Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Jns dal titolo: "L’UNESCO continua a indicare come “giornalisti” uccisi a Gaza dei terroristi che le stesse Hamas e Jihad Islamica vantano come propri combattenti. La ong UN Watch esorta l’agenzia Onu per la cultura a ripristinare la propria credibilità ritrattando le designazioni ingannevoli e riesaminando le procedure di verifica"
Un nuovo rapporto della ong UN Watch rivela che l’UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per educazione, scienza e cultura) ha ripetutamente indicato come “giornalisti” dei membri di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese uccisi a Gaza, anche dopo che erano diventate di pubblico dominio le prove della loro militanza in gruppi terroristi.

Clicca la foto per aprire il video ufficiale “di martirio” diffuso da Hamas, che identifica il “giornalista” Mohammed Manhal Abu Armana come comandante di plotone
Secondo il rapporto pubblicato mercoledì, l’UNESCO “non ha né corretto né ritirato le affermazioni in questione”, nonostante nel frattempo le stesse Hamas e Jihad Islamica abbiano pubblicamente riconosciuto come membri e “martiri” delle loro organizzazioni diversi di coloro che indicati come “giornalisti” dall’UNESCO.
Tra i casi citati, quello di Mohammed Manhal Abu Armana, che l’UNESCO ha definito “un giornalista dell’agenzia di stampa Palestine Now“.
UN Watch sottolinea che successivamente Hamas ha diffuso un “video di martirio” in cui indica Abu Armana come comandante di plotone e lo mostra mentre imbraccia armi, si addestra al combattimento, spara razzi anticarro e proclama: “Per Allah, non tradiremo questo sangue”.

Foto di Mohammed Washah trovate nel suo computer portatile dalle Forze di Difesa Israeliane, diffuse prima che l’UNESCO lo definisse semplicemente “giornalista di Al Jazeera”
Il rapporto cita anche Anas al-Sharif, indicato dall’UNESCO come “giornalista” di Al Jazeera quando – ricorda UN Watch – le autorità israeliane avevano già diffuso le prove che al-Sharif era a capo di una cellula di Hamas responsabile di attacchi missilistici contro comunità israeliane.
“L’azione dell’UNESCO a difesa della libertà di stampa in tutto il mondo è potenzialmente importantissima – scrive UN Watch – Ma questa preziosa potenzialità viene dilapidata quando l’autorevolezza delle Nazioni Unite viene utilizzata per diffondere affermazioni di fatto che non sono state adeguatamente verificate”.
UN Watch chiede al Direttore Generale dell’UNESCO, Khaled El-Enany, di rivedere tutte le dichiarazioni rilasciate dal 7 ottobre 2023 circa “giornalisti vittime” al fine di “correggere o ritrattare” le indicazioni sbagliate, indagare sulle procedure di verifica dell’agenzia e identificare pubblicamente i funzionari responsabili delle designazioni.
(Da: jns.org, 8.7.26)