mercoledi` 22 luglio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Hamas affama i propri bambini (Video di Ciro Principe) 18/07/2026


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
22.07.2026 Mille giorni dopo: collera e incredulità in Israele
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Mille giorni dopo: collera e incredulità in Israele»

Mille giorni dopo: collera e incredulità in Israele

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://israj.media-j.com/article/65676/1000-jours-apres-colere-et-incredulite-en-israel

 

Michelle Mazel

 

Lo Stato ebraico ha appena attraversato uno dei periodi più bui della sua storia. Nulla potrà mai cancellare  la brutalità di mostri in forma umana, lo shock di questi mille giorni di sofferenze, di angoscia e di lutto, di angoscia e di collera. E questa sensazione di incapacità di comprendere e persino di collera: come è possibile che, dopo le atrocità del 7 ottobre 2023, la cui ferocia supera ogni capacità di capire le atrocità filmate e pubblicate in tempo reale dai terroristi di Hamas, sia Israele a ritrovarsi isolato, additato, condannato dal tribunale di una opinione pubblica che sceglie di adottare una narrativa parallela?

Come si può non opporsi al fatto che non sia stata la sorte degli ostaggi – donne, uomini,

anziani e bambini – consegnati alla brutalità dei loro rapitori a mobilitare la folla? Che le immense manifestazioni non abbiano chiesto la loro liberazione, ma abbiano invece elogiato i loro carnefici, i terroristi di Hamas? Che su entrambe le sponde dell’Atlantico, gli studenti – i leader di domani – abbiano scandito a squarciagola: “Dal fiume – il Giordano – al mare – il Mediterraneo – la Palestina sarà libera!” uno slogan che invoca l’eliminazione dello Stato ebraico e del suo popolo? È un profondo senso di ingiustizia quello percepito dagli israeliani di ogni orientamento, in un Paese che è tuttavia profondamente diviso.                                                                                                                  Ma nell’ombra, i servizi segreti israeliani sono rimasti vigili per tutti questi 1000 giorni. Hanno dato la caccia, con pazienza e metodo, ai perpetratori di queste atrocità. Utilizzando il loro vasto arsenale di risorse tecnologiche e le informazioni raccolte sul campo, essi li hanno rintracciati uno ad uno, lasciando all’esercito il compito di prendere i provvedimenti necessari.                                                E no, non si trattava di far vendetta, ma di fare giustizia. Perché è essenziale, per più di una ragione, che questi spregevoli terroristi siano chiamati a rispondere dei loro crimini. Si tratta di un sacro dovere che lo Stato ebraico ha verso tutto il suo popolo, e ancor più precisamente verso le famiglie delle vittime ma soprattutto verso i sopravvissuti a questo orrore. Abbiamo potuto vedere l’immenso sollievo delle donne e degli uomini tenuti prigionieri per molti mesi nei sinistri tunnel di Hamas e sottoposti alle peggiori torture  psicologiche  e fisiche – comprese quelle sessuali – all’annuncio che giustizia era stata fatta: i loro torturatori non avranno più il piacere di crogiolarsi nel ricordo delle sofferenze che hanno inflitto loro.


takinut3@gmail.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT