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Newsletter di Giulio Meotti Rassegna Stampa
18.07.2026 Che quelli della Flotilla fossero dei pericolosi idioti lo sapevano tutti tranne i politici italiani
Commento di Giulio Meotti

Testata: Newsletter di Giulio Meotti
Data: 18 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Che quelli della Flotilla fossero dei pericolosi idioti lo sapevano tutti tranne i politici italiani»

Riprendiamo l'articolo di Giulio Meotti, dalla sua newsletter, dal titolo: "Che quelli della Flotilla fossero dei pericolosi idioti lo sapevano tutti tranne i politici italiani"

 Informazione Corretta

Giulio Meotti

 

Il problema della Flotilla, per dirla con Mark Steyn, è come “il problema delle Nazioni Unite: se si prende del gelato e un po’ di feci di cane e li si mescolano insieme il risultato saprà sempre di feci di cane e non di gelato”. 

A quanto pare a milioni di occidentali, compresi a molti parlamentari italiani, piace il gelato con le feci di cane. 

Era noto a tutti che quelli della Flotilla fossero dei pericolosi inutili idioti. Bastava informarsi oltre i vuoti mattinali dei giornali. 

Ora lo scopre anche il Corriere della Sera, che racconta la presenza di tre volti della Flotilla niente meno che ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. 

Lo stesso Corriere della Sera che pubblicava comunicati di solidarietà con la Flotilla (non una parola su Hamas, Iran e soci). 

“Vi aiuteremo a mantenere questa rivoluzione”. Davanti ai sostenitori della Repubblica islamica riuniti per i funerali di Ali Khamenei, così parla l’attivista brasiliana Lisi Proença. “Il Sud globale, unito, metterà fine all’imperialismo americano. Siamo qui per dire al popolo iraniano che siamo con voi. Diteci di cosa avete bisogno”. Proença è uno dei volti della Global Sumud Flotilla, che in Iran è arrivata insieme all’irlandese Tadhg Hickey e all’avvocata brasiliana Ariadne Teles, anche loro appartenenti alla Flotilla. 

Hickey definisce l’Iran “il centro dell’anti-imperialismo”, mentre Teles afferma: “Prima di arrivare qui conoscevo l’Iran solo attraverso i media occidentali. Ho trovato una realtà completamente diversa. Khamenei è come Fidel Castro, Che Guevara, tutti quei rivoluzionari che hanno guidato il loro popolo verso la libertà”.

Libertà? 

In nome del “Sud globale”, ecco l’alleanza che unisce oppressori reali e oppressi immaginari, che ora non trovano un porto nel mondo islamico per la loro flotilla Lgbt

In Italia tutti - dal Papa al fatuo sindaco piddino di Genova Salis, da Mattarella a Conte - hanno dato il loro sostegno alla Flotilla. 

Roma Capitale e il Consiglio regionale del Lazio si sono schierati, come l’Università per Stranieri di Siena, mentre europarlamentari PD/Europa Verde, senatori di M5S, consiglieri regionali sono pure saliti a bordo. 

Un abbraccio che taceva sistematicamente sulle connivenze con Hamas, sull’Iran e sul reticolo di alleanze autoritarie della Flotilla. La vera solidarietà, per chi sta al sicuro in Occidente, dovrebbe rivolgersi alle popolazioni oppresse da questi regimi, non ai loro carnefici in uniforme ideologica.

Thiago Avila, uno dei volti più noti della Flotilla, era persino stato a Beirut al funerale del caro leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Ha chiamato il capo dei terroristi libanesi un “santo martirizzato e un leader amato che ha ispirato persone in tutto il mondo e una figura storica nella lotta anticoloniale”. 

Anche Hickey era stato anche al funerale di Nasrallah assieme a Tara Reynor O’Grady, anche lui sulla Flotilla. 

Lo sapevano i flotillisti? 

Sapevano che Edward Peck, uno dei volti pubblici della prima Flottilla salpata dalla Turchia di Erdogan, alla domanda se Hezbollah fosse un’organizzazione terroristica rispose citando i soldati americani paracadutati in Germania durante la Seconda guerra mondiale? I terroristi islamici come i ragazzi dell’82esima Divisione aviotrasportata. 

E pazienza se Mohammed Sinwar, fratello del capo di Hamas, si nascondesse sotto l’Ospedale Europeo di Gaza.

Sapevano che Yasemin Acar, veterana attivista berlinese della Flotilla, durante l’attacco missilistico iraniano contro Israele ha pubblicato un video che la mostrava mentre ballava allegramente nella sua cucina? 

Sapevano che nella Flotilla è coinvolta Samidoun, che il 7 ottobre ha pubblicato su Instagram foto di attivisti che distribuivano dolcetti per festeggiare a Neukölln, il quartiere berlinese a maggioranza araba, la ong messa al bando da Stati Uniti e Germania

Sapevano che Moazzam Begg, l’inglese a bordo della Freedom Flotilla, elogia Osama bin Laden come “voce della libertà”?

Un altro volto noto della Flotilla, l’europarlamentare Rima Hassan, a Parigi è in tribunale a difendersi dalle accuse di “apologia del terrorismo”. Ha fatto l’elogio dell’attacco terroristico del 1972 in Israele: 26 morti

La Flottilla non ha portato alcun aiuto alla gente di Gaza, ma molta pubblicità a Hamas e molti specchi all’Occidente. E quello che riflette è orrendo, anche se milioni di occidentali vanno pazzi per il gelato con le feci di cane. 

Pensate che la storia dei capi della Flotilla al funerale di Khamenei farà ripensare la missione ai loro fan? Nah. Come per tutti gli islamofili e i sionofobi, un giorno senza dissonanza cognitiva è un giorno senza sole.

E nella loro LaLaLand, il sole non tramonta mai.


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giuliomeotti@hotmail.com

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