Riprendiamo da BET Magazine la cronaca dal titolo: "“No al resort del sionismo”: organizzato presidio contro progetto edilizio nel lecchese. La condanna della CEM"

“Un chiaro segno di una ossessione antisionista che sta assumendo forme sempre più inquietanti di vero e proprio odio e discriminazione razzista». Lo dichiara Dalia Gubbay, vice presidente della Comunità Ebraica di Milano, commentando l’iniziativa del coordinamento lecchese “Stop al genocidio” di presidio contro il progetto di insediamento edilizio nel lecchese promosso dalla società “Il giardino di Teodolinda srl” che vede tra i propri amministratori l’israeliano Yehiel Tsubery.
Il Coordinamento lecchese Stop al genocidio ha organizzato, per venerdì 17 luglio alle 17.30, un presidio presso la chiesa di San Martino a Perledo: l’iniziativa è nata in opposizione al progetto di insediamento edilizio promosso dalla società “Il giardino di Teodolinda srl” di Milano, che vede tra i propri amministratori l’israeliano Yehiel Tsubery e che intende costruire a Bologna, frazione di Perledo, 47 abitazioni di lusso.
“Le montagne non sono spazi da devastare, il territorio non si svende, il Lario non diventerà il resort del sionismo” è lo slogan del coordinamento, che ha inoltre inviato al sindaco di Perledo Fabio Festorazzi una lettera, qui riportata integralmente.
Gubbay (CEM): “Assurdo presidio anti-sionista di gruppo di attivisti pro-pal sempre più ossessionati da odio e discriminazione razzisti”

Dalia Gubbay, vice presidente della Comunità ebraica di Milano
«La libertà di impresa è un diritto garantito dalla Costituzione. Negarlo significa andare contro i pilastri fondamentali del nostro Paese. Con conseguenze economiche rilevanti, sullo sviluppo del territorio e sul mercato del lavoro. Alla luce di questo principio trovo assolutamente insensato che la costruzione di un resort di lusso, esclusivo in una zona meravigliosa del Lago di Lecco, venga ostacolata solo perché la società che se ne occupa è amministrata da un architetto israeliano, Yehiel Tsubery, peraltro molto noto e di successo nonché innamorato di quelle zone del lecchese. Se le criticità sono di natura ambientale, starà alle autorità competenti dimostrarlo e agire quindi di conseguenza. Ma che un simile progetto venga messo in dubbio da attivisti pro Pal che parlano pure di “resort sionista” e accusano l’architetto Tsubery di essere nato in uno Stato illegittimo e di essere esecutore di diversi progetti nelle terre della Palestina illegittimamente occupate da Israele, vuol dire agire in malafede e con pregiudiziali religiose e razziali. Ed è cosa assurda e ingiustificabile. Un chiaro segno di una ossessione antisionista che sta assumendo forme sempre più inquietanti di vero e proprio odio e discriminazione razzista». Lo dichiara Dalia Gubbay, vice presidente della Comunità Ebraica di Milano, commentando l’iniziativa del coordinamento lecchese “Stop al genocidio”.