L’Europa si sta difendendo con delle tecnologie israeliane…ma in segreto
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/07/cest-avec-des-techniques-israeliennes-que-se-defend-leuropemais-en-cachette-330248.html

Michelle Mazel
La tensione rimane alta in Europa , dove l'“Operazione militare speciale” – nome ufficiale dato dalla Russia all'invasione dell'Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022 – rischia di estendersi da un momento all'altro ai Paesi limitrofi o addirittura oltre.
E lo scontro tra la Repubblica degli Ayatollah e gli Stati Uniti potrebbe sfociare in una conflagrazione generale. I Paesi europei della NATO, che per troppo tempo hanno preferito limitare le proprie spese per gli armamenti al di sotto del minimo indispensabile – una scelta criticata da Donald Trump – sono ancor più preoccupati perché il Presidente americano minaccia di non aiutarli in caso di bisogno. Bisogna quindi che si premuniscano al più presto. Le vendite dell'azienda israeliana Elbit Systems in Europa sono in forte espansione. L'azienda non riesce a consegnare la merce entro i tempi stabiliti e registra un portafoglio ordini record che supera i 30 miliardi di dollari, trainato principalmente da dei contratti europei multimiliardari relativi a sistemi senza pilota, alla guerra elettronica ed ad apparati bellici di precisione. Tra gli acquirenti figurano la Germania, la Svizzera e la Svezia. Elbit Systems Ltd. ha inoltre annunciato di recente di essersi aggiudicata un contratto di difesa del valore di circa 1,4 miliardi di dollari da un Paese europeo non precisato, per la fornitura nei prossimi cinque anni di una serie completa di sistemi di modernizzazione militare. Il pacchetto multi-dominio comprende alcuni veicoli autonomi senza pilota, soluzioni per la guerra elettronica terrestre, artiglieria a guida di precisione e dei sistemi di ricognizione avanzati. In breve, esiste un Paese europeo disposto a pagare questa considerevole somma, ma che preferisce rimanere anonimo. Siamo arrivati a questo punto? La demonizzazione, per non dire la delegittimazione, dello Stato ebraico ha raggiunto un tale livello? Sospettiamo però che l'identità dell'acquirente non sia un segreto per i suoi consociati europei. Di cosa ha paura, dunque, questo Paese così ansioso di preservare il proprio anonimato? Di manifestazioni? Di una crisi politica? Di un possibile imbarazzo, viste le sue posizioni critiche nei confronti dell'attuale governo israeliano? Sappiamo che i leader dell'Unione Europea condannano questo Paese in ogni occasione. Una piccola curiosità per concludere. Dodici stand di aziende israeliane presenti alla fiera Eurosatory, dedicata alla difesa e alla sicurezza, a Villepinte (Seine-Saint-Denis), sono rimasti chiusi il giorno dell'inaugurazione, lunedì 15 giugno. Nel contesto delle tensioni diplomatiche tra Francia e Israele, gli stand di queste aziende sono stati “chiusi per mancato rispetto delle condizioni di partecipazione definite dalle autorità francesi”, ha dichiarato la società organizzatrice, Coges Events, in un comunicato stampa ricevuto dall'Agenzia France-Presse. Eppure meno di un mese dopo, abbiamo appreso che l'Airbus presidenziale utilizzato da Emmanuel Macron durante il suo viaggio ad Ankara per il vertice NATO del 7 e 8 luglio era equipaggiato con il sistema DIRCM (Direct Infrared Countermeasures) sviluppato dalla società israeliana Elbit Systems.