L'islam stringe il mondo tra i suoi artigli e noi, buoni buoni, accettiamo
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
L'Occidente ha finalmente trovato il segreto della sopravvivenza: inginocchiarsi. Non davanti ai propri valori, naturalmente. Quelli li ha archiviati insieme al buon senso. Si inginocchia davanti a chi urla più forte, minaccia di più e pretende di dettare le regole. Funziona così la politica europea. Una specie di budino tremolante che può essere mangiato in un boccone dall'islam che ormai ha posizionato i suoi artigli su tutto il continente. Hanno pazienza i musulmani, sono tanti, ogni famiglia fa 10/12 bambini contro i due/tre, e anche meno degli occidentali. Poche generazioni e ci avranno già digerito e ricoperto con i burka le nostre donne con la complicità delle pseudo femministe, quelle che urlano Viva la libertà sventolando le bandiere fake-palestinesi e cacciano le donne ebree dai loro cortei.
L'Iran minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz e mezzo pianeta va in apnea. Il traffico mondiale del petrolio dipende dagli umori degli ayatollah o dei pasdaran, e invece di domandarci come siamo arrivati a questo punto, ci limitiamo a sperare che una mattina o l'altra si sveglino di buon umore e permettano, bontà loro, alle navi di passare.
Una vera, brillante, soprattutto intelligente, strategia.
Poi c'è Trump che cambia idea ogni cinque minuti, un giorno è amico dell'Iran e tradisce Israele, dopo cinque minuti decide che l'Iran è il demonio che va raso al suolo. Il giorno dopo se la prende con Giorgia Meloni, poi con altri governi europei. Trump è uno chok quotidiano che mette in confusione tutto il mondo occidentale…meno l'islam che si sfrega gli artigli, soddisfatto.
A New York, intanto, il vento cambia. Zohran Mamdani viene salutato come il volto nuovo del progressismo americano. Per alcuni è un politico innovatore; per altri rappresenta una sinistra che, in nome dell'insana ideologia woke, finisce troppo spesso per chiudere un occhio davanti all'islamismo e per aprirne due contro Israele. Guai a discuterne: il dibattito è consentito solo se porta alle conclusioni giuste, le loro.
Il wokeismo, nato come sensibilità contro le discriminazioni, si è trasformato in un movimento forsennato e fanatico, o forse è nato esattamente così. Un'ideologia che fa tanti di quei danni da ridurre la società a un ammasso di violenti il cui unico desiderio è distruggere. Giulio Meotti, sempre molto informato, scrive che più di 130 città americane hanno cancellato il Columbus Day. Basta con Cristoforo Colombo, era solo un bianco, probabilmente ebreo, uno schifo quindi e allora non può essere stato lui a scoprire l'America. Via, cancellato dalla storia. Ed ecco nascere la cancel culture: niente più libertà di espressione, autocensura nelle università, la rilettura della storia in chiave di colpa e oppressione occidentale e bianca su altri popoli. L'antisemitismo è dilagante e violento, gli ebrei oltre ad essere tali sono anche schifosamente bianchi (non è vero ma i diktat woke non sono discutibili). L'ideologia woke, l'antiebraismo e l'islamismo stanno facendo fuggire quello che rimane dei newyorkesi originali dalla città più ebraica, più italiana (Mamdani ha cancellato anche la storica Little Italy), più internazionale del mondo. In futuro e spero di sbagliare, quella metropoli diventerà una nuova Bagdad dove la Sharia sarà l'unica legge. Sta già accadendo in molte capitali europee.
Ma l'Europa, nel frattempo, continua la sua specialità olimpica: negare l'evidenza e sottomettersi.
Esistono quartieri dove la presenza dello Stato non esiste più. Manifestazioni in cui sventolano bandiere di Hamas come se fossero accessori di moda. Donne intimidite perché non si vestono "come si deve", cioè coperte dalla testa ai piedi. Insegnanti che evitano certi argomenti, che cancellano le feste cristiane in favore di quelle islamiche. Istituzioni che preferiscono togliere un presepe piuttosto che affrontare una polemica. Oppure che si inventano presepi musulmani con il piccolo ebreo Gesù trasformato in un arabo palestinese con tanto di kefiah e presentato come tale addirittura davanti al Capo della Cristianità, un commosso Sommo Pontefice.
Ma tranquilli. Ci spiegano che è soltanto multiculturalismo.
Il multiculturalismo dovrebbe essere l'incontro tra culture. Qui invece assistiamo a quella occidentale, giudaico-cristiana, costretta a fare dieci passi indietro, mentre un'altra pretende di avanzare senza accettare le regole del mondo che sta invadendo con l'aiuto scellerato delle sinistre internazionali.
Ma guai a notarlo. Se glielo dite ai comunisti apriti cielo, sarete accusati in un baleno di fascismo, prima, e di essere islamofobi subito dopo.
È un incantesimo perfetto. Non importa se stai criticando gli ayatollah, Hamas, i Fratelli Musulmani o chi giustifica il terrorismo, la sentenza sarà inevitabile: fascisti, colonialisti, sionisti.
L'Occidente continua a chiedere scusa per essere Occidente e bianco. Chiede perdono per la propria storia, per la propria cultura, per le proprie tradizioni.
Mentre noi ci autoflagelliamo con entusiasmo quasi religioso, altri hanno le idee chiarissime. Sanno cosa vogliono. Sanno come ottenerlo. Sanno usare la demografia, la propaganda, la pressione politica, i social, le piazze e, quasi sempre, anche la paura.
Noi, invece, organizziamo convegni, talk show, e giustifichiamo, giustifichiamo tutto, anche il terrorismo, le persecuzioni agli ebrei da Oslo a Los Angeles. Le stragi di cristiani in Africa non trovano una sola riga sui giornali. L'Iran continua a finanziare i suoi alleati Hamas, Hezbollah, Houti. Gli estremisti continuano a trasformare ogni crisi in propaganda. In troppe città europee cresce l'influenza di movimenti che non fanno mistero della propria ostilità verso i valori liberali. E la risposta delle élite politiche e dei media è quasi sempre la stessa: abbassare la voce, evitare lo scontro, cambiare argomento. Per non offendere nessuno tranne i propri cittadini.
La storia insegna che le civiltà raramente crollano perché qualcuno le conquista. Molto più spesso succede perché smettono di credere in sé stesse e non si rendono conto che persa la libertà ci vorrebbero secoli per riacquistarla.
Noi occidentali siamo sulla buona strada per essere conquistati e poi distrutti non perché l'islam e la sua barbarie siano destinati a conquistare il mondo ma perché l'Occidente sembra incapace di difendere i principi che lo hanno reso libero: la laicità delle istituzioni, l'uguaglianza davanti alla legge, la libertà di espressione, i diritti delle donne e delle minoranze. Islamismo e antisemitismo sono il veleno del mondo, gli artigli nazi-islamici sono un pericolo, ma il danno fatale è la vigliaccheria, la sottomissione occidentale che spalancano loro le porte e offrono anche il caffè a chi ci vuole sterminare.