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Setteottobre Rassegna Stampa
15.07.2026 Strage di Nizza. Dopo 10 anni la Francia sempre nel mirino del terrorismo islamista
Commento di Mélanie Lacide

Testata: Setteottobre
Data: 15 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Mélanie Lacide
Titolo: «Strage di Nizza. Dopo 10 anni la Francia sempre nel mirino del terrorismo islamista»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Mélanie Lacide dal titolo: "Strage di Nizza. Dopo 10 anni la Francia sempre nel mirino del terrorismo islamista"

Strage di Nizza. Dopo 10 anni la Francia sempre nel mirino del terrorismo islamista

Macron commemora le vittime della Promenade des Anglais mentre i servizi di sicurezza continuano a considerare elevata la minaccia jihadista

 

Dieci anni dopo la strage della Promenade des Anglais, la Francia continua a fare i conti con una minaccia terroristica che le autorità giudicano tutt’altro che superata. Le commemorazioni ufficiali del decimo anniversario dell’attentato del 14 luglio 2016, alle quali ha preso parte anche il presidente Emmanuel Macron, hanno riportato al centro dell’attenzione una ferita ancora aperta e un fenomeno che, pur avendo cambiato volto, continua a rappresentare una delle principali sfide per la sicurezza nazionale.

Domenica circa un migliaio di persone si sono ritrovate sul lungomare di Nizza per ripercorrere in silenzio il tragitto compiuto dall’attentatore, rendendo omaggio alle 86 vittime della strage. Il 14 luglio 2016, al termine dello spettacolo pirotecnico per la festa nazionale francese, il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel lanciò un autocarro di 19 tonnellate contro la folla che affollava la Promenade des Anglais. Per quasi due chilometri guidò deliberatamente a zig-zag per investire il maggior numero possibile di persone, aprendo anche il fuoco con un’arma prima di essere ucciso dalla polizia. Il giorno successivo lo Stato Islamico rivendicò l’attacco.

Quell’attentato rappresentò il culmine di una stagione drammatica iniziata con la strage alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa nel 2012 e proseguita con gli attentati contro Charlie Hebdo, il supermercato Hyper Cacher e gli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi e Saint-Denis. Una sequenza di massacri che ha profondamente modificato l’approccio francese alla sicurezza e alla lotta contro il terrorismo jihadista.

A dieci anni di distanza, la capacità dello Stato Islamico e di al-Qaeda di organizzare direttamente grandi attentati sul territorio europeo si è ridotta sensibilmente grazie alla pressione militare internazionale e all’intensificazione della cooperazione tra i servizi di intelligence. Il rischio, tuttavia, non è scomparso. Le autorità francesi ritengono oggi più probabili gli attacchi compiuti da individui radicalizzati sul territorio nazionale, spesso senza un collegamento operativo diretto con le organizzazioni terroristiche, ma influenzati dalla propaganda jihadista diffusa soprattutto attraverso Internet e i social network.

Questa evoluzione rende la minaccia più difficile da individuare e prevenire. Gli attacchi con coltelli o con veicoli, più volte incoraggiati dalla propaganda dello Stato Islamico, richiedono una preparazione minima e possono essere realizzati da singoli individui. L’omicidio del professore Samuel Paty nel 2020 è diventato uno degli esempi più emblematici di questa nuova forma di terrorismo, alimentata dalla radicalizzazione online e dalla propaganda estremista.

Anche per questo il piano nazionale Vigipirate, il sistema francese di prevenzione e protezione contro il terrorismo, resta mantenuto al livello di “vigilanza rafforzata” per l’estate 2026. Il ministero dell’Interno ha inoltre reso noto che i servizi di sicurezza hanno sventato 23 attentati tra il 2024 e il 2025, dato che conferma come la pressione dell’apparato antiterrorismo rimanga particolarmente intensa.

Accanto alla minaccia immediata rappresentata dal terrorismo, il dibattito politico francese si concentra sempre più sull’espansione dell’islamismo politico. Una recente commissione parlamentare incaricata di indagare sui rapporti tra movimenti politici e organizzazioni che diffondono l’ideologia islamista ha evidenziato casi di interlocuzione, vicinanza o convergenze tattiche tra ambienti riconducibili all’islam politico e alcuni esponenti della sinistra radicale, in particolare di La France Insoumise. Nelle conclusioni del rapporto, la commissione definisce l’islamismo politico una minaccia concreta per le istituzioni repubblicane e raccomanda di rafforzare il controllo sulle strategie di influenza esercitate attraverso reti associative, religiose e territoriali.

Il tema della sicurezza è destinato a occupare un posto centrale anche nel confronto politico che accompagnerà le elezioni presidenziali del 2027. A meno di un anno dal voto, il contrasto al terrorismo, la gestione dell’immigrazione e la lotta all’islamismo rappresentano già alcuni dei principali terreni di scontro tra le forze politiche.

Dieci anni dopo la notte che sconvolse Nizza, la Francia continua dunque a ricordare le vittime della Promenade des Anglais con la consapevolezza che la minaccia non appartiene al passato. Ha cambiato modalità operative, si è adattata alle trasformazioni tecnologiche e sociali e continua a mettere alla prova la capacità dello Stato di garantire sicurezza senza rinunciare ai principi dello Stato di diritto.


info@setteottobre.com

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