefiniscono contemporaneamente il rapporto con Israele.

Il dibattito sulla Fratellanza è appena iniziato e rischia di diventare una delle questioni più divisive della politica americana nei prossimi mesi. O uno tra gli argomenti più taciuti.


info@setteottobre.com

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