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Il Riformista Rassegna Stampa
21.07.2026 Sindacati e pro-Pal tornano alla riscossa per boicottare Leonardo e i farmaci israeliani: vogliono far fallire l’Italia
Commento di Marco Del Monte

Testata: Il Riformista
Data: 21 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Marco Del Monte
Titolo: «Sindacati e pro-Pal tornano alla riscossa per boicottare Leonardo e i farmaci israeliani: vogliono far fallire l’Italia»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Marco Del Monte dal titolo: "Sindacati e pro-Pal tornano alla riscossa per boicottare Leonardo e i farmaci israeliani: vogliono far fallire l’Italia"

In questi giorni, in cui Donald Trump ha ripreso la guerra contro l’Iran, vengono alla luce tutte le contraddizioni di un’informazione malata che da quattro anni fa da cassa di risonanza alle azioni dei pro-Pal e delle loro varie Flotille. Mentre tutto il mondo li ignora, in Italia hanno avuto l’onore di frequentare gli uffici del Parlamento con più assiduità di tanti parlamentari. Alcuni di questi “naviganti” sono stati ripresi pure dalle tv di mezzo mondo ai funerali di Alì Khamenei, a dimostrazione del fatto che non sono innocui “crocieristi”, ma soggetti impegnati a sostenere il fronte pro-Pal che solo in Italia gode i favori delle piazze con tanta strenua tenacia.

Nel frattempo il ministro Valditara deve occuparsi sempre più spesso di scuole dell’obbligo, dove vanno e vengono Imam di tutti i tipi a fare ai nostri minori lezioni di Sharia. Sempre più spesso capita di vedere “santoni” che fanno la predica alle nostre donne perché non si coprono a sufficienza, oppure perché “sbagliano fila” alla cassa dei supermercati. Ma questo sarebbe il meno, perché è ricominciato il boicottaggio di prodotti farmaceutici israeliani, nonostante solo questi vengono usati sempre più spesso per curare i malati di Alzheimer o Parkinson, perché la ricerca israeliana in questo campo è molto avanzata. Questi boicottaggi sono fortemente appoggiati dai sindacati più a sinistra, come USB e CGIL, che ne fanno una questione di vita o di morte.

Il modo di dire è macabro, perché le malattie di cui stiamo parlando sono quanto di peggio sul “mercato”. C’è, in particolare, un’industria che è ormai una multinazionale e che ha stabilimenti in tutto il mondo, anche in Italia, Paese nel quale è superboicottata e che, a causa delle diminuite vendite, è costretta a ridurre le linee di produzione. Si tratta della Teva, in Italia Sicor s.r.l. (Gruppo Teva), Divisione Tapi che si vede costretta a prendere in esame 93 esuberi su quattro stabilimenti (Villanterio, Rho, Caronno Pertusella, Santhià). A questo punto gli angioletti dei sindacati sono andati a piangere al Mimit dal ministro Urso. Naturalmente non hanno accennato neanche minimamente a cosa produce questa multinazionale che, ovviamente, si può disinteressare del “fenomeno” Italia, proprio perché ha laboratori e linee di produzione in tutto il mondo. I bravi sindacalisti, poi, non si pongono nemmeno la domanda sugli eventuali surrogati dei prodotti Teva che sarebbero cinesi o indiani, con la doppia beffa di non essere efficaci nello stesso modo e di costare di più. Non parliamo della qualità, per la quale c’è solo da prendere atto che la ricercain quei Paesi, rispetto a quella israeliana, è indietro di qualche decennio.

Teva, inoltre, è all’avanguardia da trent’anni anche nel settore dei farmaci equivalenti, che sono meno cari e che quindi fanno risparmiare anche il servizio sanitario nazionale. Dallo studio “30 anni di Teva” elaborato dalla The European House-Ambrosetti per l’Azienda risulta che nel quadriennio 2022-2025 è stato risparmiato più di un miliardo di euro, di cui più di 300 milioni solo nel 2025. La rinuncia volontaria a questo risparmio non ha basi tecniche, il che può aprire la strada anche a indagini della Corte dei Conti.

Il boicottaggio propugnato dai pro-Pal, come sappiamo, si estende a tutti i campi e colpisce anche la nostra industria Leonardo, all’avanguardia non solo nel settore delle armi, dove ha una proficua collaborazione con i corrispondenti israeliani, ma anche in campo aeronautico e spaziale. Se ascoltassimo, quindi, i consigli dei sindacati e dei pro-Pal potremmo pure chiudere i battenti di questa eccellenza nazionale: la zappa sui piedi.

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