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Bet Magazine Rassegna Stampa
10.07.2026 La rete d’influenza dietro le proteste propal nel Regno Unito
Cronaca di Nathan Greppi

Testata: Bet Magazine
Data: 10 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Nathan Greppi
Titolo: «La rete d’influenza dietro le proteste propal nel Regno Unito»

Riprendiamo da BET Magazine la cronaca di Nathan Greppi dal titolo: "La rete d’influenza dietro le proteste propal nel Regno Unito"

Un manifestante di Paletsine Action imbratta l'insegna di Elbit Systems

Il report ha rivelato che l’80% delle proteste nel Regno Unito è stato orchestrato da ONG, molte delle quali hanno aggirato le leggi britanniche sulla trasparenza raccogliendo fondi occulti tramite enti di beneficenza con sede negli Stati Uniti. Emerge inoltre che almeno 11 delle 40 principali campagne di mobilitazione post-7 ottobre nel Regno Unito hanno legami con organizzazioni estremiste.

 

Le proteste antisraeliane scoppiate nel Regno Unito dopo il 7 ottobre non sarebbero nate dal basso, ma sarebbero state organizzate da una rete globale di organizzazioni legate all’IRGC (le Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran), e ad altri gruppi islamisti. A sostenerlo, un recente rapporto dell’istituto di ricerca israeliano NGO Monitor, dal titolo Imported Influence: Foreign Funding, Regulatory Black Holes and Extremist Connections of the Post-October 7 UK Protest Infrastructure.

Risultati della ricerca

Il report ha rivelato che l’80% delle proteste nel Regno Unito è stato orchestrato da ONG, molte delle quali hanno aggirato le leggi britanniche sulla trasparenza raccogliendo fondi occulti tramite enti di beneficenza con sede negli Stati Uniti.

Il rapporto ha inoltre rivelato che almeno 11 delle 40 principali campagne di mobilitazione post-7 ottobre nel Regno Unito hanno legami con organizzazioni estremiste, e i loro dirigenti hanno collaborato con il regime iraniano, Hamas, Hezbollah, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e i Fratelli Musulmani. Tra le organizzazioni accusate di legami con il terrorismo, figurano Friends of Al-Aqsa, la Palestine Solidarity Campaign e la Muslim Association of Britain.

I finanziamenti del governo britannico

19 di queste organizzazioni ricevono finanziamenti dal governo britannico tramite l’FCDO (l’Ufficio degli esteri, del Commonwealth e dello sviluppo, che promuove gli interessi britannici all’estero, ndr) o tramite Gift Aid, un sistema di detrazione fiscale che facilita le donazioni ad enti benefici. Almeno 11 organizzazioni ricevono finanziamenti pubblici dalla Commissione Europea e da paesi come gli Stati Uniti, Belgio, Irlanda, Norvegia, Svezia e Svizzera.

Secondo il rapporto, almeno due organizzazioni, CAGE e Palestine Action (quest’ultima messa al bando per terrorismo), hanno raccolto fondi tramite criptovalute. Gran parte degli sforzi di mobilitazione delle ONG sono rivolti ai giovani. Ad esempio, Amnesty International UK organizza un corso di formazione per giovani dai 16 ai 24 anni su come impegnarsi nelle proteste, e in particolare quelle su Israele e i territori palestinesi. Amnesty UK ha un reddito totale di circa 24,1 milioni di sterline (circa 28,2 milioni di euro).

L’incontro alla Camera dei Lord

Come riporta il Jerusalem Post, il report è stato presentato alla Camera dei Lord del Regno Unito da Anne Herzberg, consulente legale di NGO Monitor. “Le proteste antisraeliane esplose in tutto il mondo occidentale il 7 ottobre sono presentate come appelli dal basso per i diritti umani dei palestinesi”, ha detto. “In realtà, come documenta il nostro nuovo rapporto, sono state pianificate da una rete globale di ONG connesse tra loro e finanziate a livello globale, volte a sostenere la propaganda dell’IRGC, narrazioni islamiste e antioccidentali, e l’eliminazione di Israele”.

La Herzberg ha aggiunto che “molti di questi gruppi sono apertamente legati a Hamas e ad altri gruppi terroristici. È tempo di vedere queste manifestazioni come una minaccia destabilizzante significativa, e che i governi indaghino su queste reti”.

La violenza nel Regno Unito

Dopo il 7 ottobre, si sono moltiplicati gli episodi di violenza antiebraica sul suolo britannico. Dopo che nell’ottobre 2025 a Manchester due persone sono rimaste uccise in un attentato contro una sinagoga nel giorno di Yom Kippur, nei primi mesi del 2026 il quartiere ebraico di Golders Green a Londra ha subito diversi episodi violenti, tra cui l’accoltellamento di due ebrei e l’incendio doloso di quattro ambulanze di un ente legato alla comunità ebraica.


bollettino@tin.it

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