Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di alcuni articoli di media israeliani dal titolo: "La camera alta del parlamento tedesco ha approvato uno storico disegno di legge volto a rendere penalmente perseguibile chiunque invochi pubblicamente la distruzione di Israele o neghi il diritto ad esistere dello stato ebraico"
Il Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, ha approvato venerdì un disegno di legge che rende reato penale la negazione del diritto di Israele ad esistere.

Berlino. Bandiere del gruppo terrorista Hezbollah ad una manifestazione contro Israele
Il disegno di legge dovrà ora passare alla camera bassa, il Bundestag.
In base alla proposta, chiunque neghi pubblicamente o nel corso di un raduno il diritto di Israele ad esistere, o ne invochi la distruzione, sarebbe passibile di pena detentiva.
In termini giuridici, il disegno di legge costituisce un emendamento all’articolo 130 del codice penale tedesco (StGB), che si occupa dei reati relativi alla “istigazione all’odio”.
L’emendamento lo estende oltre la negazione della Shoah, includendo esplicitamente tra i reati previsti dalla legge la negazione del diritto ad esistere di Israele o l’incitamento alla sua distruzione.

“Distruggere Israele”. Striscione esibito il 6 luglio 2026 a Pamplona (Spagna) durante la festa di San Firmino
Secondo quanto affermato nella motivazione del disegno di legge, le disposizioni penali vigenti (come l’istigazione all’odio, l’apologia di atti criminali e l’uso di simboli di organizzazioni terroristiche) si applicano attualmente solo in casi specifici e risultano insufficienti.
In Germania, molte persone hanno pacificamente protestato contro la guerra tra Israele e Hamas e le sofferenze dei civili palestinesi. Ma quello che afferma il Bundesrat è che le proteste hanno spesso incluso il rifiuto della legittimità stessa di Israele come Stato.
Il Bundesrat spiega che la fondazione di Israele e l’accettazione dello stato ebraico da parte della comunità internazionale sono strettamente legate alla responsabilità storica della Germania per la Shoah e alla necessità che esista una patria sicura per gli ebrei.
In questo senso, afferma il Bundesrat, “in definitiva la negazione del diritto di Israele ad esistere non solo sminuisce la Shoah, ma ignora anche l’ordinamento costituzionale tedesco, che è stato creato in risposta alla violenza e al governo arbitrario del nazionalsocialismo [nazismo]”.
È importante notare che la nuova legge si applicherebbe al contesto di pubblici raduni e alle dichiarazioni pubbliche, compresi i discorsi online, ma solo se l’atto può ragionevolmente promuovere violenza o arbitrio antisemita.
La legge non limita in alcun modo le critiche alle politiche del governo israeliano né il dibattito teorico sulla politica mediorientale, vietando solo la negazione del diritto ad esistere dello stato ebraico quando essa istiga o genera odio e violenza.
Le opere artistiche e accademiche sono esenti nella misura in cui sono tutelate dalle normative vigenti in materia di scienza e arte.
La decisione fa della Germania il primo Paese in Europa a minacciare sanzioni penali contro coloro che negano il diritto di Israele ad esistere.
Il provvedimento è stato approvato a larga maggioranza, nonostante persistenti tentativi di gruppi anti-israeliani di bloccarlo.
La forza trainante dietro la decisione è stata Boris Rhein, governatore dello stato tedesco dell’Assia, membro del partito di governo Unione Cristiano Democratica (CDU).
(Da: Jerusalem Post, YnetNews, 10-12.7.26)