I ragazzi di Sofia
Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci
Dov’è che risiede il male? Il male insegue il bene, lo cerca, lo assale: è la ragione stessa del suo esistere. E a chi fa del male? A chi è diverso e sa di esserlo, a chi non chiede nulla se non la libertà di essere sé stesso.
Gli ebrei ne sono il bersaglio perfetto. A Sofia, la capitale della Bulgaria, un gruppo di adolescenti è stato minacciato: sono giovani ebrei italiani. Stranieri per lingua, caparbi nella fede, giovani al futuro. Sono stati minacciati per costringerli ad andarsene, per lasciare il campo ai cani rabbiosi. Ma certe ombre non se ne sono mai andate davvero; ritornano, riproponendo gli stessi, terribili moniti.
Ma l’Italia non è da meno. Da noi si punta il dito contro chi viene in vacanza e prega a modo suo, nella stessa radice che parte da Abramo. Perché? Perché serve un nemico, un "cattivo" su cui scaricare le proprie paure e le proprie frustrazioni. Ci si scopre forti e uniti solo quando si è contro i pochi e i disarmati. Poi, quando quei pochi decidono di difendersi, ecco che gli indifferenti, gli ignavi e i complici dimenticano chi sia l'aggressore e finiscono per condannare l’aggredito.
Sofia è solo l'ultimo episodio, e purtroppo non sarà l'ultimo. Un’amica mi diceva in questi giorni: «Siamo alla frutta». Io credo invece che siamo solo all’antipasto di nuovi, terribili dolori. Proprio come allora, si comincia dagli ebrei. Con una sola, fondamentale differenza: oggi, di fronte a questa violenza, non c’è più rassegnazione, ma la piena consapevolezza della legittima difesa. E l’ira dei mansueti sa essere terribile.