Riprendiamo da IL TEMPO il commento di Francesca Musacchio dal titolo: "Khamenei Jr. in condizioni critiche. Fonti iraniane: «Potrebbe morire presto»"

Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire in qualsiasi momento. A riferirlo, a IranWire, due fonti vicine all'amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian, secondo le quali la nuova Guida suprema non avrebbe incontrato alcun membro del governo dal raid americano del 28 febbraio contro il complesso del Leader Supremo, nel quale furono uccisi Ali Khamenei e altri membri della famiglia. Da allora Mojtaba non è mai apparso in pubblico, non ha pronunciato discorsi e ha comunicato soltanto attraverso poche lettere attribuitegli dalle agenzie ufficiali. Più volte, nel corso dei mesi, si sono rincorse voci sulla morte e sulle condizioni di salute della Guida. Adesso, una fonte vicina al gabinetto del presidente iraniano ha confermato che nessun Ministro lo avrebbe visto e ha descritto le sue condizioni fisiche come molto gravi: «Non saremmo sorpresi se sentissimo presto notizie del suo martirio».
L'assenza della Guida ha alimentato, e continua a farlo, dubbi sulla sua reale capacità di esercitare il potere mentre ai vertici della Repubblica islamica si apre un nuovo rimescolamento all'interno del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Mohammad Baqer Zolqadr, nominato segretario da pochi mesi, potrebbe essere sostituito da Mohsen Rezaei. Sarebbe un cambio anomalo per uno degli incarichi più delicati del sistema iraniano, perché il segretario del Consiglio collega forze armate, intelligence, diplomazia e apparato di sicurezza. Zolqadr, ex comandante dei Pasdaran e già ai vertici del ministero dell'Interno, della magistratura e del Consiglio di efficienza, occupa però una posizione più debole rispetto ai predecessori: non è rappresentante personale della Guida e non dispone del diritto di voto nel Consiglio.
Il 6 agosto alcuni media iraniani hanno annunciato la nomina di Rezaei, salvo ritirare poco dopo la notizia. Ex comandante in capo dei Pasdaran dal 1981 al 1997, per oltre vent'anni segretario del Consiglio di discernimento e poi vicepresidente con Ebrahim Raisi, Rezaei ha sostenuto dopo la guerra dei 40 giorni una linea militare dura: nessun cessate il fuoco senza garanzie internazionali, alleggerimento delle sanzioni e riparazioni di guerra. La possibile sostituzione si inserisce nelle spaccature sul dopoguerra con Washington e sul controllo dei dossier strategici. Mohamad Bager Kharazi ha attribuito a Mojtaba Khamenei l'ordine di sostituire Zolqadr con Rezaei e di tenere il ministro degli Esteri Abbas Araqchi fuori dai negoziati. Se la nomina venisse formalizzata, quelle affermazioni acquisterebbero nuovo peso. Nelle stesse ore, un alto funzionario saudita, citato da Al Arabiya, ha rivelato che diverse fonti di intelligence hanno segnalato un coordinamento tra Guardie Rivoluzionarie iraniane, Houthi yemeniti e milizie irachene per preparare attacchi contro l'Arabia Saudita. Il piano prevederebbe azioni da nord e da sud contro infrastrutture civili, energetiche ed economiche. Riad ha definito le informazioni «scioccanti», mentre continua a spingere per la de escalation e ha portato le forze armate al massimo livello di allerta.
Il Regno «non esiterà ad adottare tutte le misure necessarie per rispondere a qualsiasi aggressione».
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