mercoledi` 08 luglio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Rispondo a un elettricista del Corano che insulta la Bibbia (Video di Ciro Principe) 04/07/2026


Clicca qui






Il Riformista Rassegna Stampa
08.07.2026 Chiamatelo antisemitismo. La parola generica “discriminazione” è un’ambiguità vigliacca
Commento di Luigi Yitzhak Diamanti

Testata: Il Riformista
Data: 08 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Luigi Yitzhak Diamanti
Titolo: «Chiamatelo antisemitismo. La parola generica “discriminazione” è un’ambiguità vigliacca»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Luigi Yitzhak Diamanti dal titolo: "Chiamatelo antisemitismo. La parola generica “discriminazione” è un’ambiguità vigliacca"

Razzismo, discriminazione e antisemitismo non sono la stessa cosa. L’antisemitismo ha una storia millenaria, assume forme specifiche e oggi si manifesta anche attraverso la delegittimazione, la demonizzazione nei confronti dello Stato di Israele. Chiamare l’antisemitismo semplicemente “razzismo” o “discriminazione” significa spesso attenuarne la gravità e cancellarne la specificità. Le parole contano. Se è antisemitismo, va chiamato antisemitismo. Solo riconoscendolo per ciò che è possiamo combatterlo con efficacia.

Troppo spesso oggi ci si nasconde dietro formule generiche come “razzismo” o “discriminazione” per evitare di pronunciare una parola precisa: antisemitismo. Ma l’antisemitismo non è semplicemente una forma qualunque di discriminazione. L’antisemitismo va chiamato con il suo nome. Sempre.

Per questo va rifiutata ogni ambiguità. Quando un ebreoviene colpito perché è ebreo, quando Israele viene demonizzato con criteri che non si applicano a nessun altro Stato, quando il sionismo viene trasformato in un insulto, non siamo di fronte a un generico episodio di intolleranza: siamo di fronte all’antisemitismo. Le parole contano. La verità conta. E noi non smetteremo di chiamare le cose con il loro nome.

Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante


redazione@ilriformista.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT