mercoledi` 15 luglio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Rispondo a un elettricista del Corano che insulta la Bibbia (Video di Ciro Principe) 04/07/2026


Clicca qui






israele.net Rassegna Stampa
15.07.2026 Oggi sappiamo, dalle sue stesse parole, che Yahya Sinwar era disposto ad attirare su Gaza una devastazione totale, persino nucleare, pur di realizzare la distruzione di Israele
Articolo del Jerusalem Post

Testata: israele.net
Data: 15 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Jerusalem Post
Titolo: «Oggi sappiamo, dalle sue stesse parole, che Yahya Sinwar era disposto ad attirare su Gaza una devastazione totale, persino nucleare, pur di realizzare la distruzione di Israele»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Jerusalem Post dal titolo: "Oggi sappiamo, dalle sue stesse parole, che Yahya Sinwar era disposto ad attirare su Gaza una devastazione totale, persino nucleare, pur di realizzare la distruzione di Israele. Nella sua follia fondamentalista Hamas non temeva, ma anzi auspicava la “distruzione reciproca”. Altri regimi islamisti potrebbero pensarla allo stesso modo"

Scrive Herb Keinon: Il documento reso pubblico domenica, dal quale emerge che il capo di Hamas Yahya Sinwar metteva in conto che Israele potesse usare armi nucleari in risposta a un’invasione-massacro come quella del 7 ottobre, è a dir poco sbalorditivo.

Herb Keinon

Perché? Perché rivela sia l’assurda irrazionalità di Sinwar, sia la totale incapacità di tutti – Israele per primo – di comprendere appieno il fanatismo che anima Hamas e la sua dirigenza.

Il capo di Hamas Yahya Sinwar fotografato il 24 maggio 2021 durante una manifestazione nello stadio Yarmouk, a Gaza City

Il concetto di MAD o Mutual Assured Destruction(Distruzione Reciproca Assicurata), che ha dominato la Guerra Fredda, si basava su un semplice presupposto: che sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica fossero attori razionali.

Se ciascuno sapeva che l’altro possedeva i mezzi per distruggerlo, nessuno dei due avrebbe osato colpire per primo giacché chi mai, sano di mente, si tirerebbe addosso una totale distruzione garantita?

Chi mai lo farebbe? Ebbene, sono disposti a farlo soggetti motivati da una tale ideologia apocalittica e messianica per cui la tua distruzione vale di più della loro stessa sopravvivenza.

Secondo una nota definizione, la quintessenza della malvagità è quella di chi crede che la propria salvezza possa derivare solo dalla tua distruzione.

Sinwar ha fatto un passo in più: la distruzione di Israele era così importante che era disposto a rischiare la propria distruzione pur di realizzarla.

Parte del documento in cui Yahya Sinwar mette in conto la possibilità che Israele reagisca persino con armi nucleari (sic) ad un attacco e massacro come quello del 7 ottobre

L’Amit Terrorism and Intelligence Research Institute ha reso pubblico un documento scritto a mano da Sinwar, giunto nelle mani di Israele durante la guerra tra Israele e Hamas a Gaza.

Datato 24 agosto 2022 – circa 13 mesi prima del 7 ottobre – il documento rivela che Sinwar prevedeva che Israele avrebbe reagito all’invasione del suo territorio sferrando una risposta devastante e non escludeva la possibilità che Israele potesse persino ricorrere ad armi nucleari contro Gaza.

“Il nemico non esiterà a usare tutti i mezzi e le armi a sua disposizione, non solo con un attacco ma anche con altri mezzi – scriveva Sinwar – Potrebbe persino usare una bomba atomica. Ma prima, sarà colto di sorpresa dall’attacco e sprofonderà nel caos”.

Tralasciamo per un momento l’assurdità dell’ipotesi di Sinwar: le ricadute radioattive di una bomba atomica sganciata su Gaza investirebbero anche Israele.

Quello che conta è ciò che questo testo rivela sulla mentalità di Sinwar.

Non si rendeva conto che sferrare un attacco e un massacro come quello del 7 ottobre avrebbe provocato una devastante risposta israeliana?

Certo che se ne rendeva conto. Anzi, lo dava per scontato.

Questo documento dimostra che aveva persino preso in considerazione la possibilità di una risposta nucleare da parte di Israele.

Eppure, pur tenendo conto di tale possibilità, decise comunque di procedere con l’attacco.

La potenziale distruzione totale della Striscia di Gaza non costituiva un deterrente per Sinwar. Per lui, era un prezzo del tutto accettabile.

Perché? Perché riteneva che l’attacco avrebbe innescato una conflagrazione regionale che alla fine avrebbe travolto Israele, e questo era l’unica cosa importante.

La sua speranza era che Hezbollah entrasse immediatamente in guerra mentre Israele era in preda al caos; che l’Iran bombardasse il paese con una pioggia di missili balistici; che gli Houthi attaccassero dallo Yemen; che la Cisgiordania esplodesse e che gli arabi israeliani si sollevassero in massa, come avevano fatto alcuni di loro durante lo scontro con Israele innescato dai razzi di Hamas nel maggio 2021.

Secondo il suo modo di ragionare, la devastazione totale di Gaza sarebbe valsa la pena pur di scatenare una guerra regionale che avrebbe sotterrato Israele.

La sua personale salvezza sarebbe giunta attraverso la distruzione di Israele. Pura malvagità.

Vista attraverso la lente di questo documento, l’idea che Hamas potesse essere rabbonita con valigette piene di denaro del Qatar, o migliaia di permessi di ingresso in Israele per lavoro e cure mediche per i palestinesi di Gaza, era pura follia.

Rifletteva una lettura fondamentalmente errata del nemico.

Quelle politiche presupponevano che i capi di Hamas potessero essere persuasi a privilegiare il benessere economico della loro popolazione rispetto alla distruzione di Israele.

Ma questo documento indica che Sinwar era motivato da qualcosa di completamente diverso.

Era pronto a rischiare non solo il benessere dei palestinesi di Gaza ma la loro stessa esistenza, se questo era il prezzo da pagare pur di distruggere Israele.

Uno dei principali errori di Israele nel valutare Sinwar e Hamas è stato quello di guardarli attraverso le nostre lenti, come se li stessimo guardando in uno specchio.

Abbiamo dato per scontato che ragionassero come noi.

Chi mai attirerebbe consapevolmente su se stesso un tale livello di distruzione? Noi non lo faremmo mai.

Quindi, abbiamo dato per scontato che non l’avrebbero fatto neanche loro.

Ma ora abbiamo le parole stesse di Sinwar a dimostrarci che nemmeno la folle prospettiva di una devastazione nucleare lo avrebbe dissuaso.

Vi sono evidenti parallelismi con l’attacco di Osama bin Laden agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001.

Anche Bin Laden capiva perfettamente che quegli attacchi avrebbero provocato una pesantissima risposta militare americana. Ma questo non costituiva per lui un deterrente.

Al contrario, sperava che la reazione americana avrebbe innescato una più vasta guerra di civiltà tra l’Islam e l’Occidente.

Le implicazioni del documento Sinwar vanno ben al di là di Gaza.

Se, perseguendo la sua ideologia religiosa messianica, il capo di Hamas era disposto a sacrificare Gaza pur di distruggere Israele – rendendo irrilevante la MAD, la Distruzione Reciproca Assicurata – allora lo stesso potrebbe valere per altri attori fanatici in questa regione, incluso l’Iran.

Come Israele, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che all’Iran non deve essere permesso di ottenere armi nucleari perché, se le avesse, le userebbe.

Gli apologeti del regime iraniano deridono questa argomentazione. Ovviamente gli iraniani non lo farebbero, dicono, perché sanno che se usassero armi nucleari verrebbero distrutti anche loro.

Il documento di Sinwar suggerisce il contrario.

Dimostra che almeno una parte dei fanatici religiosi con cui Israele si trova a confrontarsi potrebbero considerare la propria distruzione un prezzo accettabile se ciò contribuisse a realizzare quella che credono essere una missione voluta da Dio.

E questo ci riporta alla definizione di malvagità: quella di chi crede che la propria salvezza possa derivare solo dalla tua distruzione.

L’ammissione scritta di Sinwar offre una rara fessura attraverso cui gettare uno sguardo su quella mentalità, condivisa da alcuni dei nemici implacabili di Israele.

Ora, Israele deve assicurarsi che anche il resto del mondo getti uno sguardo attraverso quella fessura.

(Da: Jerusalem Post, 13.7.26)


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT