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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.07.2026 L'odio antisemita avvelena l'animo degli italiani
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «L'odio antisemita avvelena l'animo degli italiani»

L'odio antisemita avvelena l'animo degli italiani

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

 

Ecco le ultime notizie dal mondo antisemita italiano che fa sentire gli ebrei in pericolo a 80 anni dalla Shoah:    

Il Comune di Arco ha scelto ufficialmente di disertare le cerimonie di premiazione degli atleti di arrampicata sportiva. Perché, vi chiederete, perché una simile presa di posizione offensiva di quello che è lo sport che dovrebbe sempre legare mai dividere. La sindaca della città ha spiegato pubblicamente che la presenza della delegazione ufficiale israeliana non poteva essere ignorata di fronte alla morte di oltre 20.000 bambini a Gaza, definendo la situazione "inaccettabile". Il tutto condito da cortei antisemiti ed esposizioni di bandiere palestinesi ben visibili dal Climbing Stadium durante le gare. Pensate con quale stato d'animo hanno gareggiato gli atleti israeliani, tutti giovanissimi.

Gli Europei di Basket Under 18 a Trento e Rovereto

Gli attivisti del movimento BDS Trentino e dei centri sociali hanno organizzato manifestazioni esponendo striscioni con slogan come "Con il genocidio non si gioca".

Per garantire l'incolumità dei giovani atleti della nazionale israeliana, il pullman della squadra e i loro spostamenti sono stati costantemente scortati da un massiccio dispiegamento delle forze dell'ordine.

Queste miserie razziste sono accadute in una delle regioni più evolute della nostra Italia, in Trentino. C’è un veleno che sta tornando a scorrere nelle vene dell’Europa e che, in Italia, trova ogni giorno nuovi spazi per diffondersi: L'antisemitismo.

L’antisemitismo è tornato. E questa volta non si nasconde nei vicoli bui della storia: cammina alla luce del sole, sfila nelle strade, urla nelle piazze, entra nelle università, invade i social e trova persino chi lo difende dai salotti buoni della politica e dell’informazione.

È questa la vergogna del nostro tempo.

Abbiamo visto l’orrore del 7 ottobre, abbiamo visto il massacro di uomini, donne, bambini e anziani, abbiamo visto ostaggi trascinati via dalle loro case, torturati, dileggiati dalla popolazione di Gaza. Eppure, invece di condannare senza esitazioni il terrorismo, una parte dell’Occidente ha preferito puntare il dito contro Israele.

E così il mondo si è capovolto.

Le vittime diventano colpevoli. I terroristi diventano "resistenti". Gli ebrei devono giustificarsi. Israele deve continuamente dimostrare di avere il diritto di esistere.

E mentre tutto questo accade, l’antisemitismo, anziché regredire per la vergogna,  si diffonde sempre più. Ormai le parole dell'odio sono genocidio, apartheid, occupazione. Quando le sento mi assale una rabbia così forte che non riesco neppure a descrivere a parole. E' un sentimento di ribellione contro l'ingiustizia, l'odio assurdo, le menzogne. L'esercito israeliano è l'unico esercito al mondo che avvisa la popolazione nemica di mettersi al riparo dai bombardamenti. Purtroppo nulla può fare se Hamas proibisce alla popolazione di mettersi in salvo nei chilometri di tunnel esistenti nella Striscia. Hamas vuole i morti, li mette là esposti ad ogni pericolo, li costringe a stare sotto le bombe. Non basta, è' proprio Hamas che li ammazza a mitragliate se tentano di mettersi in salvo. Se Israele avesse voluto commettere genocidio , in quasi tre anni di guerra non avrebbe sacrificato migliaia di soldati. Avrebbe concluso la guerra di Gaza in poche settimane. Per quanto riguarda il supposto apartheid, è semplicemente ridicola malafede che purtroppo perseguita Israele da anni. Medici, generali dell'esercito, paramedici, rettori universitari, sono arabi israeliani. Senza contare che gli arabi sono rappresentati alla Knesset come è giusto in democrazia. L'apartheid esiste solo nei territori occupati dai palestinesi dove, se entra per errore un israeliano, questi viene linciato. Quando succede, e succede da anni, nessuno dei buonisti europei protesta.

Non basta più dire «non sono antisemita, sono soltanto contro Israele». Questa frase è diventata il paravento dietro cui si nasconde un odio antico. Perché quando si pretende di cancellare soltanto lo Stato ebraico dalla carta geografica, quando si demonizza Israele con una ferocia riservata a nessun altro Paese, quando si attribuisce a ogni ebreo del mondo la responsabilità delle decisioni del governo israeliano, il confine tra odio politico e odio antiebraico è già stato abbondantemente superato.

E allora diciamolo chiaramente: l’antisemitismo non è un’opinione. È una forma di razzismo che ha origine antica, che perdura nei secoli, e che non accenna a diminuire. È una vergogna. È un veleno che corrode la società.

E il veleno, quando viene lasciato circolare, finisce per contaminare tutto.

Contamina la politica, quando i rappresentanti delle istituzioni cercano il consenso strizzando l’occhio agli odiatori.

Contamina l’informazione, quando le notizie vengono manipolate per trasformare Israele nel mostro assoluto del pianeta.

Contamina le università, quando agli studenti ebrei viene fatto capire che la loro identità è una colpa.

Contamina le piazze, quando si urla contro gli ebrei e qualcuno trova ancora il coraggio di chiamarlo «diritto di protesta».

E soprattutto contamina le coscienze.

Perché il problema non sono soltanto gli antisemiti dichiarati. Il problema sono anche gli indifferenti. Quelli che vedono e fanno finta di niente. Quelli che sentono un insulto e abbassano lo sguardo. Quelli che, davanti all’odio contro gli ebrei, preferiscono il silenzio per paura di essere impopolari.

È proprio così che l’odio cresce.

Prima si tollera una parola. Poi uno slogan. Poi un’aggressione. Poi un attentato. E quando finalmente ci si accorge del disastro, è troppo tardi.

L’Italia ha già conosciuto questa vergogna. La conosce la storia. La conoscono le famiglie degli ebrei italiani perseguitati, deportati e assassinati. La conoscono le pietre d’inciampo che oggi vengono profanate e sfregiate. La conoscono i nomi che ancora oggi leggiamo sui memoriali.

Per questo oggi abbiamo il dovere di non tacere.

Non esiste nessuna giustificazione per l’antisemitismo. Nessuna.

Non esiste una «causa» che possa renderlo accettabile. Non esiste una bandiera che possa coprirlo. Non esiste un popolo che debba pagare per le colpe attribuite a un Governo. Nessun cittadino russo, cinese, turco, viene pestato a sangue per come si comportano i loro governi dittatoriali e assassini.

Israele è una democrazia che i musulmani tentano di cancellare dalla mappa del mondo da 80 anni e quando si difende, ne ha il diritto e il dovere, viene demonizzato, condannato, insultato. .   

Gli ebrei italiani non devono essere costretti a vivere con la paura. Non devono nascondere la propria identità. Non devono vergognarsi di essere ebrei, devono esserne orgogliosi. E non devono essere chiamati a rispondere, nelle strade italiane, di ciò che accade in Medio Oriente.

L’Italia deve scegliere da che parte stare.

Dalla parte della civiltà o dalla parte dell’odio.

Dalla parte della memoria o dalla parte della rimozione e della negazione.

Dalla parte della libertà o dalla parte di chi vuole trasformare gli ebrei nel bersaglio di sempre.

Non ci sono mezze misure perché l’antisemitismo non avvelena soltanto la vita degli ebrei, avvelena l’animo degli italiani. E una società che permette all’odio contro gli ebrei di tornare ad essere "rispettabile" non ha imparato nulla dalla propria storia e nessuno può più sentirsi davvero al sicuro.

Per questo bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Senza paura. Senza ipocrisia. Senza formule accomodanti.

L’antisemitismo è antisemitismo.

E chi lo alimenta, chi lo giustifica e chi lo tollera non sta soltanto colpendo Israele o gli ebrei: sta contribuendo a rendere più povera, più intollerante e più pericolosa l’Italia.

Quando la storia viene dimenticata, prima o poi, torna a presentare il conto.

 


takinut3@gmail.com

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