Ceuta. Complotti: il Mossad dietro l’ondata migratoria Commento di Daniele Scalise
Testata: Setteottobre Data: 04 agosto 2026 Pagina: 1 Autore: Daniele Scalise Titolo: «Ceuta. Complotti: il Mossad dietro l’ondata migratoria»
Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Daniele Scalise dal titolo: "Ceuta. Complotti: il Mossad dietro l’ondata migratoria"
Un rapporto del Combat Antisemitism Movement documenta come, in appena tre giorni, la crisi di Ceuta si è trasformata sui social in una gigantesca teoria del complotto contro Israele e gli ebrei
La propaganda antisemita corre veloce come il vento. E diventa verità rivelata per una massa di stupidi. Ne volete una (ennesima) prova? Nel giro di appena settantadue ore una crisi migratoria si è trasformata in una gigantesca campagna antisemita globale. È quanto vien fuori da un nuovo rapporto del Combat Antisemitism Movement(CAM), secondo il quale l’ondata di migranti che ha investito nei giorni scorsi l’enclave spagnola di Ceuta è stata rapidamente reinterpretata sui social network come nientepopodimeno il risultato di un complotto orchestrato dal Mossad e da Israele per punire la Spagna e destabilizzare l’Europa. E da chi altri sennò?
L’indagine, realizzata dall’Antisemitism Research Center (ARC) del CAM, descrive un fenomeno impressionante per velocità e dimensioni. Tra le prime settantadue ore della crisi sono stati individuati 173 post pubblicati da 119 influencer sulla piattaforma X. Secondo il rapporto, quei contenuti hanno raccolto 57,5 milioni di visualizzazioni dirette e raggiunto complessivamente oltre 103 milioni di utenti nel mondo.
Il dato più significativo riguarda però il modo in cui questi messaggi si sono diffusi. I post hanno ottenuto quasi 1,9 milioni di “mi piace” e oltre 300 mila condivisioni, a fronte di un numero molto inferiore di commenti. Per i ricercatori questo rapporto dimostra che le teorie complottistiche sono state rilanciate come se fossero fatti certi pur senza un reale confronto o verifica.
Il rapporto individua tre grandi filoni della propaganda. Il primo sostiene che il Mossad e la CIA abbiano deliberatamente favorito l’ondata migratoria per vendicarsi della Spagna dopo il riconoscimento dello Stato palestinese e le critiche rivolte a Israele. Il secondo ripropone uno dei più antichi stereotipi antisemiti, quello secondo cui gli ebrei utilizzerebbero l’immigrazione come arma demografica per distruggere dall’interno la civiltà europea. Il terzo presenta il Marocco come un semplice strumento nelle mani dell’intelligence israeliana, negando di fatto qualsiasi autonomia decisionale a Rabat.
Uno degli aspetti più inquietanti messi in luce dallo studio è la convergenza tra mondi politici normalmente contrapposti. Secondo i ricercatori, account riconducibili all’estrema destra, all’estrema sinistra e all’islamismo radicale hanno diffuso pressoché identiche accuse contro Israele, contribuendo alla costruzione di un’unica grande teoria del complotto.
Il CAM punta il dito anche contro il funzionamento di X. Secondo il rapporto, il sistema di verifica degli account e il programma di remunerazione degli utenti con il “bollino blu” finiscono per premiare economicamente proprio quei contenuti che generano il maggior coinvolgimento. In pratica, sostengono gli autori dello studio, la diffusione dell’odio e delle teorie complottistiche diventa un’attività redditizia, mentre chi cerca informazioni attendibili rischia di imbattersi prima nelle falsità virali che nelle notizie verificate.
Per questo il Combat Antisemitism Movement chiede alla piattaforma tre interventi immediati: limitare la diffusione algoritmica dei contenuti antisemiti e complottisti durante le crisi internazionali, escludere dai programmi pubblicitari gli account che diffondono odio e collaborare con centri di ricerca indipendenti per affiancare ai contenuti più virali note di contestualizzazione storica e fattuale.
«La crisi di Ceuta dimostra che l’antisemitismo è diventato il meccanismo automatico con cui si spiegano le paure del mondo», afferma Sasha Roitman, amministratore delegato del Combat Antisemitism Movement. «Quando estrema destra, estrema sinistra e islamismo radicale parlano esattamente lo stesso linguaggio, significa che l’antisemitismo è il collante che unisce gli estremismi. Le piattaforme devono smettere di premiare l’odio attraverso gli algoritmi e intervenire immediatamente».
L’episodio conferma una tendenza ormai ricorrente. Guerre, crisi economiche, pandemie, immigrazione o tensioni sociali vengono sempre più spesso reinterpretate attraverso vecchi schemi complottisti che attribuiscono agli ebrei o a Israele la regia occulta degli eventi. Cambiano gli strumenti e le piattaforme digitali, ma il meccanismo resta lo stesso: trasformare un fenomeno complesso in una teoria semplice, individuando nel “complotto ebraico” una spiegazione universale per qualsiasi crisi.