Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Costantino Pistilli dal titolo: "Operazione Hawala svela i canali finanziari del crimine globale"

L’inchiesta brasiliana riporta l’attenzione sui circuiti clandestini del riciclaggio e sui possibili punti di contatto tra criminalità organizzata e terrorismo
L’Operazione Hawala, condotta il 15 luglio dalla Polizia Civile e dalla Procura dello Stato di Rio de Janeiro, rappresenta una delle più importanti operazioni investigative degli ultimi anni contro le infrastrutture della criminalità organizzata brasiliana. L’inchiesta ha preso di mira una presunta organizzazione specializzata nel riciclaggio di denaro per conto del Primeiro Comando da Capital (PCC), del Comando Vermelho (CV) e del Terceiro Comando Puro (TCP), con operazioni eseguite negli Stati di Rio de Janeiro, San Paolo, Minas Gerais e Paraná.
Secondo gli investigatori, tra il 2021 e il 2024 la rete avrebbe movimentato oltre 100 milioni di reais attraverso società di comodo, prestanome, conti bancari e operazioni occultate. Al centro del sistema vi sarebbe stato il ricorso alla hawala, un tradizionale metodo informale di trasferimento del denaro basato su intermediari che consente di compensare pagamenti senza far transitare materialmente i fondi attraverso il sistema bancario. Uno strumento nato per facilitare le rimesse, ma che può essere sfruttato anche per occultare la provenienza e la destinazione di capitali illeciti.
L’aspetto più significativo dell’indagine, tuttavia, riguarda soprattutto le possibili implicazioni sul piano della sicurezza internazionale. Le autorità brasiliane hanno infatti riferito di aver individuato operazioni finanziarie dirette verso un soggetto sanzionato dagli Stati Uniti per presunti collegamenti con la rete di finanziamento di Al-Qaeda. Si tratta di un elemento ancora oggetto di approfondimento investigativo che, allo stato attuale, non dimostra alcun rapporto strutturato tra le organizzazioni criminali brasiliane e gruppi terroristici, ma evidenzia la possibile sovrapposizione di circuiti finanziari clandestini utilizzati da attori criminali differenti.
È proprio questo l’elemento che rende l’Operazione Hawala particolarmente rilevante sotto il profilo della sicurezza internazionale. Da anni analisti e agenzie di intelligence descrivono il cosiddetto crime-terror nexus, ossia la progressiva convergenza tra criminalità organizzata e terrorismo sul piano logistico e finanziario. Non si tratta necessariamente di alleanze operative o di obiettivi comuni, quanto piuttosto della condivisione di intermediari, canali di riciclaggio, sistemi di trasferimento del denaro e infrastrutture clandestine capaci di servire interessi diversi.
In questo contesto assume rilievo anche la dimensione transnazionale dell’inchiesta. Gli accertamenti sviluppati dagli investigatori interessano infatti la cosiddetta Triplice Frontiera tra Brasile, Paraguay e Argentina, un’area da tempo considerata strategica per i traffici illeciti e oggetto di costante attenzione da parte delle autorità internazionali per la presenza di reti informali di trasferimento del denaro. L’indagine conferma come il narcotraffico contemporaneo non possa più essere interpretato esclusivamente come un fenomeno legato al commercio di stupefacenti, ma come parte di un ecosistema criminale globale nel quale denaro, logistica e infrastrutture clandestine superano con facilità i confini nazionali.
Anche alla luce di questi sviluppi appare più comprensibile la crescente attenzione internazionale nei confronti del PCC e del Comando Vermelho. La loro evoluzione in organizzazioni criminali dotate di sofisticate capacità economiche e di una proiezione oltre il continente sudamericano impone un approccio che non si limiti al contrasto del narcotraffico, ma colpisca le reti di riciclaggio e i meccanismi economici che ne sostengono l’espansione.
Le indagini sono ancora in corso e sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità e possibili collegamenti internazionali. I primi elementi emersi, tuttavia, confermano come il contrasto alle grandi organizzazioni criminali passi sempre più attraverso l’individuazione delle loro infrastrutture finanziarie, vero snodo strategico sul quale si fondano la capacità operativa, l’espansione e la resilienza delle organizzazioni criminali.