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Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.07.2026 La falsità che vuole distruggere moralmente Israele è una sola parola ripetuta all'infinito: genocidio
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La falsità che vuole distruggere moralmente Israele è una sola parola ripetuta all'infinito: genocidio»

La falsità che vuole distruggere moralmente Israele è una sola parola ripetuta all'infinito: genocidio

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

 

Ancora una volta, una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite torna a scuotere il dibattito internazionale affermando che Israele starebbe commettendo un genocidio a Gaza e che i bambini palestinesi sarebbero bersagli deliberati.

Quel personaggio grottesco che è il Segretario Generale dell'ONU, Guterres, ha accusato Israele di aver ammazzato 12 milioni di bambini a Gaza. Forse era ubriaco, forse è soltanto un imbroglione senza testa nè coscienza. 12 milioni di bambini morti su 2 milioni di abitanti? La matematica è un' opinione, per Guterres.   

Ma qui nasce il primo enorme problema: quando un’istituzione come l’ONU utilizza un termine come “genocidio”, non sta semplicemente descrivendo una situazione. Sta imponendo una sua verità a un mondo che crede ad ogni calunnia inventata su Israele.

Nel diritto internazionale, “genocidio” non è una parola emotiva. È una definizione tecnica, estremamente precisa, che richiede la prova dell’intento deliberato di distruggere un popolo. Dopo la Shoah l'unico popolo minacciato di distruzione dalle parole di capi di stato islamici è Israele, quindi ancora e ancora, sempre gli ebrei. Ma questi vengono ricordati esclusivamente per essere diffamati, per null'altro. Si è arrivati al peggio del peggio: ricordare la Shoah escludendo gli ebrei. Sono anni ormai che nelle scuole, sui media, addirittura sui monumenti si esclude la parola "Ebrei" sostituita con "persone". "Sei milioni di persone sono state uccise dai nazisti". Credo che non esista al mondo un popolo più esecrato, odiato, umiliato senza motivo perché il popolo ebraico ha portato solo positività al mondo con i suoi studi, con la sua creatività, con la sua pazienza infinita nonostante le persecuzioni.   

In questo clima tossico, ogni dato diventa arma politica, ogni rapporto diventa prova assoluta per una parte o per l’altra. L'ONU è l'organismo che rilascia 130 risoluzioni di condanna a Israele e solo 80 a TUTTO IL RESTO DEL MONDO! Fatevi un idea quindi, sulla sua credibilità.

Dire che Israele “sta commettendo un genocidio” e che i bambini palestinesi sarebbero bersagli deliberati non è una semplice valutazione: è una conclusione devastante, totale, definitiva. Chi ha deciso che l’indagine fosse già arrivata alla sentenza? Chi ha già deciso il verdetto contro Israele? Oltre all'ONU, lo leggiamo ogni giorno sui giornali, lo sentiamo in TV ogni volta che parlano di Israele. Giorni fa durante un'intervista, Paola Cariddi, lo ha detto come se parlasse di una sciocchezza: "Il genocidio di Israele a Gaza". Non un mezzo dubbio, non la minima esitazione. Quella parola ormai fa parte del linguaggio giornalistico che vuole indottrinare il pubblico e manipolarlo. Operazione pericolosissima oltre che ingiusta perché di antiebraismo è pieno il mondo ormai. Non passa giorno senza che degli ebrei vengano aggrediti da qualche parte, in Occidente, che vengano cacciati dagli alberghi, che vengano offesi, picchiati. Ormai il palestinismo è il padrone del mondo con tutto l'odio che si tira dietro e la propaganda indecente contro Israele.  

Il termine genocidio non è un’etichetta da usare per sottolineare la gravità di una guerra. È l'accusa più estrema che richiede una prova altissima: l’intento specifico di distruggere un popolo. Come hanno fatto gli europei con gli ebrei, i turchi con gli armeni, i cinesi con i tibetani. 

Eppure, nei rapporti e nelle dichiarazioni sempre più frequenti nessuno analizza la guerra di Gaza, esiste solo la condanna di Israele, senza prove ma propaganda. 

Il richiamo ai bambini è il punto più potente,  e proprio per questo il più usato dai nemici di Israele. Nessuna persona razionale può accettare la morte di civili innocenti come “effetto collaterale neutro”. Ma un conto è commentare la tragedia di una guerra urbana tra un esercito di soldati, con severe regole di ingaggio, e un esercito di terroristi che si è fatto scudo della popolazione di Gaza, un altro è trasformarla automaticamente in una prova di genocidio.

Lo Stato di Israele viene ormai descritto in molti rapporti internazionali come l'unico imputato, indipendentemente dall’evoluzione del conflitto, ma la domanda che viene sistematicamente evitata è un’altra: come si conduce una guerra contro un’organizzazione armata radicata in un territorio civile senza produrre vittime civili? Rispondere a questa domanda è il cuore del diritto bellico. 

In altre parole: non si aspetta più che i fatti parlino. Si decide in anticipo cosa devono dire. Senza processo. Senza sentenza. Senza contraddittorio.

Nessuno stato al mondo viene trattato come Israele, nessuno stato al mondo, nemmeno quello peggiore in assoluto, viene condannato, offeso, odiato come Israele e i motivi dovrebbero essere studiati dagli psichiatri andando a ritroso di 2000 anni. Lo Stato di Israele viene sottoposto a un livello di critica, di linciaggio e di linguaggio violento che non si vede applicato con la stessa durezza ad altri conflitti armati urbani contemporanei. Un bellissimo articolo di Giulio Meotti sul Tibet mi ha fatto riflettere:(https://meotti.substack.com/p/io-amo-i-tibetani-ma-urlino-intifada?utm_id=97758_v0_s00_e0_tv2_a1dennhbcectb7)

Quando era vivo Marco Pannella noi radicali manifestavamo per il genocidio culturale in Tibet da parte della Cina. Morto Marco tutto è finito, io ne ho parlato spesso nei miei articoli ma nessuno ha colto la tragedia di quel popolo. Poi il palestinismo ha travolto tutto, non si parla che dei palestinesi, che non esistono, che sono stati inventati per procurare problemi a Israele. Di veri popoli decimati, resi schiavi di potenze straniere, obbligati persino a dimenticare la propria lingua, non frega niente a nessuno. E mi riferisco ai tibetani, ai kurdi, ai cristiani sgozzati a migliaia dai musulmani d'Africa, agli yazidi ormai scomparsi e venduti come schiavi dall'Isis. Una ragazza yazida, venduta come schiava sessuale a Gaza, è stata liberata proprio dai soldati israeliani che l'hanno portata in salvo. Solo i palestinesi esistono, questi imbroglioni, con le loro menzogne colossali,  hanno conquistato tutti i cervelli deboli dell'Occidente che vanno a riempire le piazze all'urlo di Genocidio a Gaza mentre i loro slogan parlano del vero genocidio che vorrebbero fare, quello degli ebrei di Israele "dal Fiume al Mare".

La loro rabbia, da cui deriva tutto l'odio che trasudano, è che Israele non ha nessuna intenzione di farsi distruggere.


takinut3@gmail.com

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