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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.07.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

1 Lettera

Gentilissima signora Faith,

pur consapevole del fatto che non è lei a curare la “Rassegna stampa” mi permetto di rivolgermi a lei, traendo spunto da tale “Rassegna”.

Ho constatato che la rassegna attraversa vari periodi, assimilabili a ere geologiche. In origine si citavano, oltre agli articoli di Fiamma Nirenstein sul Giornale, solo Corriere, Repubblica e Stampa (non ho mai capito perché la Stampa, per il solo fatto di essere stata di proprietà degli Agnelli e poi di De Benedetti, venga considerata un quotidiano di rilevanza nazionale: sfido chiunque a segnalare di aver visto qualcuno acquistarla in edicola al di fuori del Piemonte e del Ponente ligure). Si è poi passati al periodo di Libero e Tempo. Adesso anche questi sono stati abbandonati a compare solo il Riformista (oltre a saltuarie presenze del Foglio che ha attraversato tutte le ere geologiche).

Ora proprio un articolo del Riformista, quotidiano che non mi dispiace, citato in Rassegna ha attirato la mia attenzione perché rivela se non altro il pressapochismo dei giornalisti del giorno d’oggi, quando non siano ignoranti sgrammaticati o del tutto  privi di logica nella costruzione dei loro pezzi di cui non si capisce niente, mancando quasi sempre il rispetto della regola cardine del buon giornalismo anglosassone: porre sempre all’inizio dell’articolo le cinque “W” – what, when, where, who, why).

Mi riferisco al caso del calciatore Anan Khalaili da parte dell’Inter.

L’Inter ha acquistato dalla società belga in cui militava, il diritto alle prestazioni di questo calciatore, nazionale israeliano di etnia araba, per una cifra dicono superiore ai 25 milioni di euro.  L’avvenimento mi è sembrato molto apprezzabile.

Ma ecco cosa scrive il giornalista

“…ma questo in un Paese come l’Italia attuale non può essere tollerato, sicché la società Inter si è trovata, come dire, nel guado… questo ragazzo, che poteva anche diventare un testimonial di pace, ma non in Italia. Cosicché è intervenuta la “Provvidenza” nelle sembianze di una speciale commissione del Coni, che ha trovato il giocatore non idoneo fisicamente, togliendo la castagna dal fuoco all’Inter …Ci sarebbe da restare allibiti se non assistessimo quotidianamente al boicottaggio di tutto ciò che è ebraico o israeliano.”

Innanzitutto la «Provvidenza» non ha le “sembianze di una speciale commissione del Coni” in quanto la commissione del CONI non è affatto speciale, ma è quella deputata a rilasciare il certificato medico di idoneità agonistica (indispensabile anche per i dilettanti che vogliano partecipare, che so, alla Stramilano: mia figlia è stata nazionale italiana under 18 e doveva sottoporsi ogni anno alle visite mediche presso il CONI per ottenere l’imprescindibile idoneità agonistica): per gli atleti professionisti i requisiti fisici sono ovviamente più stringenti. Ne sa qualcosa la stessa Inter un cui calciatore, il danese Erikssen (biondo e di pura razza ariana) ebbe un grave episodio cardiocircolatorio durante una partita della sua nazionale, e che si vide costretta a rescindere il contratto perché la commissione medica del CONI negò l’idoneità agonistica al calciatore, cui era stato, in conseguenza dell’incidente, impiantato un defribrillatore sottocutaneo. Il calciatore proseguì perciò la sua attività in Gran Bretagna (dove basta una dichiarazione di assunzione di responsabilità) e proprio pochi giorni fa ebbe un nuovo episodio nel corso di una partita.

La “speciale commissione” non ha affatto tolto la castagna dal fuoco all’Inter, che pure aveva investito una cifra non indifferente sull’israeliano,  e che si vede costretta a cercare un nuovo calciatore per quel ruolo.

Ora non escludo la possibilità teorica di un larvato antisemitismo da parte di qualche medico della commissione, ma, essendo il parere fondato su esami obiettivi (pare un ecocardiogramma), non credo che i medici dell’Inter in caso di sospette manovre non sarebbero intervenuti a tutela dell’ingente investimento effettuato. 

Scusandomi per la lunghezza della missiva,

Am Israel chai,

Franco Cattaneo

 

Caro Franco,

Mi dica quali giornali le piacerebbe leggere nella rassegna stampa e lo riferirò a chi di dovere. Scherzo, naturalmente, ma cercherò di spiegare.  Noi pubblichiamo gli articoli interessanti dei giornali che hanno dato il permesso di divulgazione e non sono tutti, purtroppo. Quelli che lei legge sono i media che concedono la pubblicazione, gli altri no. Quindi se non li trova in rassegna stampa, questo è il motivo. Si tratta di una legge relativamente nuova, circa un anno o due, che ci limita molto ma questo è. Per tutto il resto, Inter, Khalaili e CONI, il boicottaggio di Israele ( e degli ebrei) ormai ha raggiunto tutti i campi della società, dalle università al calcio e allo sport in genere, al commercio e chi più ne ha più ne metta. Hanno superato qualsiasi linea rossa, da qua in poi esiste solo il pericolo di piombare in un buco nero da cui sarà difficile risalire. Su internet sono arrivati a richiedere l'elenco degli ebrei e israeliani in transito nel Paese. Per farne che? Non si sa ma l'atmosfera ricorda tempi bui.

Un cordiale shalom

Deborah Fait  

 


takinut3@gmail.com

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