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Shalom Rassegna Stampa
15.07.2026 Restituiti alla Comunità Ebraica di Roma due antichi volumi razziati durante l’occupazione nazista
Cronaca di Ruben Caivano

Testata: Shalom
Data: 15 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Ruben Caivano
Titolo: «Restituiti alla Comunità Ebraica di Roma due antichi volumi razziati durante l’occupazione nazista»

Riprendiamo da SHALOM la cronaca di Ruben Caivano dal titolo: "Restituiti alla Comunità Ebraica di Roma due antichi volumi razziati durante l’occupazione nazista"

Sono tornati alla Comunità Ebraica di Roma due antichi volumi del XVI e XVII secolo, parte del patrimonio bibliografico della confraternita Talmud Torah e della Biblioteca del Collegio Rabbinico Italiano, razziati durante e dopo l’occupazione nazista della Capitale e rintracciati sul mercato antiquario statunitense.
La cerimonia di restituzione si è svolta presso il Museo Ebraico di Roma, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Rabbino Capo di Roma Rav Riccardo Shemuel Di Segni, del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, del Procuratore Aggiunto della Procura di Roma Giovanni Conzo e del Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Antonio Petti.
I due testi restituiti sono il Peirush Megilath Esther, Commentario al Libro di Ester del rabbino, talmudista e cabalista Elisha Gallico, edito a Venezia nel 1583 e appartenente alla Biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma, e il Nachalath Ya’akov, di Yaaḳov Hailpron, edito a Padova nel 1622 e proveniente dal fondo del Collegio Rabbinico Italiano, custodito presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi”.
Il recupero è stato reso possibile grazie al lavoro dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma e in collaborazione con il Ministero della Cultura e con le autorità statunitensi. I volumi erano riapparsi sul mercato antiquario statunitense, in una vendita sul sito di una casa d’aste con sede a New York. Il monitoraggio dei mercati internazionali e i riscontri archivistici hanno consentito di identificarli, riconoscerne la provenienza e impedirne un’ulteriore dispersione.
Ad aprire la cerimonia è stato Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma, che ha ricordato il contesto storico in cui i due volumi furono stampati, tra Venezia e Padova, in un periodo segnato dall’Inquisizione e da controlli particolarmente serrati sulla produzione ebraica.
La parola è poi passata al Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni, che ha sottolineato come questi non siano soltanto libri ebraici, ma opere che “fanno parte della storia culturale imprescindibile di questo Paese”. Rav Di Segni ha quindi ringraziato le autorità che hanno investito volontà e risorse nel recupero dei volumi.
Anche per il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, la restituzione rappresenta molto più del recupero di beni di straordinario valore storico e bibliografico. “Oggi recuperiamo un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma. Questi volumi sono testimoni della nostra identità, della nostra cultura e della vitalità di una tradizione che nessuna barbarie è riuscita a spezzare”, ha dichiarato Fadlun, esprimendo gratitudine alla Procura, all’Arma dei Carabinieri, alle autorità statunitensi e al Ministro Giuli.
La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, ha raccontato l’emozione di “riaprire una triste pagina della storia di Roma che però ha un epilogo di speranza”. Ottolenghi ha ricordato come nel 2005 le fu affidato l’incarico di condurre ricerche su questo patrimonio disperso. “È stato un dovere morale, e oggi si dimostra come il lavoro avviato allora abbia avuto un significato. I libri antichi sono indizi preziosi che testimoniano il contributo fondamentale che l’ebraismo ha dato alla società civile”, ha affermato.
Il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale Antonio Petti, ha ribadito l’impegno del Comando a “dare continuità alla nostra attività di memoria attiva”, sottolineando il valore della restituzione come atto di giustizia e di riparazione storica.
Il Procuratore Aggiunto di Roma, Giovanni Conzo, ha richiamato l’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione come valore fondamentale. “Recuperare questi volumi è una delle immagini più belle, perché significa recuperare la memoria violata”, ha detto.
A chiudere gli interventi è stato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha definito la restituzione “un valore più che simbolico” e ha sottolineato l’italianità di questi libri, parte integrante della storia culturale del Paese. Giuli ha inoltre richiamato l’attualità del tema, ricordando che “l’antisemitismo non ha mai smesso di esistere” e che “la frequenza degli atti di antisemitismo è allarmante ancora oggi”, ribadendo la vicinanza del Governo alle comunità ebraiche italiane.
La cerimonia si è conclusa con la restituzione ufficiale dei volumi: due frammenti di memoria e conoscenza sottratti alla dispersione e restituiti alla Comunità Ebraica di Roma, alla storia dell’ebraismo italiano e al patrimonio culturale del Paese.


redazione@shalom.it

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