venerdi 10 luglio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Rispondo a un elettricista del Corano che insulta la Bibbia (Video di Ciro Principe) 04/07/2026


Clicca qui






Setteottobre Rassegna Stampa
10.07.2026 Rima Hassan. A ottobre il processo per apologia di terrorismo
Commento di Melanie Lacide

Testata: Setteottobre
Data: 10 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Melanie Lacide
Titolo: «Rima Hassan. A ottobre il processo per apologia di terrorismo»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il commento di Melanie Lacide dal titolo: "Rima Hassan. A ottobre il processo per apologia di terrorismo"

Rima Hassan. A ottobre il processo per apologia di terrorismo

L’eurodeputata della France Insoumise è comparsa il 7 luglio 2026 davanti al tribunale penale di Parigi per rispondere dell’accusa di apologia di terrorismo. La difesa ha ottenuto il rinvio dell’udienza, mentre fuori dal palazzo di giustizia si sono registrate tensioni tra manifestanti filo-palestinesi e attivisti contro l’antisemitismo

 

L’eurodeputata della France Insoumise (LFI) e attivista filo-palestinese Rima Hassan è comparsa martedì 7 luglio 2026, con una keffiyeh sulle spalle, davanti al tribunale penale di Parigi per rispondere dell’accusa di apologia di terrorismo. L’avvocato della difesa, Vincent Brengarth, ha chiesto il rinvio dell’udienza, lamentando l’elevato numero di parti civili e la trasmissione tardiva di documenti aggiuntivi. Il processo si terrà il 19 e 20 ottobre prossimi.

In un clima di forte pressione sull’istituzione giudiziaria, l’udienza si annunciava particolarmente tesa. Brengarth aveva infatti denunciato quello che ha definito un «processo politico», che, a suo giudizio, mirava a censurare la libertà di parola delle voci filo-palestinesi.

Prima dell’udienza, durante una manifestazione di sostegno organizzata dalla France Insoumise, il movimento di estrema sinistra di cui Hassan fa parte, centinaia di persone si sono radunate sui gradini del tribunale dietro uno striscione con la scritta «Difendere la Palestina non è un crimine». Dalla folla sono stati scanditi lo slogan «Dal fiume al mare» e gli insulti «sionisti assassini», «popolo genocida» e «stupratori». Si sono inoltre verificati scontri con manifestanti dell’associazione di lotta contro l’antisemitismo Nous Vivrons.

Il giorno precedente era stata pubblicata sul quotidiano L’Humanité una lettera aperta firmata da oltre 210 personalità per denunciare quello che i sostenitori di Hassan definiscono un «reato di Palestina».Tra i firmatari figura il controverso Salah Hammouri, avvocato franco-palestinese, membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), condannato nel 2005 per il tentato assassinio dell’ex rabbino capo di Israele, Ovadia Yosef, e liberato nel 2011 nell’ambito dello scambio di prigionieri tra Israele e Hamas che portò alla liberazione di Gilad Shalit.

Hanno inoltre sottoscritto l’appello il musicista britannico ed ex membro dei Pink Floyd Roger Waters, la deputata statunitense Ilhan Omar, i comici francesi Guillaume Meurice, Pierre-Emmanuel Barré e Blanche Gardin, oltre al rapper Médine, tutti già protagonisti in passato di dichiarazioni controverse a carattere antisemita.

La procura di Parigi aveva aperto un’inchiesta nei confronti di Hassan dopo la pubblicazione, il 26 marzo, di un messaggio sul suo account X, successivamente cancellato.L’eurodeputata aveva condiviso un post di un account saudita anti-Israele dedicato a Kōzō Okamoto, uno degli autori dell’attentato compiuto il 30 maggio 1972 all’aeroporto di Lod per conto del FPLP, nel quale persero la vita 26 persone. Hassan aveva accompagnato la condivisione con una dichiarazione attribuita al terrorista: «Kōzō Okamoto: ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese. Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere».

Ulteriori segnalazioni erano state presentate nei giorni successivi dal ministro dell’Interno, dall’Organizzazione Ebraica Europea (EJO) e dalla LICRA (Lega Internazionale contro il Razzismo e l’Antisemitismo), entrambe costituitesi parte civile nel procedimento.Oltre a disporre il semplice rinvio del processo, il presidente del tribunale ha esteso a due giorni la presentazione delle memorie difensive, il che consentirà un esame più approfondito dell’intero fascicolo.Negli ultimi due anni questo è il sedicesimo procedimento giudiziario avviato contro Rima Hassan; tredici sono già stati archiviati. L’eurodeputata rischia fino a sette anni di reclusione e una multa di 100.000 euro.


info@setteottobre.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT