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Il Riformista Rassegna Stampa
07.08.2026 Da Sofia ai cortei: l’antisemitismo che attraversa destra e sinistra
Commento di Ruben Della Rocca

Testata: Il Riformista
Data: 07 agosto 2026
Pagina: 1
Autore: Ruben Della Rocca
Titolo: «Da Sofia ai cortei: l’antisemitismo che attraversa destra e sinistra»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Ruben Della Rocca dal titolo: "Da Sofia ai cortei: l’antisemitismo che attraversa destra e sinistra"

I giovani ebrei italiani, il coro dei naziskin: cosa è successo a Sofia

I fatti di Sofia ripropongono prepotentemente al centro dell’attenzione il tema dell’antisemitismo e del neonazismo che purtroppo
attanaglia le società occidentali da decenni, nonostante quel grido di dolore e allo stesso tempo di fermezza che era il “mai più” dettato dalle ceneri di Auschwitz. In questi ultimi anni, alle prese con un antisemitismo e un antisionismo di diverse matrici, c’eravamo un po’ dimenticati di quell’odio antiebraico che permea l’estrema destra mondiale e che fa riunire dei mentecatti, nipotini di Hitler, davanti a un albergo dove alloggiano dei gruppi giovanili di ebrei in vacanza per aggredirli, per fortuna in questo caso solo verbalmente.
È questo il termometro di una crisi profonda della nostra Europa, dove l’emergenza neonazismo si palesa in tanti paesi del nostro vecchio continente, dalla Francia alla Gran Bretagna, dai paesi scandinavi ai Paesi Bassi e soprattutto in quella orientale, dove in una sorta di reazione alla ferocia della dittatura comunista, negli anni sono fioriti, in un sottobosco di violenza ed emarginazione, una serie di gruppi neonazisti revisionisti della Shoah fortemente antisemiti.Basti pensare alla Germania che rischia di rivedere gli spettri del tremendo passato con l’ascesa sempre più prepotente della ADF. Tutto questo ovviamente è esecrabile, ma non deve assolutamente farci perdere di vista quello che si è palesato negli ultimi tre anni, soprattutto dopo la strage di Hamas del 7 ottobre.

Nel mondo progressista della sinistra e della estrema sinistra, i metodi, le manifestazioni e l’aggressività antiebraica sono stati e sono è tuttora alla stessa stregua di quelli dei naziskin. Ecco perché questa giusta solidarietà espressa a poche ore da quanto è accaduto in Bulgaria da parte del mondo della sinistra appare quantomeno incoerente. Gli ebrei cacciati dai cortei del 25 aprile al grido di “saponette tornate nei forni” hanno subito dalla sinistra lo stesso trattamento subito dei giovani ebrei a Sofia. Gli israeliani attesi fuori dagli aeroporti e moralmente linciati dai Propal subiscono le stesse aggressioni fasciste, così come quelli cacciati da ristoranti e alberghi da chi si professa di sinistra.

Cambiano i colori, cambiano le fogge e il vestiario ma il sentimento di odio antiebraico è assolutamente identico a destra, e a sinistra. Le stesse donne ebree cacciate dai cortei femministi dell’8 marzo, gli ebrei LGBTQ cacciati dai Pride progressisti sono la dimostrazione plastica di come l’antisemitismo di destra e di sinistra sia assolutamente trasversale e gemello uno all’altro. Ecco quindi che i leader del Campo Largo, che ragionevolmente prendono posizione sull’antisemitismo neonazista, dovrebbero necessariamente fare i conti con quello che avviene in casa loro. Troppo facile pensare e dire che l’odio antiebraico è una caratteristica nazista e fascista . Certamente lo è in maniera peculiare, intrinseco nel DNA di quel mondo ma alla stessa stregua, l’antisemitismo impera a sinistra e lo fa in maniera subdola, con la stessa virulenza e intensità che porta a pensare che esistono un neonazismo o un neofascismo colorati di rosso. Ai leader politici della sinistra il compito di fare pulizia nella propria galassia. Solo allora potranno fare propria la battaglia dell’antisemitismo. Fino a quel momento un bel tacer non è mai  scritto.


redazione@ilriformista.it

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