Riprendiamo dal FOGLIO il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Mélenchon: “Hamas potrebbe non essere terrorismo”. E i sopravvissuti lo portano in aula"

Giulio Meotti
Il 7 ottobre 2023 potrebbe non essere stato terrorismo. A dirlo Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise e candidato alle presidenziali del 2027. Mélenchon si trovava davanti al tribunale di Parigi per sostenere Anasse Kazib, esponente della sinistra radicale processato per apologia del terrorismo dopo aver espresso sostegno agli attacchi del 7 ottobre contro Israele. Interpellato dai giornalisti, Mélenchon ha detto: “E’ stupido pensare che tra noi ci siano persone che gioiscono del terrorismo, ammesso che gli atti di cui stiamo parlando siano davvero terrorismo. La questione della forma di resistenza che si oppone a un’oppressione è materia di discussione”. Anche l’eurodeputata Rima Hassan è incriminata per apologia del terrorismo (senza contare la definizione di “martire” data al capo di Hamas Ismail Haniyeh dalla deputata Sophia Chikirou).
Hassan ha pubblicato sul suo account X una citazione del terrorista Kozo Okamoto, che all’aeroporto di Lod in Israele il 30 maggio 1972 uccise 26 persone: “Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto ma un dovere”. Più di duecento personalità francesi e internazionali hanno preso le difese di Hassan in un appello sull’Humanité, dall’ex guardasigilli francese Christiane Taubira all’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, dalla premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux, alla filosofa americana Judith Butler.
Tre sopravvissuti francesi al pogrom di Hamas hanno depositato il 30 giugno una denuncia per apologia del terrorismo contro Mélenchon. Dicono che le sue affermazioni equivalgano a presentare i crimini del 7 ottobre come una forma di resistenza. Numerosi francesi sono stati assassinati dai terroristi di Gaza, da Carmela Dan e sua nipote Noya Dan di dodici anni nella loro casa del kibbutz Nir Oz ai morti al festival Nova. Ricordano che questo massacro non è un’astrazione geopolitica ma una tragedia che ha colpito anche famiglie francesi. Mentre i sopravvissuti francesi del 7 ottobre chiedono giustizia, i sindaci mélenchonisti celebrano i terroristi ergastolani.
La nuova amministrazione di Saint-Denis tramite il sindaco Bally Bagayoko ha conferito la cittadinanza onoraria a Marwan Barghouti, detenuto nelle carceri israeliane dal 2002 e condannato a cinque ergastoli per il coinvolgimento in attentati terroristici. Il sindaco ha fatto issare la bandiera palestinese sul municipio. All’arciterrorista è stata concessa la cittadinanza onoraria da venti città, come Ivry-sur-Seine, La Courneuve, La Verrière e Vitry-sur-Seine. La cittadina di Argenteuil è gemellata con Kobar, il villaggio natale di Barghouti. Argenteuil è nota come la “capitale del salafismo francese”. A Saint-Denis, Mélenchon ha ottenuto una netta vittoria al primo turno delle ultime comunali. E nel municipio si sono levate grida di gioia: “Siamo tutti figli di Gaza!”.
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