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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.07.2026 I coniugi Mamdani e la verità storica
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «I coniugi Mamdani e la verità storica»

I coniugi Mamdani e la verità storica

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/07/les-epoux-mamdani-et-la-verite-historique-329789.html

 

Michelle Mazel

 

Rahme Emmanuel, una delle figure di spicco del Partito Democratico americano, è candidato alla Presidenza degli Stati Uniti. Durante una visita in Israele, ha rilasciato una lunga intervista al Jerusalem Post. Si è espresso a favore di una soluzione al problema palestinese e non ha risparmiato critiche al Primo Ministro israeliano. Quel che colpisce sono i suoi commenti sulla conversazione avuta con Zohran Mamdani dopo l'elezione di quest'ultimo a sindaco di New York. Conoscendo la posizione filo-palestinese del nuovo sindaco e alcune sue precedenti dichiarazioni, Rahm Emanuel gli avrebbe detto: “Lascia che ti dia una notizia: non ci sarà mai 'dal fiume al mare'.”  E avrebbe aggiunto: “Vorrei precisare che quando ti sento cantare 'dal fiume al mare', ti sento invocare non solo la distruzione di Israele, ma anche la distruzione del popolo ebraico.” Significa forse che Mamdani, musulmano praticante che, già durante gli studi, era stato uno dei fondatori del movimento “Studenti per la Giustizia in Palestina”, non sarebbe arrivato a questa conclusione da solo? Che non si sia mai preso la briga di guardare una cartina e capire cosa significasse quello slogan sul campo? purtroppo, non è impossibile. L'ignoranza è senza dubbio un tratto di famiglia. Il consolato israeliano a New York ha emesso una dura condanna ufficiale nei confronti di Rama Duwaji, moglie del sindaco Zohran Mamdani. Tale censura è giunta in seguito a informazioni secondo cui la Duwaji starebbe co-organizzando un “laboratorio di solidarietà palestinese” in Corsica, dove Maria, la madre di Gesù, verrebbe presentata come una “donna palestinese che partorisce sotto occupazione.” La dichiarazione del Consolato sottolineava che si trattava di “una distorsione storica e di un tentativo cinico e rozzo di sfruttare il suo racconto per fini politici contemporanei.” La Signora Duwaji, musulmana come suo marito, non deve avere molta familiarità con il Corano; altrimenti, avrebbe sicuramente notato che non fa menzione della Palestina o dei palestinesi. Lo stesso vale per il Nuovo Testamento. Inoltre, lei afferma che la madre di Gesù partorì “sotto occupazione”, e secondo lei questo non può che riferirsi all'occupazione israeliana! Ma cose e dove ha studiato? Una tale mancanza di conoscenza della realtà storica sarebbe ridicola se essa non rafforzasse una narrativa pericolosa.                                                   Quando Gesù nacque a Betlemme di Giudea, come raccontano dettagliatamente i quattro evangelisti, la regione era sotto l'occupazione romana. Più di duemila anni dopo, si continua a cercare di dare credito a questa palese falsità. Il Mufti di Gerusalemme non esitò a definire Gesù il “primo martire palestinese” perché “fu messo a morte dagli ebrei.” Ahimè, la verità ha ben poco peso nella lotta per demonizzare lo Stato ebraico.

 


takinut3@gmail.com

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