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Il Riformista Rassegna Stampa
31.07.2026 Sui social dilaga l’odio contro gli ebrei: gli haters rispolverano complotti e insulti
Commento di Marco Del Monte

Testata: Il Riformista
Data: 31 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Marco Del Monte
Titolo: «Sui social dilaga l’odio contro gli ebrei: gli haters rispolverano complotti e insulti»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Marco Del Monte dal titolo: "Sui social dilaga l’odio contro gli ebrei: gli haters rispolverano complotti e insulti"

Sono ormai passati tre anni dal pogrom del 7 ottobre 2023, giorno in cui abbiamo scoperto che la Shoah non era finita con la sconfitta del nazismo e che questo non era affatto morto, ma come gli orsi era andato in letargo. Mi sono sempre posto il problema se gli ebrei avessero commesso errori nel prendere coscienza di quello che era successo realmente durante la Seconda guerra mondiale, cioè di che cosa fosse stata la Shoah per l’ebraismo in generale. In effetti, per le differenti reazioni che si sono avute nel venire a conoscenza della Shoah, è apparso chiaro che gli ebrei hanno percepito il problema nei modi più svariati, a seconda del Paese in cui si trovavano a vivere.

Gli ebrei russi, per esempio, avevano già subìto pesanti persecuzioni durante la guerra civile del 1918-1921 e mai avrebbero potuto credere che potesse essere successo qualcosa di ancora più grave. Gli ebrei abitanti negli Usa non immaginavano nemmeno lontanamente quello che era successo, mentre in Inghilterra si discuteva se fosse mai possibile un simile degrado dell’umanità. Ogni Paese, comunque, cominciò a riconsiderare gli ebrei, che una disgrazia tanto grande aveva di nuovo riuniti.

La Storia ci insegna che non c’è stata nessuna epoca in cui chi professava questa fede fosse lasciato vivere come gli altri. L’Italia, nazione relativamente giovane, può essere presa come esempio per ragionare sul problema del popolo ebraico. Nel nostro Paese ci sono ancora molti “popoli” di varie religioni, ma nessuno si mette mai gli abiti giusti. La religione ha sempre il primo posto, e questo merita attenzione; cosa hanno in comune un siciliano cattolico di Agrigento e un piemontese cattolico di Cuneo? Nemmeno la lingua, perché – se non fosse imposta per legge la lingua italiana – ognuno parlerebbe nel suo dialetto reciprocamente incomprensibile con ognuno degli altri. Il piemontese ha una “calata” di stampo francese, il siciliano di Agrigento ha sfumature arabe, normanne e greche, mentre nella Sicilia orientale bizantina prevale il greco. La religione comune non li unisce affatto, perché quello è l’ultimo dei problemi.

Le altre religioni che si trovano in Italia spesso sono costituite da piccole enclavi localizzate, residuo di un antico trasferimento. Nella zona contigua alla Locride in Calabria (Bova, Roghudi, Condofuri) c’è una presenza greco-bizantina, che parla il “grecanico”, che si avvicina al greco, ma usa caratteri latini; la religione professata è il cattolicesimo di rito latino, fortemente influenzato dal cristianesimo di rito bizantino. Potremmo continuare all’infinito, ma torniamo al problema principale: tutti hanno in comune una diffidenza e un astio nei confronti degli ebrei che vedono come estranei.

In questo momento basta scorrere i social per scoprire che degli ebrei si dice di tutto e vengono accusati di ogni nefandezza, e in Italia moltissima gente scrive e dice che dovrebbero essere cacciati. Questi odiatori usano parole tolte dalla sentina di una nave: nere, viscide, maleodoranti, nauseanti. Basta pensare che questi soggetti credono che l’esercito israeliano disponga di armi che fanno evaporare i corpi. La serie è lunga, ma il concetto è uno solo: l’haterodia sé stesso e, quindi, non fa altro, mentre scrive, che porsi idealmente tra due specchi che si guardano. In mezzo, sola e incattivita c’è questa sottospecie umana, che emette sentenze senza senso.

Con questi poveretti non si ragiona, e l’immagine proietta all’infinito la loro miseria: che vale parlare del composto creato in Israele per combattere la xilella, del vaccino contro la poliomielite inventato dall’ebreo Albert Sabin, degli studi molto avanzati condotti nell’Istituto Weizmann, situato vicino a Tel Aviv sull’Alzheimer, del gel miracoloso che ha salvato molte vite dei feriti di Crans-Montana? Tutte cose che hanno a che fare con Israele e con gli ebrei, che il BDS vorrebbe boicottare, e che il “nostro hater” non vuole neanche sentir nominare. Ma siamo sicuri che un mondo senza ebrei sarebbe automaticamente senza “hater”?

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